SCI
SCI
Costituiti da due assicelle di legno ricurve, affinché le punte non affondino nella neve, gli sci come mezzi di locomozione sono in uso fin dai tempi più antichi presso i popoli scandinavi (lapponi e finni). L'etimologia più attendibile del vocabolo sci (che si scrive: ski, scki, skie, sky, schy,...) sembra quella derivante dal norvegese ski (pron. sci), e questa dall'antico islandese "skith" = scheggia, pezzo di legno oblungo. Si andrà poi affermando la voce definitiva sci. Il vescovo svedese Olaus Magnus nel suo "Historia de gentibus septentrionalibus" (Roma, 1555) parla diffusamente degli sci e del loro impiego fatto dai lapponi. Minuziose informazioni sull'uso degli "skie" fornì il parroco di Ravenna Francesco Negri, che li utilizzò in un'esplorazione in Lapponia compiuta dal 1663 al 1666 e che narrò nel suo "Viaggio Settentrionale" pubblicato nel 1700. Come pratica sportiva lo sci risale alla seconda metà dell'Ottocento ed è un'attività mista di discesa, fondo e salto, indispensabile per superare i dislivelli. Solo più tardi nasceranno le diverse e distinte discipline. Al 1879 risalgono i primi salti da "trampolino".
DIFFUSIONE. In Italia nell'inverno del 1896 lo svizzero ing. Adolf Kind con un gruppo di giovani torinesi fa conoscere lo sci. Sulla fine dell'Ottocento gli sci si diffondono in campo militare e diventano lo strumento invernale degli alpini. Esce anche il primo manuale di addestramento sull'uso degli sci, a cura del Ministero della guerra. Sci di legno, attacchi e bastone pesavano complessivamente da 4 a 6 kg. Sembra fantasiosa la notizia che i primi sci assegnati ad un reparto alpino siano giunti al Gavia nel luglio 1898 ondeggiando sul dorso di un mulo. Nelle Alpi lombarde lo sci è introdotto quasi contemporaneamente dai militari, dagli alpinisti e dai giovani delle nostre valli che, emigrati per lavoro soprattutto in Engadina, a St. Moritz e Davos, già affermate stazioni turistiche, hanno modo di vedere e provare gli sci e avviano al loro ritorno compaesani e connazionali alla pratica della nuova attività sportiva.
Tra i pionieri dello sci bresciano il nob. cap. Pietro Arici, noto alpinista, è da alcuni indicato come il primo a portare a Brescia già nel 1901 sci acquistati in Norvegia facendo con essi delle dimostrazioni a Ponte di Legno, "tra la curiosità e lo scetticismo della popolazione dalignese", come ebbe a scrivere Remigio Maculotti. Il 25 marzo 1902 il prof. Ubaldo Valbusa tenta la prima ascensione con gli sci sull'Adamello, ma viene fermato da una bufera di neve sotto la vetta. L'impresa riuscirà solo nel 1909. Lo sci è legato a caratteristiche naturali dell'ambiente bresciano e il Guglielmo e il Maniva sono, agli inizi del Novecento, la culla dei primi sciatori che utilizzano i nuovi "attrezzi" solo "alpinisticamente" cioè come aiuto ad avvicinare le vette d'inverno. Sciatori della "Forza e Costanza" già nel 1902 risalgono il Guglielmo con lunghi sci, portati sui campi di neve a spalle o a dorso di mulo, e con pelli di foca ai piedi. Alle semplici escursioni verso la cima segue poi la tendenza in primavera ad affrontare i percorsi di traversata da valle a valle. Gita tradizionale: Tavernole sul Mella - Pisogne, attraverso Cimmo, la Pontogna, Passabocche e la Val Palòt. In Val Trompia impegnati nello "skiaggio" sono gli alpini