ZAMBELLI Pietro
ZAMBELLI Pietro
(Brescia, 8 settembre 1799 - Novara, 3 giugno 1880). Sacerdote. Di famiglia nobile lonatese, come i suoi fratelli Andrea (v.) e Giuseppe (v.) fece i primi studi nel collegio Cicognini di Prato entrando poi nel Seminario vescovile di Brescia. Ancora chierico, nel 1820 fu aggregato dall'ab. Brunati alla Società degli Amici promossa da Antonio Rosmini «per la sua cultura ecclesiastica, retto criterio, ottimi costumi, amore alla religione e avversione alla corrente giansenista» e per essere «una speranza per gli studi». Apprezzato dal vescovo Nava, ancora prima della ordinazione sacerdotale gli venne affidata la cattedra di pastorale e pedagogia, che finì col diventare anche una scuola di eloquenza. G. Scandella scrive ("Vita di Gabrio Maria Nava", p. 315): «difatti a' suoi precetti, a' modelli che proponeva d'imitare, a continui dettati in cui esercitava gli alunni, e che egli pazientemente leggeva e ritoccava, si formarono parroci e dicitori valenti per quella scelta di concetti, semplicità popolare e nettezze di dire che tanto piace al volgo quanto al filosofo e letterato».
Segno della stima che godette fu la chiamata nel 1824 a tenere l'orazione per la fabbrica del duomo nuovo. Si fece conoscere subito nell'ambiente culturale bresciano entrando in contatto con varie personalità: Arici, Nicolini, Scalvini, Ugoni, Mompiani, Saleri, Toccagni, Lechi, Tosio, Basiletti, Girolamo Monti, Bazzoni, Brozzoni, Venturi ecc. Fu grande amico di Vantini.
Il 2 febbraio 1823 veniva chiamato a far parte dell'Ateneo di Brescia e, come si legge nel volume del centenario dell'Accademia, «vi divenne presto de' più fidi ed alacri e stimati, tanto da esservi tenuto per uno de' più purgati e valenti scrittori, qualità allora ancora in pregio, e da meritarsi di essere scelto a far parte d'importanti commissioni, non che, più volte, della Censura e dell'Amministrazione: poi il 6 febbraio del 1848 d'essere assunto alla Vice Presidenza, riconfermatovi il 22 aprile 1850. E quando, dopo il lungo periodo in cui l'Accademia fu violentemente costretta al silenzio, si riaperse al nuovo sole dell'Italica libertà nel Gennaio del 1860, vennero a lui riconosciuti i diritti di Vice Presidente». Godette grande stima e fu ispettore delle scuole elementari, vice direttore del ginnasio, direttore e professore di lettere italiane nel liceo, poi preside del liceo stesso e provveditore agli studi, uno dei presidenti della Biblioteca Queriniana, uno dei conservatori del "patrio" Museo e uno dei Deputati al Campo santo. Considerato scrittore «forbitissimo ed elegante», «purgatissimo» ed epigrafista tra i migliori del suo tempo, entrò in contatto fuori dell'ambiente bresciano con molti letterati e persone colte del suo tempo; con molti di essi ebbe una nutrita corrispondenza, quali Vincenzo Monti, Pietro Giordani, Francesco Arrivabene, Aleardo Aleardi, Laura Solera Mantegazza, Annetta Serego Alighieri, Atto Vannucci, Carlo Troya, Maria Teresa Gozzadini, Pietro Fanfani, Nicolò Tommaseo, Giosuè Carducci, Giampietro Viessense, Prospero Viani, Gino Capponi, p. Paolo Perez ecc. Basta scorrere la sua ampia bibliografia per misurare quali e quante furono le sue conoscenze e quante volte si offri o venne chiamato a recitare elogi funebri o commemorativi. Amico di patrioti, alcuni dei quali compromessi politicamente fin dal 1821, venne ritenuto un patriota egli stesso. In effetti nel 1848 sottoscriveva un versamento pecuniario a sostegno del Governo rivoluzionario. Ma poi, anche in ragione delle sue cariche pubbliche, agì con prudenza che fu giudicata negativamente dai "patrioti" più spinti quali il dott. Bartolomeo Gualla. Costui, avendo lo Zambelli