TOCCABELLI Mario

TOCCABELLI Mario

(Vestone, 23 luglio 1889 - Siena, 14 aprile 1961). Di Giovanni Battista (v.), insegnante, e di Rosa Borra. Compì le classi elementari nelle scuole pubbliche e le prime due classi ginnasiali sotto la guida del padre e di don Bortolo Melzani. Entrato in Seminario, si distinse per intelligenza. Non avendo l'età canonica per la consacrazione sacerdotale, poté laurearsi a Milano in teologia, frequentando poi l'Istituto Biblico a Roma, dove il 16 aprile 1912 venne nella Basilica Lateranense ordinato sacerdote. Avendo il professore Fossati abbandonato l'insegnamento e il sacerdozio, fu costretto dal vescovo ad interrompere gli studi biblici e il 24 agosto veniva nominato professore di Sacra Scrittura e di Sacra Eloquenza, cui si aggiunsero l'insegnamento della lingua ebraica e per la prima volta quella di Pedagogica catechistica. Molto apprezzate le sue lezioni, giudicate "misurate, diligenti, sicure, sempre a tutti accessibili, improntate a quella semplicità che si preoccupa degli altri più che di sé. Delicato sempre per la dignità degli alunni, riscuoteva confidenza e rispetto". Oltre che all'insegnamento in Seminario si dedicò alla direzione spirituale del "Tito Speri", all'insegnamento della religione nelle Scuole Magistrali e Normali dell'Istituto S. Maria degli Angeli. Inoltre collaborò attivamente con l'opera catechistica e oratoriana diretta da mons. Lorenzo Pavanelli, nelle "scuole di magistero" e, accanto a mons. Zammarchi, nella formazione dei maestri, collaborando anche a "Scuola Italiana Moderna". Durante il periodo bellico 1915-1918 prestò opera di assistenza ai militari degenti nell'ospedale militare installato in un'ala del Seminario. Stimato particolarmente dal vescovo mons. Gaggia, coprì gli uffici di Esaminatore sinodale e di Censore dei libri. Intensa anche l'assistenza spirituale a monasteri ed a congregazioni religiose.


Il 28 agosto 1927 venne nominato prevosto di Chiari, dove iniziò nell'ottobre a svolgere intenso apostolato. Il 16 settembre 1930 venne nominato vescovo di Alatri, centro storico della provincia di Frosinone. Consacrato a Chiari il 26 ottobre 1930, fece l'ingresso solenne in diocesi il 15 gennaio 1931. In Alatri provvide al restauro della Cattedrale, fece rifare dalle fondamenta la cappella di S. Sisto, patrono della città, e riordinò il Seminario, affidandolo a un Rettore bresciano. Istituì le scuole di catechismo in tutte le parrocchie, e la Messa festiva per i fanciulli, dei quali si dimostrò sempre più amico che padre; in lui essi trovarono consigli, incitamenti, aiuto. Nel 1933 tenne le missioni, svoltesi con sorprendente concorso di autorità e di fedeli.


Il 1° aprile 1935 veniva da Pio XI nominato arcivescovo di Siena. Ricevuto il Pallio dalle mani del card. Laurenti il 3 aprile 1935, il 2 giugno fece l'ingresso in diocesi. Come ebbe a sottolineare un amico, don Giuseppe Schena: "Comprese di Siena l'amore delle tradizioni, lo spirito delle Contrade, gli entusiasmi del Pallio, le feste del popolo, l'orgoglio civico della città lupa. Un innato senso aristocratico lo rese benvisto alla ancor numerosa nobiltà senese, e pur si fece uomo di popolo, e la sua casa fu sempre aperta ai poveri e agli infelici che andavano a lui in cerca di conforto e di aiuti. Portò aria nuova nei due Seminari, quello diocesano e quello regionale, preoccupato di formare un clero apostolico capace di inserirsi sempre più efficacemente nel mondo contemporaneo. Nello stesso tempo fu discreto nel pretendere dal suo clero, considerandone per molti i disagi dell'età, della povertà, dell'isolamento, delle distanze e dell'ordine sparso delle parrocchie rurali. Promosse il culto di S. Caterina e di S. Bernardino. Di S. Caterina promosse nel 1939 la proclamazione assieme a S. Francesco a patrona di Italia. Cure particolari dedicò al restauro della casa della Santa ed organizzò feste solenni in suo onore.


Visse gli anni difficili della seconda guerra mondiale con la preoccupazione di proteggere i più esposti ai pericoli e di salvare Siena dai bombardamenti. Riuscì, con l'aiuto di Pio XII, nell'intento, ottenendo che la città venisse dichiarata "città ospedaliera" o "aperta" dopo averla consacrata alla Madonna il 18 giugno 1944. A ricordo lo scultore Vico Conforti eseguì la Porta della Riconoscenza del duomo e il Governo francese gli conferì la Legione d'onore. Intensa fu l'attività sociale, tale da istituire per primo l'Ufficio di Apostolato sociale per andare incontro ai poveri ed ai lavoratori, che anticipò l'attività delle Pontificia Opera di Assistenza e il Patronato A.C.L.I. C'è stato chi ha scritto che "Negli scritti sociali il Toccabelli ha avuto il privilegio di essere uno tra i primi, nell'immediato dopo guerra, ad individuare quale fosse il posto e la funzione della morale cattolica nella vita sindacale, sociale e politica. Fu uno tra i primi vescovi dell'Italia che nella sua Siena diede vita e stimolo alle A.C.L.I.".


Ebbe un gusto particolare per l'arte, promosse il restauro del Duomo e affidò allo scultore Manfrini l'esecuzione in bronzo della porta centrale; fece restaurare la Maestà di Duccio, lavoro paziente che si svolse in Roma in tre anni e fu inaugurato nella sua sede nel 1960 alla presenza dell'on. Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica. Ha tradotto per la Bibbia, pubblicata dal Pontificio Istituto Biblico, il "Libro di Giosuè" (Firenze, Salani, 1957). Ha dettato la prefazione all'edizione minore dei Vangeli illustrata da V. Trainini, edita da V. Gatti a Brescia. Nel 1924 ha commentato in "Voce del Popolo" di Brescia "Il Vangelo della domenica".