Teresa camplani

Nasce a Brescia il 16 settembre 1806 da Giulio Pietro Vincenzo detto “Germano” e Margherita Sassella in Contrada del Palazzo Vecchio, corrispondente alla zona dell’attuale via Dante, parrocchia di S. Agata dove viene battezzata il giorno stesso giorno dal Rev. Don Marco Tirandi. E’ la terza dei cinque figli di Germano avuti dalla prima moglie, morta a soli 28 anni il 21 marzo 1811, un mese dopo aver dato alla luce l’ultimo dei suoi 5 bambini; ne seguiranno altri cinque dalla seconda: Teresa Zamboni. Il padre è un benestante commerciante di tessuti. Tra il 1820 e il 1824 è allieva al Monastero della Visitazione di Salò. Il 20 maggio 1840 entra nella Pia Unione delle Ancelle della Carità, fondata da Paola Di Rosa. Il 30 agosto 1841, insieme alle prime 22 compagne, è accompagnata dalla stessa Di Rosa e da Mons. Pinzoni a Cremona, per fondare la prima casa filiale dell’Istituto e dove rimane come superiora locale per 12 anni. Il 21 giugno 1852 è nel primo gruppo di Ancelle della Carità ad emettere i Voti religiosi con il nome di suor Teresa Saveria. Alla fine di novembre del 1853 viene inviata a Dubrovnik per la fondazione della prima casa in quella città, poi all’inizio del 1855 a Salò. Il 15 dicembre 1855 muore la Fondatrice, suor Maria Crocifissa Di Rosa. Al Capitolo generale che si tiene nel febbraio 1856 viene eletta come prima Superiora Generale suor Paola Luigia Tedeschi e nominata Vicaria Generale suor Teresa Saveria Camplani. Dal 1859 fino alla sua morte, avvenuta il 18 novembre 1868 è superiora locale presso la comunità dell’ospedale “S. Orsola” di Mantova. “Figlia dilettissima” della Fondatrice, le è fedele compagna, dotata di coraggio, capacità organizzative, passione e dedizione alla missione dell’Ancella sia tra i malati, sia in favore dell’educazione delle giovani e dell’apostolato parrocchiale. Non si risparmia di fronte ai sacrifici che le tre Guerre di Indipendenza e le leggi di soppressione del 1866/67 impongono, anzi si mantiene fedele con coraggio e dedizione, diventando esempio di virtù cristiane e di attaccamento alla Congregazione anche per le giovani che la accostano. Morta per apoplessia, viene tumulata nel cimitero di Mantova il 20 novembre 1868. Grazie a Teresa Camplani, che ha conservato le lettere della S. Fondatrice – anche quando questa le scriveva di bruciarle – possediamo 269 scritti della Santa, patrimonio inestimabile per la Chiesa e per ogni Ancella della Carità.