e, tra i locali, il mitico Giovanni Cantoni (v.) detto "Baita", di S. Colombano, che è anche un valente cacciatore. Nell'inverno del 1904 Gualtiero Laeng e Nino Coppellotti provano i primi "ski, fatti arrivare dalla Norvegia, sul prato che dalla Maddalena scende verso la colma delle Caselle". Come ebbe a scrivere lo stesso Laeng: "gli ski permettevano di galleggiare sulla neve e di scendere bianchi pendii immacolati alla velocità di 60/70 km l'ora e anche più...". Tra i cittadini, lo praticano tra i primi anche il dott. Gnecchi e il notaio Tonelli che "possiede un paio di autentici sci finlandesi con le punte rialzate alle due estremità e con gli attacchi formati da una lunga canna d'India". Oltre che in Maddalena, gli sciatori cittadini si esercitano sui fianchi del Guglielmo e sulle praterie di Borno. Nei diari del Laeng si trova descritta una traversata sciistica compiuta il 26-27 marzo 1905 da Bovegno al Monte Campione. Le truppe alpine si servivano da tempo degli sci e alcuni alpini di leva dalignesi: Omobono Beltracchi, appassionato divulgatore degli sci, Antonio Leoncelli, Battista Lazzarini, Battista Donati, Giovanni Lorati, si erano distinti nel 1910 in gare internazionali militari organizzate dal Club Alpino Francese nei Pirenei e nella Savoia. Sorgono i primi Sci Club (v.). Fino alla Seconda guerra mondiale la Valcamonica, con Ponte di Legno, e la Val Trompia, con Pezzoro, sono le località più frequentate dagli sciatori bresciani e costituiscono i due poli di riferimento dello sci bresciano sia per organizzazione di gare che per atleti espressi. Anche gli sciatori "cittadini" gravitano soprattutto su queste località.
In VAL CAMONICA, Ponte di Legno diviene nel volgere di pochi anni stazione invernale di primaria importanza, ospitando anche gare sciistiche internazionali e dotandosi di una buona attrezzatura alberghiera. Nel 1908 a Ponte si svolge il primo raduno nazionale di sci organizzato dal Touring e nel 1910 viene inaugurato il "Grande Albergo". I primi salti con gli sci vengono effettuati su una pedana di legno a pochi passi dal Grand Hotel. Nel 1908-1909 il dalignese Gioacchino Zampatti, che lavorava a Chiavenna con i valtellinesi Persenico alla costruzione dei primi sci italiani, apre a Ponte di Legno una fabbrica di sci presso la congiunzione del Narcanello e del Frigidolfo. Gli sci di allora erano di hichory, pregiato legno proveniente dall'America, larghi 10 cm, lunghi dai 2 m ai 2 m e mezzo, ben ricurvi in punta; come appoggio un bastone di bambù di circa due m con punta e rosetta in ferro per non affondare troppo nella neve; dal 1912 compaiono i bastoncini.
Nel 1909 viene organizzato a Ponte il I campionato lombardo assoluto di fondo, salto e stile vinto da Omobono Beltracchi. Con la fondazione nel 1911 dello "Ski Club Ponte di Legno" e con la promozione di Ponte da parte del Touring Club Italiano a "prima stazione italiana di turismo e sport invernali" (Ponte contende a Bardonecchia il primato di anzianità come stazione alpina invernale in Italia), lo sci e gli altri sport invernali vengono definitivamente lanciati anche e soprattutto come mezzi per favorire lo sviluppo turistico e quindi economico della conca dalignese. Sono stati nel frattempo approntati due campi di sci (uno nei pressi di Ponte, l'altro al Tonale), due piste di salto, la