TIRO a volo

TIRO a volo

È l'arte di colpire un bersaglio mobile con le armi da fuoco portatili lunghe, caricate con munizionamento a pallini, facendo uso di uno o al massimo due colpi per lo stesso bersaglio in volo. Comprende diverse specialità. Le due principali sono il tiro al piattello e il tiro al piccione. Le prime gare di tiro a volo si tennero verso la metà dell'800. La culla del tiro a volo, per Brescia, fu il piazzale di Canton Mombello, dove nel 1875 si esercitava il tiro al piccione, al quale si accompagnarono quello alla quaglia, allo storno e alle palle di vetro (per tutto v. alla fine della voce). Altri campi venivano organizzati a Coccaglio (1901). Il Circolo Cacciatori di Brescia nel 1908 assumeva la gestione del Tiro a volo di Canton Mombello, dove nel settembre 1910 organizzava per la prima volta in Italia il Campionato nazionale, vinto dalla Società Precotto di Milano. Nasceva intanto la Società bresciana del Tiro a volo, che entrava a far parte della Federazione Italiana Tiro al Piattello (F.I.T.A.P.), fondata nel 1926 e trasformata nel 1927 in Federazione Italiana Tiro a Volo (F.I.T.A.V.). Nel 1931 veniva inaugurato il campo di tiro a volo sul colle di S. Pancrazio a Montichiari, considerato il migliore d'Italia, e sul quale vennero disputate, quasi ogni domenica, gare rimaste famose, organizzate dalla Società bresciana del Tiro a volo. Dopo un periodo di stasi la Società si ricostituiva nel dicembre 1931 per iniziativa di Ranzanici, dell'avv. Tenchini, di Cantoni, di Dondelli, ecc. che organizzarono di nuovo a Canton Mombello gare molto frequentate.


Scomparsa con la guerra la Società bresciana del tiro a volo, l'attività nei primi anni del secondo Dopoguerra si svolge solo in provincia e precisamente a Chiari, Montichiari (con i due stand più efficienti nel rinnovato campo sul colle di S. Pancrazio, inaugurato ufficialmente il 2 ottobre 1955, madrina la principessa Eleonora Ruspoli, valente tiratrice), Darfo, Edolo e Villanuova.


Nel 1953 i praticanti lo sport erano 1500 e i campi erano la "Conca Verde" di Lonato, Ghedi con un impianto con tre fosse olimpiche, Bedizzole con una fossa olimpica, Travagliato (Brescia Ovest) una fossa olimpica ed un trap americano, Gardone Valtrompia una fossa olimpica e l'unico impianto di skeet della nostra provincia, Offlaga ("La Macchia") una fossa universale, Gambara (nuovo impianto) una fossa olimpica; inoltre esistevano due trap americani a Bettolino di Maclodio. In pratica erano otto le società bresciane che avevano propri impianti, alle quali si aggiungevano tre gruppi aderenti che avevano a disposizione: una fossa universale alle Torbiere di Iseo, un impianto analogo al Corno d'Aola sopra Pontedilegno ed infine un campo privato a Seasso di Maderno. Al tutto va aggiunto un piccolo campo dove veniva esercitata una ridottissima attività di tiro al piccione.


I migliori esponenti sono Armando Albini, che si è affermato nel 1958 in numerose gare, Giorgio Gaeti, Renato Marinoni, Gianni Arrivabene e Felice Noci. Nei primi anni '60 si imponeva la squadra di Montichiari guidata dal campione Renato Marinoni. Negli stessi anni l'attività riprendeva anche in città con la Società del Tiro al piattello Monte Maddalena. Il 17 marzo 1966 la Società, presieduta da Walter Cappuccini, in collaborazione con la Breda Meccanica Bresciana, inaugurava sul colle Maddalena il "Centro addestramento Tiro a volo Breda".


Nel 1973 esistevano campi di tiro al piattello con fossa olimpica o universale. Del primo tipo erano dotati gli impianti che sorgevano: sul greto del Naviglio a Bedizzole, alla Stacca di Gussago, al Chiodino di Lograto, a Ponte Zanano di Sarezzo (per l'iniziativa degli armieri di Valtrompia). La fossa universale si trovava invece nei campi di: Bassano (sulla strada della Calcagna, l'unico alla Bassa), Toscolano (sul pontile a lago), Serniga, Montichiari e in Maddalena, sotto il ristorante Cavrelle, il primo realizzato con efficienti criteri di stabilità. L'elenco dei migliori tiratori registra tra i più anziani i Marinoni, padre e figlio; Giulio Bontardelli, Adriano Formenti, Raoul Averoldi, i fratelli Strada e Spada, Giulio Quadri, il corridore di bicicletta Meschini. L'elenco si era andato infoltendo di molti altri quali: Veneziani, Scaravelli, Vergani, Vescia, Stanga, Bosio, Noci, Bianchetti, Galesi, Marocchi. Un capitolo a parte meritava Luigi Ferrari, il manerbiese laureatosi campione europeo di tiro a volo nel maggio 1973.


