ZOO

ZOO

Il Giardino Zoologico (v.) del Castello fondato nel 1912 venne smontato nel 1924 e lo spazio ridotto a Campo sportivo della Milizia volontaria sicurezza nazionale e poi a campi di tennis. Il progetto di un nuovo zoo venne timidamente ripreso nel 1948 con un gufo e una poiana, prigionieri in due feritoie aperte nella pietra; morti i due volatili, un anno dopo furono portate una volpe rossa e due tortore. Solo nel settembre 1955 l'idea sembrò concretarsi con l'arrivo di due cuccioli di leone offerti da Darix Togni e che vennero chiamati "Ciro", in onore del sindaco Boni, e "Brescia". Vennero sistemati nella "Fossa delle vipere", in una grande gabbia costruita dal fabbro Passi sul piazzale della chiesa di S. Pietro. Con l'aumento dei visitatori anche il parco faunistico andò infoltendosi fino a costituire un vero zoo che venne inaugurato ufficialmente il 24 giugno 1961.


Nonostante un evento molto triste che colpì lo zoo il 23 dicembre 1963, quando per esalazioni venefiche causate da un difetto dell'impianto di riscaldamento a legna morirono ben 12 magnifici felini: quattro leopardi, due tigri, due giaguari, due puma e due pantere stupende, lo zoo continuò e venne ricreato in fretta. Anzi, andò sempre più infoltendosi, ma già nel 1975 accadevano tra gli "ospiti" «più funerali che nascite, e una graduale diminuzione di visitatori» e a un anno di distanza la stampa scriveva che «continua a languire lo zoo del castello». Nel 1977 si parlò di una ristrutturazione con nuovi acquisti. Nel 1981 veniva creato un nuovo reparto dei felidi in nuovo serraglio esterno e nel 1986 avanzato un piano di ristrutturazione. Nonostante ciò il numero di visitatori andava calando: 135 mila nel 1983, calava a 96 mila nel 1986, 63 mila nel 1987, mentre nove associazioni e organizzazioni, gli Amici della terra, l'Ente nazionale per la protezione animali, le federazioni giovanili comunista e socialista, la Lega italiana protezione uccelli, Democrazia proletaria, Noi per loro, il partito radicale e la Lega antivivisezionista si mobilitavano raccogliendo firme per chiederne la soppressione. Tutto ciò, assieme ad un crescente deficit di bilancio, convinse nell'ottobre 1988 la giunta comunale a smantellare lo zoo. In un primo momento si pensò di sostituirlo con un parco-fattoria. Alla fine, nel 1998, vi venne realizzato un parco verde.