grande e la piccola, il pattinaggio ecc. Lo Ski Club è molto attivo nell'organizzare gare: insieme ad un "Comitato locale" costituitosi a Brescia con l'appoggio di Camillo Martinoni, Orazio Oldofredi e Pietro Arici, organizza dall'8 al 15 febbraio 1912, la II "Settimana Italiana di sport invernali" (v.) o "Settimana d'inverno" promossa dal T.C.I. e dalla sezione CAI di Brescia. Più di un migliaio le persone intervenute, tra cui una folta schiera di soci del TCI e della SUCAI (Sezione Universitaria del CAI): tra questi il giovane Paolo Monelli, poi noto giornalista, autore di un memorabile articolo. Numerose le gare in programma: di sci, salto, pattinaggio, bobsleigh e skeleton (v.). Lusinghieri i risultati degli atleti dalignesi con le vittorie di Antonio Leoncelli (con la pattuglia del V Alpini, nella marcia), Domenico Sandrini (nel fondo individuale), Omobono Beltracchi (nella velocità), Battista Donati, Angelo Donati, Martino Donati, Bulferetti e Giambattista Lazzarini (nella gara delle guide); nella Gran marcia nazionale di fondo a squadre vince la Coppa Martinoni la squadra dello Ski Club Ponte di Legno con Omobono Beltracchi, capitano, Domenico Zambotti, Battista Donati, Domenico Sandrini, battendo una decina di formazioni valligiane ed alcune cittadine, su un percorso massacrante di una trentina di km con enormi dislivelli e con il Beltracchi che si lega alla vita con una corda uno dei componenti la squadra, caduto per crampi ai polpacci e lo trascina fino al traguardo. I fondisti dalignesi si affermano anche in varie edizioni di competizioni come la Coppa Presolana e la Coppa della Valsassina (alle falde della Grigna), vinta definitivamente nel 1914 con Battista Donati, Giambattista Lazzarini, Giovanni Lorati, Giovanni Rossi. Nel dicembre 1913 si costituisce la Federazione Italiana Sci (F.I.S., che si fonderà nel 1933 con la Federazione Ghiaccio e Pattinaggio assumendo la denominazione FISI), della quale lo Ski Club Ponte è tra i primi iscritti, ed al quale affida, nel febbraio 1914, l'organizzazione dei campionati italiani assoluti comprendenti tutti gli sport invernali allora praticati: ski, ski-kioring, pattinaggio, bobsleigh, skeleton; nello sci erano in programma gare di velocità, di fondo (vinta da Antonio Leoncelli) e di salto nella quale Domenico Sandrini vince il titolo di campione italiano con un salto di 15 m.
Nel 1915 gli sciatori di fondo dalignesi partecipano alla I Adunata Nazionale Sciatori Valligiani, imponente rassegna dei migliori esponenti dello sci di fondo delle valli italiane, con edizioni disputate anche a Ponte, manifestazione che si concluderà con la 27a edizione del 1954 a Gressoney e che vedrà l'affermazione delle squadre dalignesi in numerose edizioni. Chiamati sotto le armi come istruttori alpini e come alpini sciatori, gli sciatori valligiani si batterono con onore sui ghiacciai dell'Adamello durante la I guerra mondiale.