Nel gennaio 1977 venivano inaugurati nuovi impianti a Ghedi. Dal 1978 costituì un richiamo su molti cacciatori il Trofeo Bortolo Bonometti organizzato nel campo di Lonato. Nel febbraio 1979 su terreno concesso dal conte Giuseppe Feltrinelli al Poggio dei Castagni in località Verzellina a Navazzo di Gargnano veniva inaugurata una fossa olimpica.


Altro campo molto praticato fu dagli anni '80 il campo del Bettolino di Trenzano, dove dal 1989 venne disputato il Trofeo "Mega Italia antifurti".


Una nuova struttura per il tiro al piattello veniva inaugurata nel maggio 1992 in valle Duppo, a Lodrino. Sempre attivi erano il campo di tiro di Lonato e quello "Carlo Beretta" a Ponte Zanano, della società "Skeet Trap Club Valtrompia Carlo Beretta".


Il divieto del tiro al piccione sin dal 1980 in Lombardia e successivamente dal 1992 del tiro al volatile (non è ammesso volatile vivo per divertimento nei campi di tiro a volo) esteso in tutto il territorio nazionale ha inevitabilmente portato alla chiusura dei campi di tiro della specialità. Di questi alcuni hanno riaperto successivamente adeguando i propri impianti verso le specialità piattellistiche, altri hanno accarezzato l'idea di sostenere la nuova specialità tiravolistica denominata inizialmente "Electrocibles", già peraltro praticata in altri paesi, quali l'Inghilterra, la Francia e la Spagna, in quanto considerata giusta erede del defunto piccione. Superato lo scetticismo iniziale dei tiratori, questa nuova disciplina, ribattezzata definitivamente "Elica", si è ben presto fatta apprezzare da un notevole numero di tiratori anche nell'ambito dei cacciatori per la sua imprevedibilità del bersaglio, per la dinamicità del tiro necessario, e dove anche la fortuna gioca la sua parte. Brescia, città prestigiosa e leader mondiale per le sue armi da caccia e da tiro, non poteva rimanere orfana a lungo di uno stand della specialità "Elica". Ecco che un gruppo di amici, ben sedici (Rodenghi Giuseppe, Rodenghi Giovanni, Perazzi Daniele, Perazzi Mauro, Bornaghi Cesare, Godenzi Franco, Leoni Renato, Piacentini Francesco, Sandrinelli Aldo, Rubini Enrica, Tinti Giordano, Musicco Lorenzo, Micheletti Edi, Begni Giuseppe, Piovani Cesare, Zanotti Daniele), individuato a Ghedi in località Belvedere il terreno adeguato per posizione ed ampiezza, in pochi mesi hanno raggiunto l'accordo con la proprietà (il Comune di Ghedi) per la realizzazione di uno stand di tiro all'Elica tra i più belli e funzionali d'Europa. Il 16 marzo 1996 il nazionale Alberto Minini aveva l'onore di colpire il primo bersaglio sul centrale dei quattro campi appena ultimati della neonata Associazione Sportiva Tiro a Volo Ghedi, intitolata alla memoria di Franco Bornaghi di Treviglio, ma bresciano d'adozione, iridato campione di tiro al piccione. Il quadricampo si è presto rilevato insufficiente. L'opportunità di un ampliamento con la costruzione di altri due campi è arrivata nel 1999 in occasione del Campionato del Mondo assegnato al TAV Ghedi per rinuncia, all'ultimo momento, della Francia, nazione designata dalla FITASC. È stato un vero successo, con ben 503 iscritti (record ad oggi imbattuto), provenienti da molti paesi stranieri, oltre ad una nutrita rappresentanza italiana. Oggi lo stand vanta 6 campi internazionali per l'elica, un campo di fossa universale, un campo di percorso di caccia itinerante in pedana, un campo internazionale per tiro con fucili ad avancarica ad anima liscia oltre al bar ristorante, armeria, sala gioco, betting, sala relax, segreteria, servizi vari, nonché un parcheggio capace di ben 500 posti macchina. Tra le manifestazioni più significative va ricordato il campionato d'Europa per società (1997), l'edizione di Coppa del Mondo del 2001, le varie prove di Campionato Italiano, l'annuale Granditalia Perazzi e, ultimamente anche il Gold Cup Beretta. Di rilievo anche il Trofeo del Beccaccino (v. Trofei).




Nel 2001 erano 6 le società bresciane, tutte in provincia, affiliate alla F.I.T.A.V.:


Skeet Trap Club Valtrompia (1963), a Gardone V.T.;


Tiro al piattello Poggio dei Castani (1963), a Navazzo di Gargnano;


Trap Concaverde (1980), a Lonato;


Tiro a volo Bettolino (1981), a Trenzano;


Tiro al Piattello Gambara As. Sp. (1982), a Gambara;


A.S. Tiro a volo Ghedi (1996) a Ghedi.


