SCUOLA Bottega artigiana

SCUOLA Bottega artigiana

Promossa nell'ambito del "Gruppo Artigiani di S.Giovanni" (pensato nel 1974 e formatosi ufficialmente nel luglio 1976) e della Mostra dell'artigianato del giugno 1977 con principale promotore il legatore di libri Giuseppe Nava. La scuola si pose come primo scopo "di insegnare ai giovani arti e mestieri che offrono prospettive di lavoro", e "di salvare il tessuto sociale ed economico del centro storico". L'inizio dei corsi, previsto per il novembre 1978, dovette essere rimandato mentre nel frattempo si costituisce il comitato promotore (1 maggio '79) con l'intento di "far rivivere un ambiente, quello del centro storico, dove non sono pensabili occupazioni di tipo industriale e tutto non deve ridursi ad attività commerciale". Il 25 settembre '79 veniva fondato l'Egif (ente di gestione istruzione formativa) e la costituzione di un comitato che comprendeva rappresentanti degli artigiani, degli insegnanti, delle famiglie, e anche di amministrazione comunale, sindacati, imprenditori, lavoratori autonomi, circoscrizione. L'Associazione artigiani offri il proprio patrocinio mentre gli allievi venivano coperti da assicurazione Inail contro gli infortuni. La scuola iniziava nel novembre 1979 con nove allievi, di cui due ragazze, età tra i 14 e i 17 anni, raccolti nei locali del bar parrocchiale. Ebbe subito un crescente successo raccogliendo in cinque anni un centinaio di allievi (compresi dal 1981 alcuni handicappati) avviati a 33 mestieri diversi e guidati da 83 maestri artigiani e 14 docenti. Ospitata agli inizi negli ambienti della Parrocchia di S.Giovanni, la Scuola si trasferì in via Calatafimi 8/B, sotto la direzione del prof. Giuseppe Viani. Nel 1983 la Scuola si arricchiva di un museo di storia dell'artigianato oltre che di un gabinetto di fisica e chimica, di una mensa. Intanto nascevano nuove sedi a S.Polo, Salò, Desenzano, Adro e Ome e nel 1985 la Scuola trovava una nuova sede didattica nell'ex Istituto Razzetti di via Milano. Nel giugno 1985 Giovanni Paolo II benediva la statua della Madonna della Provvidenza, protettrice della Scuola e realizzata da fra Nazareno Panzeri. Nuove scuole sorgevano nel bresciano: Desenzano (1984), Nave, Calcinato, Ome (1985), Chiari, Salò (1986), Bienno, Montichiari (1987-1989), Edolo, Sarezzo (1991), Rovato (1993), Collebeato (1994), Orzinuovi (1994), Iseo, Pontevico, Palazzolo, Bagnolo M., Premiano di Lumezzane, Orzinuovi, Gussago (1996), Leno (1997), Manerbio (1998) ecc. Nel 1998 esistevano 38 sedi in Italia, una decina all'Estero con tremila alunni. Dal 1988 si tennero convegni nazionali. Nell'ottobre 1992 veniva definito uno Statuto per le Scuole Bottega d'Italia e d'Europa mentre i mestieri insegnati salivano a 54. L'idea nel 1993 veniva esportata anche nel Terzo Mondo oltre che in Francia, Austria, USA. Nel 1999 circa 5mila allievi erano raccolti in sedi e corsi funzionanti ad Adro, Bagnolo, Bedizzole, Bienno, Borgosatollo, Calcinato, Chiari, Desenzano, Edolo, Iseo, Lumezzane, Montichiari, Nave, Ome, Orzinuovi, Palazzolo, Pontevico, Rovato, Salò, Sarezzo, Gargnano, Leno. In Italia erano aperte sedi di Scuola Bottega ad Arese, Bresso, Como, Fano, Noventa Vicentina, Padova, Saronno, Thiene, Vimercate, Villafranca Lunigiana, in provincia di Lecce a Matino e in Sicilia. Nel 2000 venne aperta una scuola bottega anche a Dakar (Senegal).