caldeggiato la riapertura dell'Ateneo, chiuso d'autorità dall'Austria per sospetto patriottismo, se la prendeva con lui, «un piedialato pretino, che voleva coi suoi bei periodi alla Giordani passare per patriottico incarnato e per un capo congiuratore, non può più tenersi dal prurito di sciorinare un discorsetto classico». L'"Opinione" di Torino (3 gennaio 1849) scriveva di lui che «celebra messa e bestemmia rugiadosamente i liberali». In effetti il 4 maggio 1850 l'autorità austriaca lo segnalava assieme ai canonici Vincenzo Luzzago e Ferdinando Luchi nella terna nella quale si poteva scegliere il futuro vescovo di Brescia scrivendo: «Zambelli nob. Pietro. Professore teologia Pastorale, Omeletica e Pedagogia del Seminario Vescovile, Vicedirettore di questo I. R. Ginnasio, Vicepresidente dell'Ateneo Bresciano. Versatissimo nella letteratura. Pieno di buon volere nell'assumere incombenze onorifiche per la sua patria ed in gara dei suoi concittadini; e forse per la di lui capacità molte venendole demandate, non a tutte riesce di attendere colla conveniente attività. Dalla opinione pubblica sarebbe qualificato preferibilmente per cariche le cui attribuzioni richiedendo la qualità di ecclesiastico, si riferissero piuttosto ad oggetti di pubblica istruzione che di culto ed ecclesiastiche discipline. Per condotta, carattere e indirizzi politici commendevole». Il giudizio è confermato dal fatto che alla riapertura dell'Ateneo dopo la chiusura voluta dal Governo austriaco, viene eletto vicepresidente assieme a Luigi Lechi. Su tale linea continuò anche negli anni seguenti, collaborando tuttavia, nel 1858-1859, con "l'Alba", un giornale fondato da Carlo Cocchetti, che sotto una patina di apoliticità fu aperto ai problemi nazionali. Instauratosi il governo italiano, non mancò di rivolgere, all'Intendente generale della provincia, l'omaggio di professori e studenti «di sudditanza non solo ma di devozione affettuosa e profonda al Re Vittorio Emanuele II e alle leggi e agli Statuti che ci governano». Nominato nel dicembre 1859 provveditore agli studi, passò a San Remo, e nel 1860 a Novara, dove fu anche professore di lettere nel liceo, giudicato da uno storico locale (Giov. B. Finazzi: "Notizie biografiche e illustrazione della bibliografia novarese", 1890) «pronto e ferace ingegno, di memoria felice, d'animo nobile e caritatevole, di modi dolci e affabili, fu amato da tutti». A Novara continuò intensa l'attività letteraria pubblicando soprattutto commemorazioni e profili. Per avergli lo Zambelli inviato una raccolta di scritti letterari di Francesco Ambrosoli, pubblicata assieme al prof. Stefano Grosso, Giosuè Carducci, nel 1872, scriveva: «Felice il Liceo di Novara che ha due professori come Lei e il Grosso! Ahi, ahi, come scarseggiano oramai e come son lasciati da parte i valenti pieni di dottrina e d'arte integra e vera, e come signoreggiano gli asini presuntuosi ciarlatori».
Tornò da Novara spesso a Brescia dove era conosciuto come "el prét gambì" per il corto abito talare sotto il quale spuntavano le esili gambe. Ultimo suo omaggio a Brescia fu, nel 1880 a pochi mesi dalla morte, una seconda raccolta in due volumi, "Raccolta e scritti vari" editi e inediti stampata in Novara contenente «elogi e necrologie, saggi di oratoria sacra, illustrazioni estetiche, estratti di cose inserite in vari giornali, epigrafi» i più dei quali di argomento bresciano. A Novara, già l'anno dopo la sua morte, gli venne dedicato dallo scultore Zeffirino Carestia un busto rimasto in gesso e conservato nel Museo Civico. Un altro busto in marmo dello scultore Bordiga venne posto lungo lo scalone del Liceo. Alla sua realizzazione cooperò l'Ateneo di Brescia con 50 lire.
