UFFICIO Notizie per le Famiglie dei Militari

UFFICIO Notizie per le Famiglie dei Militari (U.N.F.M.)

Promosso sull'esempio di un'analoga iniziativa privata, partita da Bologna nel 1915, poi fatta propria dal Governo, si consolidò presto allargando la sua attività anche ad altre città fra le quali Brescia. Funzionò dal 1915 al 1918 con lo scopo di raccogliere e fornire notizie ai familiari sui combattenti al fronte. Era già funzionante come Ufficio per le famiglie dei richiamati nel luglio 1915 per iniziativa di E. Rossi e il 18 di quel mese circa un centinaio di visitatrici degli ospedali, di corrispondenti, di schedatrici, pronunciavano nella chiesa di S. Maria della Pace, davanti a p. Giulio Bevilacqua in partenza come cappellano, una solenne promessa "di disciplina e di prudenza nell'adempimento del (loro) incarico".


Nei mesi seguenti l'Ufficio funzionava in pieno sotto la presidenza onoraria della N.D. Antonietta De Stanchina Zinis, della presidenza effettiva della contessa Orsolina Guaineri Maggi, della presidente dell'ufficio Rusy Ragnoli, della vicepresidente nob. De Petenti Nulli e delle segretarie Maria Riva Golinelli e Anselmi. Molte le visitatrici; tra i consiglieri l'on. conte Vincenzo Bettoni, Achille Bertelli, il gen. Edoardo Frigerio, il conte Antonio Valotti e il conte Francesco Martinengo. L'ufficio ebbe sede all'Ateneo di Brescia dove il 9 aprile 1917 venne inaugurata la bandiera. Nel quinquennio 1915-1919 l'ufficio ricevette 55.538 domande (di cui 42.565 evase), diede 575.865 comunicazioni di notizie a comuni e sezioni e 55.932 a privati, raccogliendo 24.980 elenchi di ospedaletti da campo e territoriali. Tra i benemeriti si distinsero don Pietro Rigosa e il prof. Angelo Ferretti Torricelli.