SORBARO Federico
SORBARO Federico
(Cosenza, 22 aprile 1894 - Milano, 25 luglio 1975). Sebbene non bresciano, si considerò in parte tale e riposa nel cimitero di Breno. Imparò a conoscere il movimento cattolico bresciano dal suo "maestro" don Carlo De Cardona. Falegname, autodidatta, si orientò verso il giornalismo e l'attività sociale. Ferito in guerra, si trasferì nel Bresciano in Valcamonica dove collaborò dal 1919 al 1923 a "La Valcamonica" e sposò una signorina di Breno. Per contrasti con socialisti e fascisti (per scritte antifasciste comparse sui muri di Lozio venne incarcerato) dovette portarsi a Novara. Antifascista schedato, fu in contatto con Achille Grandi e altri esponenti del movimento sindacale coi quali collaborò. Venne anche arrestato due volte, nel 1936 e nel 1943. Anche dopo la liberazione continuò sempre più intensi i contatti con il mondo bresciano. Negli ultimi anni collaborò a molti giornali fra i quali "La Voce del Popolo" di Brescia.