SCUOLA agraria Pastori

SCUOLA agraria Pastori

Tra le prime e le meglio organizzate in Italia, venne promossa verso il 1876 per iniziativa soprattutto del conte Scipione Provaglio, di Andrea Maj, di Girolamo Chiodi e altri e grazie alla professionalità del prof. Giovanni Sandri (v.), già direttore della Scuola di Rovereto, e sul piano amministrativo, del conte Lodovico Bettoni Cazzago. Fallito il tentativo nel 1875 di far assumere l'iniziativa dalla Deputazione provinciale, raccolsero intorno a loro 66 azionisti dei più diversi orientamenti politici che sottoscrissero azioni di 200 lire a fondo perduto. Il 9 dicembre 1876 venne nominato un consiglio direttivo composto da Lodovico Bettoni, presidente, Scipione Provaglio, Andrea Maj, Paolo Riccardi, e dal dott. Giovanni Sandri (direttore), Luigi Cottinelli (segretario) e il rag. Giuliano Gatti (cassiere). Approvati il 20 dicembre lo Statuto Sociale e il Regolamento della Scuola, l'8 gennaio 1877 venne dato il via, in due stanze offerte da Girolamo Chiodi, alle lezioni con insegnanti: Giovanni Clerici per le scienze naturali, G.B. Alberti per la cultura generale, Giuseppe Ugoletti per la zootecnia ecc. I primi 4 alunni salirono in breve a 15, trasferendosi nel marzo 1877 in locali ceduti alla Scuola dai Fratelli Brusaferri. La scuola prese inoltre in affitto 50 piò di terra. Grazie alla garanzia di due nuovi soci acquisiti al Consiglio Direttivo, il conte Onofrio Maggi e il conte Pietro Calini, fondo e casa vennero presi in affitto assumendosi il Maggi e il Calini le eventuali perdite, mentre gli utili sarebbero andati alla Scuola. Presto la Scuola ebbe dalla Provincia un sussidio annuo di lire nove, mentre altri aiuti provennero dal Comizio Agrario, da due società bacologiche e da 72 comuni. Nel 1879 veniva aperto definitivamente il convitto, con annessa cappella che verrà ricostruita nel 1906 su progetto dell'ing. Giovanni Tagliaferri e per intervento del Consiglio Provinciale.


L'aumento degli allievi (42 nel 1880) convinceva i Soci fondatori, nella seduta del 7 settembre 1880, a dover deliberare che "il Consiglio Direttivo facesse pratiche presso il Ministero e presso la Provincia affinché la Scuola divenisse Provinciale". In seguito a ciò nella sua seduta del 27 giugno 1881, alla voce avente per oggetto "Istituzione di una Scuola Agraria Provinciale teorico-pratica" il Consiglio Provinciale accolse l'istanza "ritenuto che la società fondatrice della Scuola d'Agricoltura della Bornata faccia cessione alla Provincia di quanto la Scuola stessa possiede, che la Società Bacologica concorra in somma non minore di L. 30.000, che il Governo accordi alla Provincia L. 6.000 all'anno e che Comune e Camera di Commercio concorrano con L. 1.500 all'anno". Avviate in tal modo le pratiche con il Ministero si arriva al R.D. 15-1-1882, n. 603, avente per titolo: "La Scuola Teorico-Pratica di Agricoltura alla Bornata (Brescia) è riordinata in scuola pratica". L'art. 1° del decreto dice: "La Scuola teorico-pratica di agricoltura, esistente alla Bornata, presso Brescia, ed assunta tra gli Istituti provinciali del Consiglio di quella provincia colla succitata deliberazione 27 giugno 1881, è riordinata secondo le disposizione di questo decreto e costituita scuola pratica di agricoltura, intesa a formare abili agricoltori, fattori, castaldi, ecc. ". Nel 1883 l'istituzione assumeva la denominazione di "Scuola pratica di agricoltura in Brescia e con legge del 6 gennaio 1885 veniva dichiarata "Regia Scuola di Agricoltura per la Provincia di Brescia"". A sostegno della Scuola venne messo a disposizione dal dott. Giuseppe Pastori di Orzinuovi, con testamento dell'8 marzo 1885, un notevole patrimonio destinato a fondare in Brescia "una Scuola pubblica di agricoltura, sul modello dei migliori Istituti di tal genere fiorenti in Francia ed in Germania". Più tardi, nel 1889, per l'insufficienza del Legato "G. Pastori" a dar vita ad una Scuola autonoma, fu stipulata una convenzione tra la "Scuola pubblica di agricoltura Pastori" e la "R. Scuola pratica di agricoltura" della Bornata, che da allora venne autorizzata ad assumere la denominazione di "R. Scuola pratica di agricoltura Pastori". Tra le sue disposizioni vi era il podere "Giardino", di sua proprietà, di ettari 200, sito in Orzinuovi, perfettamente attrezzato per la conduzione diretta, unitamente alla somma in denaro di lire duecentomila, somma notevolissima per quell'epoca. Via via aumentarono le attrezzature, comprese quelle scientifiche, con l'approntamento di gabinetti di collezioni agrarie, di chimica, storia naturale, zootecnica, ecc., depositi di macchine agrarie, impianti industriali applicati all'agricoltura, biblioteca specializzata, ecc.


