UFFICIO di Igiene

UFFICIO di Igiene

Dalla costituzione del Regno d'Italia le attuali funzioni delle A.S.L. vennero affidate a strutture amministrative e sanitarie che hanno assunto diverse denominazioni: Commissione municipale di salute pubblica, Ufficio sanitario municipale, Ufficio. d'Igiene. Trattasi di presidi a carattere amministrativo il primo, tecnico-sanitario i restanti presidi. La prima legge riguardante l'ordinamento dello Stato (1865) assegnava al Sindaco gli strumenti atti allo svolgimento del ruolo istituzionale di autorità sanitaria del Comune.


Dopo la unificazione amministrativa del Regno d'Italia con l'art. 1° dell'allegato C della legge 20 marzo 1865 (n. 2248) venne sancito che "... la tutela della sanità pubblica è affidata al Ministero... al Prefetto... e (a livello locale) al Sindaco..." Con successivo regolamento per l'applicazione di tale legge fu precisato che "...pel più facile disimpegno del servizio sanitario interno ciascun Sindaco sarà assistito da una Commissione municipale composta da quattro membri nei comuni la cui popolazione non sia minore di 10.000 anime e di due membri in quelli di minore popolazione..." L'argomento fu ripreso con la legge del 1888 sull'Igiene e la Sanità pubblica che confermò al Sindaco l'autorità sanitaria del Comune con due precisazioni: a) che "...i Comuni dovranno altresì provvedere alla vigilanza igienica; quelli con popolazione superiore ai 20.000 abitanti con adatto personale e con convenienti laboratori (art. 3)..."; b) che "...nei Comuni che abbiano uno specifico Ufficio d'Igiene il capo dello stesso sarà l'Ufficiale sanitario (art. 12)..." Nulla fu detto invece per la Commissione municipale. Le disposizioni di cui al precedente punto b) vennero ribadite con l'art. 18 del Testo Unico delle leggi sanitarie del 1907. Successivamente nel 1934 con l'art. 4 del Testo Unico delle leggi sanitarie emanate in quell'anno fu ribadito che "... i Comuni capoluogo di provincia e quelli con popolazione superiore a 20.000 abitanti hanno un adatto Ufficio sanitario..." Infine nel dicembre 1978 con l'istituzione del Servizio sanitario nazionale tutti i presidi sanitari furono trasferiti nella organizzazione delle Unità sanitarie locali. Pertanto da allora l'Ufficio sanitario e/o l'Uffici d'Igiene comunali cessarono di esistere. I compiti istituzionali di base del presidio sanitario comunale durante la sua operatività furono i seguenti: supporto tecnico per il Sindaco in merito alle problematiche igienico-sanitarie comunali; profilassi delle malattie infettive; sorveglianza igienico-sanitaria sull'ambiente urbano; sorveglianza sull'approvvigionamento e distribuzione degli alimenti e delle bevande; vigilanza sull'igiene scolastica e delle comunità; polizia mortuaria; organizzazione della assistenza sanitaria gratuita per gli indigenti.


L'Ufficio di Igiene di Brescia nel 1897, su proposta del dott. P.M. Fontana, assessore all'Igiene, acquisiva il laboratorio batteriologico affidato al dott. Angelo Bettoni. Nel 1904 l'Ufficio andò assumendo sempre maggiore importanza grazie all'attività del dott. Pio Molinari Tosatti e sviluppò sempre più la sua attività, alla quale si aggiunsero nel 1912 il laboratorio batteriologico medico-micrografico e strutture sempre più moderne. A Brescia i titolari dei presidi sanitari comunali dal 1865 in poi furono: dr. Tullio Bonizzardi, dr. Angelo Bettoni, dr. prof. Iginio Poggi, dr. prof. Franco Bonetti. Fra un titolare e l'altro furono nominati vari responsabili interinali.