Dopo la parentesi della guerra, oltre al fondo, ci si appassiona alle gare di salto con Giuseppe Sandrini (1901-1985) (v.) e Luciano Zampatti. Ponte riprende la sua attività con l'organizzazione dell'Adunata sciatori valligiani, del Trofeo Campari (gara di fondo per pattuglie di 4 elementi, di oltre 30 km, disputata per la prima volta a Ponte nel 1927), di Campionati Italiani Assoluti, campionati lombardi e di zona, gare internazionali di discesa, manifestazioni internazionali di salto con la partecipazione dei migliori atleti del mondo. È indetta anche la "Settimana bresciana degli sport invernali", campionato bresciano a squadre di sci organizzata in collaborazione con ANA, CAI, UOEI. Fra le prime sciatrici di Ponte: Armida Pandini, moglie di Gioacchino Zampatti, Caterina Donati e, molto più giovane, Gianna Patti. Ai Campionati italiani femminili organizzati a Ponte nel 1927 le dalignesi Martina Donati ed Emilia Rossi, si classificano rispettivamente seconda e terza. Sempre in evidenza gli sciatori dalignesi vincitori nel 1927 dei Campionati Nazionali della Milizia, conquistando la "Coppa Mussolini". Nel 1928 si disputa a Ponte la "Sciopoli sucaina", competizione goliardica italiana degli sport invernali con in palio lo "Sci d'oro" del Re, con 23 squadre universitarie di tutta Italia e in contemporanea si disputa il "Campionato femminile sciopoli 1928" con 8 partecipanti, il cui "stile" suscita i commenti ironici e divertiti dei cronisti di allora. Nel 1924, alle Olimpiadi invernali di Chamonix, lo sci è ammesso tra le discipline olimpiche con le specialità di fondo e salto; all'edizione del 1928 a St. Moritz, partecipa anche il saltatore dalignese Luciano Zampatti, già distintosi ai campionati italiani. In questi anni si effettuano soprattutto gare di prove nordiche, cioè fondo e salto. Nel 1928 iniziano i lavori di costruzione del "Trampolino Gigante" ( o "del Littorio"), unico grande trampolino naturale in Europa, ricavato sulla dorsale boscosa di Val Sozzine, allestito su modello corretto e perfezionato di impianto esistente a Planicka (Cecoslovacchia). Aveva 120 m di dislivello tra partenza e arrivo, era costato lire 200.000, fu inaugurato il 24 febbraio 1929 con un salto di 61 m del campione italiano Vitale Venzi che batteva il record nazionale. Sarà sede di gare internazionali di salto fino al 1966, quando non fu più ritenuto sicuro dalla FIS.
Si muovono i primi passi nelle discipline alpine e si comincia a parlare di lamine: erano in osso ed ottone. Nell'ambito dei Campionati italiani assoluti di prove nordiche svoltisi a Ponte nel febbraio 1930, che vedono nella gara di fondo 6° assoluto e primo dei bresciani Meschino Paterlini di Collio, viene disputata per la prima volta in Italia anche una gara "ufficiosa" di slalom con percorso tracciato sulla pista Cadì da O. Beltracchi. Le gare di slalom verranno ufficialmente riconosciute solo nel 1937. Sul Trampolino Gigante si disputa la prima gara internazionale di salto con il trofeo "Ponte di Legno" che diverrà poi una classica: è vinta dallo svizzero Adolfo Badrutt che batte il record del mondo saltando m 75. Nel 1934 vengono attuate, con imponenti e costosi lavori, modifiche al trampolino gigante (denominato "Mammouth" dagli svizzeri) e si realizza una pista permanente di discesa dal colmo di Cima Cadì al Passo Tonale con un dislivello di 700 m circa. Il 18 marzo 1935 il norvegese Olav Ulland batte sul trampolino di Ponte il record del mondo con un salto di 103,50 m. Il trampolino è considerato dalla stampa internazionale il più efficiente, sicuro e moderno d'Europa ed attrae grandi masse di spettatori e turisti. Si distinguono ancora i fondisti di Ponte capitanati da Giacomo Rossi di Zoanno detto "Rusì".
