TIRO a segno o al bersaglio

TIRO a segno o al bersaglio

Consistente inizialmente nel tiro con l'arco, si è poi esteso all'arte di colpire un bersaglio posto a una distanza determinata, con armi da fuoco portatili caricate con munizionamento a palla; è nato in funzione dell'esercitazione militare. Incerte le origini. Si accenna a gare svoltesi in Germania nel 1429 con l'archibugio, altri vogliono che le prime gare si siano svolte in Italia nel 1450. Gare di tiro a segno divennero più frequenti nel sec. XVI e a Basilea nel 1605 si tenne una vera e propria gara internazionale aperta a tutte le armi da fuoco, con regolamenti, circa la forma e dimensione dei bersagli e la distanza, diversi secondo il tipo di arma usata. Con il perfezionarsi delle armi e il conseguente aumento della potenza e precisione delle stesse, il tiro a segno si diffuse sempre più anche in Italia, finché nel 1882 nacque l'Unione Italiana Tiro a Segno (UITS). Erano riconosciute dalla UITS le gare di pistola libera, pistola automatica, pistola standard, pistola grosso calibro, pistola ad aria compressa, carabina ad aria compressa, carabina libera, carabina standard, carabina grosso calibro, arma libera, fucile d'ordinanza, tiro al cinghiale corrente.


A Brescia il tiro a segno ebbe sviluppo negli anni immediatamente seguenti alla liberazione dal dominio austriaco (1859). Infatti prima ancora che nascessero organizzazioni vere e proprie sorsero i primi campi o poligoni di tiro (v. Poligoni), fra i quali quello della Racchetta (Fossa Bagni) a Brescia nel 1861, del colle di S. Pancrazio a Montichiari (1862) inaugurato da Garibaldi, assieme a parecchi altri come quello di Salò, Chiari, Coccaglio, Rovato, Rezzato, Rivoltella, Desenzano, Lonato. L'istituzione di una Società di tiro a segno viene invece annunciata in Brescia dal Circolo Nazionale il 21 marzo 1862 (v. Tiro a segno, società del).