SOPPRESSIONI ecclesiastiche

SOPPRESSIONI ecclesiastiche

Nell'accezione più comune del termine si intende o un intervento autoritario, unilaterale, da parte dello Stato, contro la volontà della Chiesa, per sopprimere, in tutto o in parte, determinati Ordini o determinate forme di vita religiosa, incamerandone i beni; ovvero un atto con cui l'autorità della Chiesa pone fine a un istituto. Nell'ambito delle soppressioni previste dalla Bolla "Instaurandae Regulari disciplinae" di Innocenzo X del 15 ottobre 1652, riguardante i piccoli conventi insufficienti per consistenza economica e numero di frati, vennero soppressi i conventi dei Celestini in città (1653), dei Conventuali a S. Pietro di Bienno (poi riaperto), degli Olivetani di Guidizzolo, dei Minimi di Solferino, ecc. Altre ebbero luogo nel 1668 con bolle del 6 dicembre ("Romanus Pontifex") e del 7 dicembre ("Cum Nos") di Clemente IX, che concedevano alla Repubblica Veneta la soppressione dell'Ordine dei Gesuati di S. Cristo, dei Canonici di S. Girolamo in Alga e degli Eremiti di Fiesole. L'1 settembre 1768 veniva soppresso il convento dei Canonici Lateranensi. Con decreti dell'1 giugno 1769 e del 2 agosto 1770 era la Repubblica Veneta che procedeva alla diminuzione dei piccoli conventi con meno di 12 membri e rendite insufficienti, e alla concentrazione dei membri (contrariamente alla opposizione esercitata in occasione della soppressione innocenziana del 1652). Il Terz'ordine regolare francescano vide ridotti i propri conventi da 7 a 5, i Carmelitani da 117 a 90 membri, e anche ai Conventuali fu imposta una riduzione (persero 16 conventi). Per tutti gli Ordini e le congregazioni religiose valse il principio che gli "esteri" debbono andarsene. Tra i più antichi venne soppresso il convento dei domenicani di S. Clemente. Seguiva nel 1773 per decreto pontificio del 13 agosto la soppressione del convento dei Gesuiti di S. Maria delle Grazie. Nel 1797 quelli: di S. Barnaba, degli Eremitani, di S. Agostino o Agostiniani (1 giugno); di S. Francesco di Assisi, dei Frati Minori Conventuali (30 maggio); di S. Eufemia, dei Monaci Benedettini Cassinesi (6 giugno); di S. Domenico, dei Domenicani (29 settembre); di S. Alessandro, dei Servi di Maria (ottobre 1797); di S. Maria della Pace, dei Padri Filippini (28 ottobre); di S. Maria del Carmine, dei Carmelitani (1 ottobre); di S. Pietro in Oliveto in Castello, dei Carmelitani Scalzi (1 ottobre); dei SS. Cosma e Damiano, delle Suore Benedettine; di S. Giulia, delle Suore Benedettine; di S. Marta, delle Suore Francescane dell'Osservanza; di S. Croce, delle Suore Agostiniane (10 maggio); di S. Orsola, delle Orsoline, e tutti gli altri conventi con poche eccezioni. Nel 1798: di S. Gaetano dei Padri Teatini (29 giugno); Canonici Lateranensi (7 settembre); di S. Faustino, dei monaci Benedettini (8 maggio); nel 1805: di S. Pietro in Oliveto, in Castello, dei Carmelitani Scalzi (era stato riaperto nel 1799); nel 1810: di S. Cristo, dei frati Minori Riformati (10 marzo); di S. Giuseppe, dei Frati Minori Osservanti (10 maggio). Il rapporto governativo del 1812 sulla situazione di chiese e conventi di enti religiosi soppressi dava i seguenti dati: CORPUS DOMINI: chiesa sussidiaria della cattedrale; in convento vecchi religiosi infermi. SAN PAOLO: chiesa chiusa; convento in affitto a 32 monache. SANT'EUFEMIA: chiesa officiata; convento: caserma militare. SANTO SPIRITO: chiesa chiusa; convento affittato a 50 monache. CAPPUCCINI: chiesa chiusa; convento passato al Comune. SEMINARIO: "abbandonato a verun uso". SANTA GIULIA: chiesa: magazzino del Genio; convento: caserma militare. SAN GIUSEPPE: chiesa sussidiaria di San Faustino; convento in massima parte affittato ad un privato "per il lavoro delle palle da cannone". SANTA CHIARA: il tutto in affitto al Comune. SANTI GIACOMO E FILIPPO: chiesa e monastero abbandonati. SAN GIROLAMO: chiesa chiusa; monastero: caserma militare. SAN COSMO: chiesa e convento alle Orfane. SANTA MARIA DEGLI ANGELI: chiesa in affitto al Comune; monastero affittato a varie monache. SANT'ORSOLA: chiesa e monastero in affitto a privati. SANT'ALESSANDRO: chiesa officiata; convento in uso alla fabbrica d'armi. S. BARNABA: chiesa sussidiaria di Sant'Afra; convento: caserma degli Arsenalotti. SANTI FAUSTINO E GIOVITA: chiesa officiata; monastero: caserma di Cavalleria. SAN GAETANO: chiesa sussidiaria di Sant'Afra; convento: ospedale militare. SAN PIETRO: chiesa officiata; convento: carcere militare, caserma della Finanza. In diocesi vengono chiusi anche i Conventi dei Cappuccini a Barbarano, dei Fatebenefratelli a Venzago, dei Minori Riformati a Rezzato, dei Cappuccini alla Badia (dove resta aperta la chiesa). Chiuse le chiese delle Orsoline a Capriolo, Gavardo, Manerbio e della Visitazione e Salesiane di Salò. Con la legge Siccardi del 7 luglio 1867 fu sancita la soppressione di tutti i conventi del Regno d'Italia. Con altra legge del 15 agosto dello stesso anno, ammettendosi l'efficacia del Trattato di Zurigo a riguardo dei monasteri di Lombardia aventi patrimonio proprio, vennero colpite le sostanze dei medesimi di una tassa del 33 per cento.