Dal 1894 aveva inizio presso la "latteria" dell'azienda "Giardino" di Orzivecchi un corso semestrale di istruzione teorico-pratica per giovani che intendevano dedicarsi all'arte del casaro, corso che accolse ogni anno in media una ventina di allievi, i quali hanno poi portato nelle campagne e nelle valli prealpine, fino al Veneto e al Bellunese, le loro valide conoscenze tecniche. Il Corso durato quasi ininterrottamente (con interruzione nel 1944 e 1945) fino al 1957, venne poi assorbito dall'Istituto Professionale per l'Agricoltura e trasformato in Scuola Biennale per Esperti Casari. Nel 1890 l'Amministrazione Provinciale acquistava la Villa Barboglio, a N della statale e ai piedi della collina, con l'annesso podere e li assegnava alla Scuola "Pastori" che offrì la possibilità dello sviluppo della viticoltura. Dal 1896 la Scuola si distingueva anche, assieme all'Associazione Zootecnica, per la disseminazione in provincia di tori purosangue Schwyz; dal 1904 venivano diffuse particolari coltivazione arboricole, ecc. Il 25° Anniversario della Scuola, l'8 luglio 1900, veniva solennizzato con la posa di una lapide a ricordo dei soci fondatori, la benedizione della bandiera e la consegna di una medaglia d'oro al prof. Giovanni Sandri. Nel 1909 questi lasciava il posto al prof. Angelo Varisco.


Con R.D. del 26 aprile 1914 n. 645 veniva eretto in ente morale il lascito Luigi Conter per la "regolare istruzione" nella Scuola Agraria "di giovani di buona famiglia della provincia di Brescia, poveri e di limitati mezzi di fortuna" con precedenza a giovani del Comune di Salò e della frazione di S. Francesco di Paola e dei suoi Ronchi, con l'obbligo dei giovani di dare "sempre prova di diligenza, di lodevole profitto e di esemplare condotta".


Superata la I guerra mondiale, che impose una riduzione di allievi e di attività e la requisizione dal 1915 al 1918 di parte dell'edificio scolastico adibito ad ospedale militare, la Scuola riprese l'attività sempre più piena agli inizi degli anni Venti fino a quando ai termini del R.D. 30 dicembre 1923 n. 3214, pur restando come Fondazione, la "Scuola pratica di agricoltura G. Pastori" veniva istituita in "R. Scuola Agraria Media" assegnando alla sua circoscrizione le province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova e Sondrio e parte di quelle di Milano, Novara e Pavia. I rapporti fra la Fondazione, proprietaria dei locali in grado di gestire le spese del corso specializzato al Giardino di Orzivecchi, e la Scuola Agraria Media venivano fissati da un R.D. del 9 maggio 1923. Negli stessi anni, specie nel 1930, venivano notevolmente ampliati i fabbricati del Convitto e dell'azienda agraria. Tra l'altro veniva eretta una nuova facciata. In applicazione della legge 15 giugno (n. 383) sul riordinamento dell'istruzione media tecnica, l'1 ottobre 1933 la Scuola assumeva la denominazione di "Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Pastori, Brescia" (v.).