PUBBLICAZIONI: "Orazione / parenetica / per la fabbrica / del nuovo duomo / di Brescia / detta / dal reverendo signor / d. Pietro Zambelli prfoessore [sic] di teologia pastorale / in seminario" (Brescia / dalla tipografia Pasini / 1824, 21 pp); "Elogio / della / contessa Anna Schio / Serego-Alighieri / del professore / D. Pietro Zambelli / (Brescia / dalla tipografia Cristiani / MDCCCXXX, 24 pp.); "Elogio di M. Gabrio Maria Nava Vescovo di Brescia; pronunciato all'Ateneo il 15 Luglio 1832" (Brescia, Pio Istituto, 1832, 22 pp.); "In occasione / delle esequie / del conte / Gaspare Gaspari / arciprete di Lonato / orazione / del professore / ab. Pietro Zambelli" (Brescia / tip. del Pio Istituto in S. Barnaba / 1835, 32 pp.); "Elogio / del / B. Sebastiano Valfré / della Congregazione dell'Oratorio / pronunciato in Brescia / il 1. febbrajo MDCCCXXXV. / nella chiesa della Pace / dal professore / Pietro Zambelli" (Brescia / tipografia del Pio Istituto in S. Barnaba. / 1836, 34 pp.); "Memorie intorno alla vita dell'avv. Luigi Gerardi" (Brescia, 1841, 31 pp.); "Nelle esequie solenni rinnovate ad Agostino Brivio Prevosto di S. Alessandro il 20 giugno 1844" (Brescia 1844); "Nel solenne sacrificio che fu celebrato nella chiesa del Campo Santo a suffragio dei morti ivi trasportati dal Cimitero degli Spedali il 15 marzo 1846" (Brescia 1846); "Necrologia della contessa Paolina Tosio" (Brescia, Tip. Minerva, 1846); "Sermone nel solenne sacrifizio" (Brescia, Tip. Minerva, 1846, 23 pp.); "Nella Commemorazione Centenaria della consacrazione della Chiesa di S. Maria della Pace, celebrata il 24. maggio 1846. Sermone" (Brescia, Tip. Minerva, 1847, 32 pp.); "Nelle / solenni esequie / ad / Alberto Francesco Bazzoni / prevosto di Gambara / rinnovate in quella chiesa prepositurale / il 21 luglio 1846 / orazione / del sacerdote / Pietro Zambelli" (Brescia / Per Francesco Speranza / 1847, 39 pp.); "Nelle / esequie solenni / celebrate / a Lodovico Pavoni / canonico della cattedrale / cavaliere / della corona ferrea / fondatore e superiore generale / della Congregazione / dei Figli di Maria / il dì 30 aprile trigesimo della sua morte / orazione / del sac. Pietro Zambelli" (Brescia / tip. vescovile del Pio Istituto / 1849, 23 pp.); "Orazioni sacre edite ed inedite con altri scritti..." (Brescia, Tip. Pio Istituto Figlie di Maria, 1850, 2 vol., 244 pp.); "Memorie intorno alla vita del barone Paolo De Capitani di Vimercate" (Brescia, 1850); "In morte di Camillo Ugoni" (Brescia, Tipografia .Venturini, 1855, 30 pp.); "Parole dette in S. Maria Calchera nelle Esequie di..." (Brescia, Venturini, 1855); "Parole dette nel Campo Santo di Brescia innanzi al cadavere di Giacinto Mompiani il 31 dicembre 1855" (Brescia, 1856); "Discorso nelle esequie dell'architetto Rodolfo Vantini, detto nella chiesa del Campo Santo di Brescia il 19 dicembre 1856" (Brescia, 1857); "Nelle ultime esequie del cav. Francesco Torriceni consigliere aulico morto il 2 del 1858" (Brescia, Tip. Vescovile, 