UBERTI Giacomo

UBERTI Giacomo

(Brescia, 2 dicembre 1801 - 4 marzo 1854). Di Uberto (v.) e di Marianna Albrizzi. Fratello di Giulio (v.). Dopo gli studi in Brescia, frequenta la Facoltà di Medicina dell'Università di Padova. Si distingue dapprima nelle lettere, e nell'Accademia locale legge un discorso "Sull'utilità di istudiare la propria lingua" e rappresenta con successo in teatro due tragedie. Ma presto si dedica alla medicina e, laureatosi, esercita come medico assistente nell'ospedale di Crema a surroga del primario. Contemporaneamente è medico condotto a Ticengo e Offanengo, Botagasso ecc. riscotendo grande stima. Nel 1831 torna a Brescia dove esercita con diligenza e competenza la professione ma si fa notare anche come pubblicista. Fin dal 1832 inizia a pubblicare studi nei Commentari dell'Ateneo di Brescia che nel 1833 lo annovera fra i soci onorari e nel 1836 tra i soci effettivi. Continuando negli anni seguenti ad essere presente con relazioni sui più vari argomenti quali le biografie dei medici Andrea Graziolo, Lorenzo Bellini, Carlo Buccio; sul colera del 1836, poi su quello del 1849 e altro; e relazioni d'opere di altri e anche i primi capitoli di una Storia bresciana, poi abbandonata.


L'Ateneo lo sceglie nel 1835 fra i quattro soci incaricati dell'analisi delle acque minerali della Valtrompia. Nel frattempo esercita la professione privilegiando i più poveri, e al contempo come medico provvisorio degli Spedali Civili, meritandosi le più ampie lodi. Nel 1836 si assume gratuitamente di istruire gli infermieri e le infermiere di tutti gli ospedali sull'assistenza ai colerosi. In questa circostanza è il solo fra i medici che spontaneamente si chiude nel Lazzaretto dedicandosi inoltre anche alla cura delle pazze e delle sifilitiche ivi rinchiuse. Con un solo assistente, concessogli in ritardo, segue 787 colerosi con tale dedizione e attenzione che la mortalità risulta molto al di sotto della metà. A tale assistenza si dedica notte e giorno, trasportando i malati a braccia, come semplice infermiere. È tale la vigilanza e la dedizione che dedica, che pur contigue al Lazzaretto, la sala delle pazze e la casa di soccorso non registrarono casi di colera. Inoltre si dedicò gratuitamente all'assistenza dell'Istituto delle "pericolanti".


Nel 1846 è nominato primario degli Spedali Civili, nel 1849-1850 insegna patologia nella scuola superiore istituita presso gli Spedali a surrogato dell'Università di Pavia chiusa dall'Austria. Ha collaborato agli "Annali universali di medicina" di V. Omodei, a giornali del tempo e al "Dizionario classico di medicina, chirurgia ed igiene" del Levi, edito a Venezia.


FRA LE PUBBLICAZIONI: "Sulla vita e sulle opere del prof. Vincenzo Rocchetti" (1831); "Di due preparazioni anatomiche" in "Annali universali di medicina" (1835); "Considerazioni sulla rabbia canina. Nota del dr. G. Uberti sulla inutilità di ogni cura ecc.". Nei Commentari dell'Ateneo di Brescia ha pubblicato: "Relazione ed osservazioni di alcune memorie scientifiche, lette all'Accademia di Padova" (1832, p. 23); "Della vita e delle opere di Lorenzo Bellini, medico e letterato del secolo XVII" (1833, p. 30 e sgg., e in Annali Università di Medicina di Milano, 1833); "Ragionamento intorno a Giambattista Masini di Brescia, filosofo e medico del secolo XVII" (1833, p. 37 e sgg.); "Cenni biografici intorno alla Clinica al letto degli ammalati dell'Istituto di S. Francesco in Padova" (1834, p. 103 e sgg.); "Delle origini storiche, della natura specifica della sifilide e de' mezzi a preservarsene" (1835, p. 40 e sgg.); "Relazione medico-chimica della Commissione, eletta dall'Ateneo, per l'esame ed analisi delle acque minerali di Valtrompia" (1835, p. 47 e sgg.); "Osservazioni sull'opera del dr. Carlo Calderini, intitolata «Prospetto clinico sopra le malattie veneree, e particolarmente sulle cure di esse senza mercurio»" (1836, p. 13 e sgg.); "Del cholera morbus, che disertò le sale delle pazze nello spedale femminile in Brescia, e della casa di soccorso e lazzaretto ivi attivato" (1837, p. 3 e sgg.); "Sugli studi di Andrea Graziolo, medico del secolo XVI. Memoria biografico-critica" (1838, p. 107); "Elogio storico di Tommaso Alberti" (1839, p. 113); "Relazione di un nuovo metodo elettro-chimico per coprire il rame di stagno, scoperto da Girolamo Ferrari, farmacista in Vigevano" (1840, p. 13); "Relazione delle nuove esperienze di Luigi Toffoli intorno alla rabbia canina" (1840, p. 15); "Saggio di nuove esperienze cliniche sulla segale cornuta nella pneumosi" (1841, p. 29); "Considerazioni sulla rabbia canina" (1842, p. 48); "Di Pietro Atassi e di un suo libro sulla migliare" (1844, p. 68); "Memorie della vita e degli studi di Carlo Buccio" (1845-1846, p. 149); "Delle sorgenti minerali di Pejo" (1847, p. 75); "Notizie storico-sanitarie intorno ai ricoverati nel civico lemocomio nei mesi di agosto, settembre e ottobre dell'anno 1849" (1848-1850, p. 37); "Lettere inedite di Ugo Foscolo; nelle nozze Fornasini-Saleri, 1844" (Brescia, Tipografia della Minerva, MDCCCXLIV).