Nel 1932 viene fondata la Scuola estiva di sci della Lobbia Alta (v. Scuole di sci a fine voce). Nel 1933 sono attivi a Brescia: lo Sci Club, del CAI di Brescia (v. Sci Club), la Soc. Escursionisti Bresciani Ugolini (v.), lo S.C. l'Alpe (v. Sci Club), il Dopolavoro Mussolini, il Guf, il Valligiani, lo S.C. Pogliaghi con il fortissimo Valentino Spinello; tra i saltatori cittadini emerge dal 1935 in poi Lino Sabbadini; fra i dirigenti bresciani si distinguono Franco Guarneri, presidente del Comitato Regionale Lombardo FIS, Pippo Orio, presidente del Direttivo Provinciale dello sci dal 1932, in sostituzione del dalignese comm. Lino Donati, che lo era dalla sua istituzione. Nel luglio 1936 si disputa al Tonale la prima gara di discesa estiva con partenza dal Passo Presena fino ai laghetti del Presena e con i concorrenti divisi nelle categorie: valligiani, villeggianti e signorine. Nel 1937 Ponte ospita il IV Raduno Nazionale FISI: il maestro Orazio Sarale, autore di "Canti di Val Camuna", dedica all'avvenimento uno speciale componimento poetico. Viene creata per l'occasione la pista di discesa libera del Corno d'Aola (=aquila) che, come scrive Remigio Maculotti, "era allora per lunghi tratti costituita da una serie di rabbrividenti canaloni tra gli alberi". Aveva un dislivello di 1000 m su un percorso di 5 km con partenza a quota 2300 m sotto la cima del Corno d'Aola. Viene messo in palio per la prima volta il trofeo M.O. Romolo Galassi, gara di discesa dal Passo Paradiso al Tonale, con la partecipazione dei migliori discesisti italiani dell'epoca. Il raduno prevede anche la riunione internazionale di salto sul trampolino del Littorio. Nella seconda edizione del Trofeo Galassi (1938) il "cittadino" Giuliano Babini, discesista affermatosi nei campionati italiani e in rassegne universitarie, è quinto assoluto e primo dei bresciani. Nel 1937 si apre al Tonale, con sede presso l'albergo omonimo, la prima scuola nazionale di sci diretta dal valtellinese Stefano Sertorelli. Dal dicembre 1938 è in funzione la slittovia Tonale-Cima Cadì (v. Slittovia).
Anche nelle altre valli bresciane, ma soprattutto in VAL TROMPIA la pratica dello sci si diffonde rapidamente. Il 22 febbraio 1915 la Sentinella Bresciana riporta la notizia dell'istituzione di un club di skiatori a Collio su impulso del nuovo segretario comunale del paese, Paini, sottotenente degli alpini, proveniente dalla Valcamonica, con lezioni pratiche tenute, su incarico del Comando Militare di Brescia, dal sergente Emilio Ronchini del V alpini, btg. Vestone, coadiuvato dal Paini. Già nel 1925 si disputa la Coppa Collio, campionato nazionale fra tutti gli sci club sorti presso le varie sezioni del CAI. Nel 1927 viene fondato lo S.C. Collio (v.) che organizza il Trofeo Alta Valtrompia, gara a squadre sui Piani di Vaghezza. All'inizio degli anni Trenta si delinea un'efficiente organizzazione sciistica sotto la guida dello Sci Club L'Alpe (v.) di Brescia, composto in prevalenza da appassionati cittadini, ma che contagia ben presto anche Pezzoro e tutta l'Alta valle. Dalla città sono mete abituali, per lungo tempo, il Maniva e i Piani di Vaghezza: esodo domenicale con L'Alpe, il CAI e la Ugolini. Il Gruppo sciatori della Ugolini promuove corsi di sci gratuiti teorici presso la sede di via Musei e pratici ai Piani di Vaghezza. Nel 1931 e 1932 si disputa ai Piani di Vaghezza il Campionato bresciano a squadre di sci di fondo e il campionato studentesco del GUF (Gruppi Universitari Fascisti, con una sezione di sci dal 1931). Nel 1933 il Campionato bresciano viene disputato in Pontogna dove funzionerà dal 1934, a ristoro degli sciatori, l'ex capanno venatorio di un'uccellanda trasformato in rifugio e dedicato a Giovanni Nenna. Dal 1930 al 1936 a Tavernole svolge anche un'intensa attività sciistica un centro sportivo che fa capo al Comune. In quegli anni è attivo è Gardone V.T. lo Sci F.A.R.E. (Fabbrica Armi Regio Esercito) che annovera tra gli atleti Giuseppe, Aldo e Arsenio Contrini, G.Maria e Pierino Piotti, Maffeo Zanardelli, vincitori della gara nazionale di fondo. A Collio sul trampolino "Principe di Piemonte" nel marzo 1931 gareggiano i più famosi specialisti dallo svizzero Badrutt, a Zampatti, Sandrini, Beltracchi, a Meschino Paterlini di Collio, tra i migliori di quegli anni anche come fondista. Si cerca anche di lanciare turisticamente il Maniva con la Società Incremento Maniva-Bazena (v.). La pratica dello sci riscuote consensi anche tra i medici che nell'aprile 1935, al convegno medico, organizzato al rifugio Bonardi al Maniva dalla Società medico-chirurgica bresciana e dalla Federazione nazionale dei medici sportivi, sui problemi medici e chirurgici relativi allo sport dello sci, concludevano che lo sci è fra gli sport più sani ed adatti a dare vigore e salute.
