UGONI Andrea

UGONI Andrea

(Salò, 1540 c. - ?). Di famiglia proveniente da Brescia dove abitò a lungo, fu, come scrisse il Brunati, "poeta in lingua volgare dolcissimo". Come tale lo ricordano il Voltolina, il Gratarolo, il Rossi e il Cozzando. Il Rossi (negli "Elogi istorici") racconta che, di passaggio per Brescia, Torquato Tasso volle conoscere le opere dell'Ugoni e in particolare il quarto e il sesto libro della traduzione dell'Eneide di Virgilio, in ottava rima, e se ne compiacque vivamente lodandolo, come scrisse il Rossi ("Memorie bresciane" p. 204), "con squisita maraviglia". Oltre all'Eneide il Brunati ricorda fra le sue opere: ventisette "Sonetti" e quindici "Stanze" di argomento erotico e di maniera petrarchesca, due "Sonetti" ed un "Capitolo" sulla Morte e Resurrezione di Nostro Signore accolti nelle "Rime di diversi eccellenti Autori Bresciani" raccolte da Girolamo Ruscelli a p. 34 sgg. (Venezia, per Plinio Pietra Santa, 1553, in 8°), o nei "Fiori delle Rime de' Poeti illustri" raccolti dal Ruscelli a p. 176 (Venezia, per Marco Sessa, 1586, in 12°), che, come ha scritto Giorgio E. Ferrari, sono di sorgiva bresciana e di non casuale presenza nella raccolta del Ruscelli. Due "Sonetti" in lode di Gabriele Fiamma, in appendice alle "Rime spirituali" del medesimo (Vinegia, presso Francesco de Franceschi Senese, 1570, in 8°). "Stanza" presso il Gratarolo. "I baccanali" e "La carestia", commedie smarrite, ricordate dal Rossi e dal Cozzando. «Ma tutte quest'opere, soggiunse il Rossi, che solevano essere scritte di suo pugno nella Libreria del Calino, si sono o smarrite o sono trattenute da huomini particolari che o le stimano [poco] o non le conoscono».