TIRO ALL'ELICA O ALL'ELECTROCIBLES. Un impulso notevole allo sviluppo del tiro all'elica viene dato dai fratelli Giovanni (Tiziano) e Giuseppe Rodenghi, titolari della ditta di rettifiche Rodenghi F.lli srl di Roncadelle, che perfezionano la tecnologia del francese Sanchez (l'elica era già presente sul mercato dagli anni Ottanta) modificando l'elica, le macchine per lanciarla, brevettandole e omologandole alla FITASC (Federazione Internazionale Tiro Armi Sportive e da Caccia) e mettendole sul mercato negli anni Novanta. Con le macchine lanciaeliche e con le eliche Rodenghi si spara in tutto il mondo, soprattutto negli USA. Nel dicembre 2003 i Rodenghi hanno messo in funzione e brevettato il primo campo elettronico automatico (senza personale) per il caricamento delle eliche. Fra i migliori tiratori bresciani della specialità: Sandro Asperti, Giovanni e Giuseppe Rodenghi, campioni europei a squadre nel 1992, Marco Rodenghi, Emilio Scaravelli ("vecchio leone"), Gaetano Orizio, Dario Anguissola, campione del mondo Juniores (2000), campione d'Europa Juniores (2002), campione d'Europa assoluto a squadre (2003), vincitore della Coppa del mondo 2003, del Trofeo del beccaccino (2002 e 2003); e poi Enrica Rubini, Roberta Tomasoni, Manuel Cicuta, Paolo e Franco Godenzi, Claudio Pavoni. Giuseppe Rodenghi è Commissario tecnico della Nazionale dal 1991, responsabile della FITAV e componente della commissione internazionale FITASC.


TIRO ALLE PALLE DI VETRO. Negli anni '80 del sec. XIX era in esercizio per iniziativa del Circolo Cacciatori a Canton Mombello un tiro di prova Tiro Gran Gara Brescia Poules libere. Fra i migliori si segnalavano Pietro Grassi, Felice Rampini, Francesco Frugoni, Carlo Baresani, conte Francesco Martinengo. Gare si svolsero anche in località Girelli (1884).


TIRO AL PASSERO. Particolarmente diffuso nel Bergamasco negli anni '80 del sec. XIX, si diffuse anche nel Bresciano a partire da Chiari, dove, nel dicembre, si tennero le prime gare (di prova, generale e di chiusura) nelle quali si imposero i tiratori bresciani, seguiti dal dott. Scarpetta e da Mondella di Chiari, dal nob. Federico Paratico, ecc. Gare di tiro al passero si tenevano nel 1920 sugli Spalti di S. Marco, allo Stand di Canton Mombello. Venne abolito nel 1992.


TIRO AL PIATTELLO. Si andò diffondendo specie nel secondo Dopoguerra. Nel 1963 si segnalava la squadra di Montichiari guidata dal campione Renato Marinoni. Il desenzanese Andreis è stato campione italiano a squadre di tiro al piattello. Un impianto di tiro al piattello sta per essere realizzato a Lodrino, in località Valle Duppo.


TIRO AL PICCIONE. Venne introdotto nel 1875. Alla prima gara nell'anfiteatro delle corse il 22 agosto concorsero circa duecento tiratori convenuti anche da altre provincie (Milano, Bologna, Modena, Bergamo, Cremona, ecc.). Il primo premio (350 lire) toccò al bresciano Giuseppe Ducos. I volatili abbattuti vennero distribuiti fra gli asili infantili e l'Istituto Derelitti della città. Esercitato nel 1879 in Piazza d'armi e a Canton Mombello. Nel 1911 il Circolo Cacciatori bandiva un campionato nazionale individuale. Nel 1914 il tiro al piccione si teneva sul monte di S. Pancrazio a Montichiari; negli anni '20 era praticato a Casino Boario; nel 1943 aveva successo la Coppa "G. Pogliaghi" vinta da Domenico Gorlani. Venne abolito nel 1992. È ora praticato solo in Spagna, Marocco e USA. Giovanni Rodenghi di Roncadelle è stato campione del mondo di tiro al piccione nel 1995.


TIRO ALLA QUAGLIA. In attività a Canton Mombello negli ultimi anni dell'800. Fra i migliori tiratori Luigi Gaeti, Ippolito Grasselli, Paolo Rovetta, Agostino Paratico, ecc. Molto praticato anche a Montichiari, dove negli anni '20 del sec. XX veniva messa in palio una coppa d'argento, vinta nel 1924 da Noventa di S. Eufemia, davanti a tiratori di Cremona, Mantova e Verona. Dal 1992 alla quaglia si spara ancora nei quagliodromi, ma non è ammesso il tiro a volo.


TIRO ALLO STORNO. Praticato negli anni '20 del sec. XX, del quale erano campioni Rota, Bertazzoli, Maestrini, Brunelli, Capretti, Dusina. Venne abolito nel 1992.