VEZZOLI Giovanni

VEZZOLI Giovanni

(Brescia, 12 ottobre 1905 - Gussago, 6 maggio 1997). Di Giacomo e di Giulia Scolari. Nato nella stessa casa delle sorelle Maddalena ed Elisabetta Girelli, fu da loro avviato agli studi e fu tra i primi laureati in lettere classiche dell'Università Cattolica di Milano, con una tesi sui movimenti mistici del '500 che aprì un filone di ricerca storica completamente nuovo. Nel 1928 iniziò la carriera di insegnante al Ginnasio-Liceo C. Arici, per passare al Liceo Arnaldo da Brescia e infine all'Istituto Magistrale Veronica Gambara. Più tardi fu preside del Liceo di Cremona, poi dell'Istituto Tecnico per geometri Nicolò Tartaglia di Brescia, dell'Istituto Suore Orsoline, concludendo la presenza nella scuola nel 1977.


Sul piano culturale fu tra i sostenitori e docenti dell'Università popolare "A. Lunardi", animatore del Cineforum, presidente del Cineforum Giovani e di altre iniziative. Già presente giovanissimo nel movimento della "Fionda" e nell'Azione Cattolica, fu attivo nella Federazione Universitaria fin dai tempi di don G.B. Montini, per ricoprire poi gli incarichi di presidente degli Uomini Cattolici e dei Laureati Cattolici. Dal 1945 al 1961 lavorò intensamente nel Sindacato Nazionale della Scuola Media. Iscritto al Partito Popolare Italiano, nel secondo Dopoguerra fu iscritto alla Democrazia Cristiana. Dal 1951 al 1965 ricoperse gli incarichi, oltre che di Consigliere provinciale (fino al 1959), di Consigliere Comunale di Brescia, di assessore alla Pubblica Istruzione (1951-1954), al Personale e, successivamente, fu assessore anziano e vice-sindaco della Città. Come assessore alla Pubblica Istruzione realizzò, tra l'altro, il complesso scolastico di viale Piave, nell'area del vecchio stadio Rigamonti e nel '65 ideò e realizzò, quale presidente del Comitato esecutivo, la Mostra del Romanino in Duomo Vecchio, con la quale volle dimostrare l'importanza della pittura bresciana nella storia dell'arte italiana, dando inizio alla serie delle grandi mostre dei decenni successivi. Fu presidente della Congrega di Carità Apostolica dal 1982 al 1987 e membro della Compagnia dei Custodi delle Sante Croci. Appassionato cultore di "brescianità", ha coltivato la poesia dialettale.


Socio dell'Ateneo di Brescia dal 31 dicembre 1945, fu commendatore dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Nel 1934 aveva sposato Francesca Gozio di Gussago dalla quale ebbe quattro figli e che morirà poi nello stesso giorno del marito.


PUBBLICAZIONI: "Omero, Iliade (traduzione di Vincenzo Monti), Scelta e note di G.V." (Brescia 1946); "Aetas nova. Antologia latina per il Ginnasio Superiore, il primo biennio del Liceo Scientifico e l'istituto Magistrale" (2 voll., in collab.; Brescia 1948-1950); "Andiamo a visitare S. Clemente" (Brescia 1953); "Gli affreschi di Girolamo Romanino in Pisogne nella chiesa di S. Maria della Neve" (Brescia 1965); "Una ignorata famiglia di scultori bresciani: i Boscaì" (Brescia 1973); "L'arte nella chiesa". In: "La chiesa di S. Giovanni" (vol. 1): "La quadra, la parrocchia, il monastero, la chiesa" (Brescia 1975); "La chiesa e il convento del Carmine. Note di storia e d'arte" (in collab.; Brescia 1975); "Storia e arte della parrocchia di S. Afra in S. Eufemia" (Brescia 1976); "Lattanzio Gambara, pittore" (in collab.; Brescia 1978); "Serle e la sua gente" (Brescia 1979); "S. Carlo a Brescia e nella Riviera di Salò. La visita apostolica illustrata con i verbali e i carteggi inediti Borromeo-Dolfin" (in collab.; Sistema Bibliotec. Alto Garda, Gardone Riviera 1980); "Il Duomo Nuovo e il Duomo Vecchio di Brescia. Guida alle Cattedrali" (Brescia, 1980); "Sculture lignee in Vallecamonica" (in collab., Brescia 1981); "Saggio introduttivo" a: Pier Virgilio Begni Redona, "Alessandro Bonvicino il Moretto da Brescia" (Brescia 1988); "Storia e leggenda delle Sante Croci" (Brescia, Apollonio, 1992); "L'arte nella chiesa di S. Giovanni Evangelista" (Brescia, 1995). In "Storia di Brescia", vol. III ha pubblicato "La scultura dei sec. XVII e XVIII a Brescia" e "L'Oreficeria dei sec. XVII e XVIII".


Ha collaborato alla "Miscellanea di storia sull'alto medioevo"; ha tradotto, tra l'altro, opere di Carlo Grandmaison, Carlo Jounet ("Dalla Bibbia cattolica alla Bibbia protestante", Brescia, V. Gatti, 1929), Jacque Chevalier, Dauzaz, De Lubac, ecc. Fu collaboratore attivo del "Giornale di Brescia", della "Voce del Popolo" e di altri periodici.