Il 21 febbraio 1937 viene inaugurato al Maniva il primo impianto di risalita del Bresciano: "el slitù" cioè la slittovia (v.). Tra il 1930 e il 1950 Pezzoro è riuscito a svolgere una notevole attività organizzativa ed ha espresso grandi campioni nonostante la penalizzazione e i disagi dovuti alla mancanza di strade e alle difficoltà di collegamento con il fondo valle. Fiore all'occhiello della località triumplina è stata l'organizzazione della famosa gara di discesa libera "Guglielmo-Pontogna" (ripresa nel 1982 col nome "el Discesù"), lungo un percorso di tre km dalla cima di Castel Bertino fino in Pontogna. Il tratto più impegnativo del percorso era la parte centrale, il cespuglioso e ripido "ratù". Organizzata dal 1933 divenne in breve una classica, e prova nazionale FISI, richiamò il meglio del discesismo nazionale per ben 17 edizioni, effettuate tra il 1933 e il 1955. Nelle edizioni del 1940 e '41 fu disputato sullo stesso percorso uno slalom gigante. La gara, che fece conoscere il Guglielmo a livello nazionale, fu organizzata dapprima dallo Sci Club L'Alpe, poi dallo Sci Cai Valtrompia. Tra i vincitori: i cortinesi Alfonso e Roberto Lacedelli, Albino Alverà e Sisto Gilarduzzi che stabilì il record assoluto nel 1936 con 2'31" e 2/5; ed i bresciani: Bruno Dabbeni vincitore della I edizione, Giuliano Babini (nel 1934 e nel 1935) e soprattutto Aldo, Vittorio e Umberto Contrini tutti dello Sci Club Pezzoro, "liberisti" tra i più forti bresciani di ogni tempo, che tra il 1937 e il 1955 ottennero numerose vittorie e piazzamenti d'onore. Bresciani "cittadini" distintisi nella gara: Guido Terzulli, Bruno Gallarotti, Adriano Secchi Villa, Eugenio Ledizzi e Dedè (Andrè) Petitpierre. Anche la mitica abetonese Celina Seghi brillò nella competizione. Nella II guerra mondiale quasi tutti i migliori sciatori partono per il fronte tra gli alpini.
Nel II dopoguerra si riprende faticosamente: a Ponte, che continua a puntare la propria economia sul turismo e sugli sport invernali, riapre nel 1946 la scuola di sci del Tonale composta dai primi maestri FISI. Viene risistemato il trampolino gigante e nel 1949 viene ristrutturato il trampolino scuola, chiamato trampolino medio, con tribune fisse e impianto di illuminazione per gare notturne. Gli sforzi sono tesi alla realizzazione di impianti di risalita necessari per facilitare la pratica dello sci ed incrementare il turismo. Grazie all'entusiasmo di un gruppo di appassionati, a Ponte viene costituita la SIT (Società Impianti Turistici, v.) con lo scopo di costruire impianti per il trasporto degli sciatori. La società sarà la promotrice della seggiovia (la prima "funisciovia" d'Italia, come scrissero i giornali) sorta sulle pendici del Corno d'Aola (v. Seggiovie), e in seguito di numerosi altri impianti di risalita. È del 1950-51 la realizzazione a Ponte dello skilift Poia su campi per principianti. Al Corno d'Aola sempre maggiori consensi riscuote la pista A, tecnicamente perfetta, intitolata poi ad Andrè Petitpierre e viene anche costruito un rifugio sui ruderi dell'ex forte militare distrutto dai tedeschi nel 1945. Nel 1953 la SIT realizza la sciovia dell'Angelo che con 1000 m di percorso dal rifugio del Corno d'Aola (m 2000) porta alle Selle (m 2300): il nome, come scrive Remigio Maculotti, è da ricollegarsi alla tradizionale gara di slalom che nei cinque anni precedenti si svolgeva ogni "lunedì di Pasqua" su quel percorso.