1858); "Memoria intorno la vita del Sacerd. Gaetano Scandella" (Novara, Tip. Rusconi, 1864, 24 pp.); "Elogio del Nob. e Rev. Monsignore Alessandro Fè Preposto dell'Insigne Basilica de' SS. Nazaro e Celso recitato nelle sue Esequie il 19 dicembre 1856" (Brescia, Tip. Vescovile, 1867); "Sulle Iscrizioni del Co. Luigi Lechi. Senatore del Regno" (Firenze, 1867); "Giuseppina Negroni Roncali gentil donna Novarese. Necrologio" (Vercelli, Guglielmini, 1867); "Carlo Poerio - Carme di Alfonso Linguiti - Elogio del comm. prof. Orazio Gabr. Costa" (Salerno, Tip. Migliaccio, 1868 in 8°); "Della vita e delle opere di Gaudenzio Ferrari. Ragionamento pronunciato nell'occasione della commemorazione scolastica del 17 marzo 1868 in Novara" (Novara, 1869); "Parole pronunciate nelle esequie fatte il 12 giugno 1869 nella Chiesa del Rosario in Novara a Carlo Colli studente del II anno di Liceo morto all'età di 16 anni" (Novara, Tip. Rusconi, 1869); "P. Girolamo Tornielli, Lettera all'avv. Raffaele Tarella" (estr. dal giornale "La Vedetta", Milano); "Introduzione intorno la vita ed alle opere di Franc. Ambrosoli" (Firenze, Civelli, 1871, vol. 2); "Resoconti 1872-1875 del Comitato per la cura degli scrofolosi di Novara" (Novara, s.n. 1872-1875); "Cav. D. Cesare Maria Scotti. Necrologia" (Novara, Tip. Rusconi, 1873); "Laura Solera Mantegazza. Elogio" (Novara, Rusconi, 1873); "Giovannina Negroni-Bellotti. Necrologia di P. Zambelli" (Novara, Vigevano, Tip. Spargella, 1873); "Degli scritti poetici del Cav. Carlo Noy" (Novara, Rusconi, 1873); "Orazione funebre in commemorazione del Nob. Marc'Antonio Fè cav. di Malta, della Legion d'Onore e della Corona di Ferro, recitata nelle solenni Esequie: Brescia il 26 Marzo 1856" (Vigevano, Tip. Spargella, 1873); "P. Girolamo Tornielli - lettera dell'Avv. R. Tarella", Vigevano 1874; "Elogio di Carlo Bescapé Vescovo di Novara" (Vigevano, Tip. Spargella, 1874); "Memoria intorno alla vita di Andrea Cristofori" (Novara, Rusconi, 1877); "Memoria intorno alla vita di Filippo Ugoni" (Firenze, Collini, 1878, 14 pp.); "Meditazione sul 2 Novembre" (Novara, Rusconi, 1879); "Scritti diversi" (Vigevano, Novara, s.n., 1867-1879); "Elogi, Necrologie, Saggi di Oratoria Sacra etc. ecc." (Novara, Tip. di Nicola Lenta, 1880, 547 pp.); "Scritti diversi" (Novara s.n., 1880). Comunicazioni all'Ateneo di Brescia: "Elogio della cont. Annetta Schio Sarego degli Aldighieri, di Verona" (1830, pp. 187 e sg.); "Elogio del defunto vescovo di Brescia, mons. G. M. Nava" (1832, p. 151); "Memorie intorno alla vita dell'avv. Luigi Girardi" (1841, pp. 231 ss.); "Necrologio della cont. Paolina Bergonzi Tosio" (1845-1846, pp. 183 ss.); "Elogio funebre di Alberto Francesco Bazzoni, prevosto di Gambara" (1847, pp. 304 ss.); "Biografia del barone Paolo De Capitani di Vimercate" (1848-1850, p. 170); "Nelle esequie dell'architetto Rodolfo Vantini" (1852-57, pp. 314 ss.); "Nelle ultime esequie del cav. Francesco Torriceni" (1858-61, pp. 294 ss.).