La soppressione dei frati mendicanti e lo sgombro dei loro conventi cominciò nel Bresciano nel giugno 1868: vennero chiusi e dati in custodia al Municipio quelli di S. Giuseppe e di S. Gaetano, sospesa la chiusura della chiesa del primo, togliendosi al culto la seconda. Fu pure chiusa definitivamente la chiesa di S. Barnaba dei Figli di Maria in città. La chiesa della Badia di Fiumicello rimase aperta al culto, chiuso il convento; aperta resta S. Maria della Pace. Le chiese annesse ai monasteri femminili delle Orsoline agli Angeli, delle Salesiane a S. Croce, delle Adoratrici alle figlie della Carità in Brescia, chiuse al pubblico vennero concesse ad uso delle monache, che, come possidenti, rimasero nei loro conventi. Il 16 luglio 1868 gli ufficiali del Demanio e del Municipi presero possesso dei conventi dei soppressi Ordini Mendicanti e delle chiese annesse.


La Prefettura dava nel 1868 i seguenti dati circa l'applicazione nel territorio bresciano delle leggi Siccardi, ed elencava le Corporazioni Religiose per le quali si doveva procedere alla presa di possesso: «Conventi. I. Brescia. Minori Osservanti di S. Giuseppe. II. Brescia. Minori Riformati di S. Gaetano. III. Brescia. Padri Filippini detti della Pace. IV. Brescia. Figli di Maria detti di S. Barnaba. V. Brescia. Orsoline di S. Maria degli Angeli. VI. Brescia. Salesiane di S. Croce. VII. Brescia. Adoratrici della Casa delle Ospitaliere. VIII. Brescia. Figlie della Carità. IX. Fiumicello. Cappuccini della Badia. X. Rezzato. Riformati di S. Pietro. XI. Borno. Cappuccini dell'Annunziata. XII. Salò. Cappuccini di Barbarano. XIII. Desenzano. Orsoline. XIV. Paratico. Fate Bene Fratelli in Venzago. XV. Capriolo. Orsoline della Riforma di S. Angela. XVI. Salò. Salesiane di S. Maria della Visitazione. XVII. Salò. Orsoline. XVIII. Gavardo. Orsoline. XIX. Manerbio. Orsoline».