Nel 1946 vengono ricostituiti alcuni sci club e ne vengono fondati altri, tra cui la sezione di sci del CSI Brescia che organizza gare e conquista, a partire dal 1947, alcuni scudetti nazionali con Rossi, Donati e Zambotti di Ponte di Legno. Nel 1951 in Val Trompia inizia la costruzione della strada per Pezzoro ed il paese è uno dei primi della provincia ad avere impianti di risalita. Nei primi anni Sessanta in Pontogna erano in funzione 2 skilift: "Pian de la Bala" e "Freccia Azzurra"; a Pezzoro: 2 skilift e 1 Baby , e in località "Cominù" c'era un dente per il salto, impianti quindi che permettevano di praticare anche il salto dal trampolino, la discesa libera, lo slalom. Funzionava anche una scuola di sci per allievi, maestri, dilettanti ed atleti.
Nel 1956 viene costruita dalla SITAV (v. Soc. Iniziative Turistiche Alta Valtrompia ) la seggiovia da Collio (m. 827) al roccolo di Crispe (m. 1331) nella zona dell'Alpe Pezzeda e nel 1958 2 skilift, l'uno che dall'arrivo della seggiovia sale al pianoro del Roccolo Pitòl (m. 1520), l'altro che da quest'ultimo sale al Dorsale di Pezzeda (m. 1700). Con la realizzazione degli impianti di risalita la pratica dello sci da discesa e relative gare si diffondono sempre più. I vecchi campioni erano abituati a cimentarsi indifferentemente in tutte le specialità, sia nordiche che alpine. La tecnica moderna, più raffinata ed impegnativa, esige la specializzazione, per cui nello sci agonistico i praticanti si differenziano nettamente in specialità nordiche (fondo, salto, combinata nordica) e specialità alpine (discesa libera, slalom gigante, slalom speciale, combinata, super G). Alla fine degli anni Cinquanta si distinguevano tra le migliori società di Brescia e provincia per attività agonistica ed organizzativa: S.C. Ponte di Legno, Brixia Sci, Ugolini, Cai Valtrompia e S. Marco di Bovegno. Tra le gare di rilievo: la ripresa della libera Guglielmo-Pontogna, il Trofeo Ragazzoni (dal 1954) e il "Derby dello sci bresciano" che, promosso dal 1950 dalla "Ugolini", ed organizzato per anni dal Brixia Sci, è tuttora la sagra dello sci cittadino e provinciale. Vi concorrono tutti, dagli anziani ai giovanissimi, ai tesserati FISI. Tra le numerose manifestazioni promosse si ricordano: la gara "autosciatoria" disputata a Ponte nel 1949 e la motosciatoria di regolarità che si concludeva con uno slalom gigante in Pontogna. I più validi esponenti dello sci bresciano in quegli anni sono i pezzoresi fratelli Contrini, i saltatori camuni Igino Rizzi (partecipazione olimpica a St. Moritz 1948) e Piero Pennacchio, che colgono i maggiori successi in campo nazionale (dove emerge anche Leonardo Bulferi) e buoni piazzamenti in quello internazionale, i fondisti Renato Faustinelli e Bortolo Rossi, i discesisti Roberto Morelli, Alberto Massari, Arturo Ragazzoni. Nelle manifestazioni per atleti cittadini si distinguono: nello sci alpino Angelo Quattrini e Martino Dolci che hanno coinvolto negli anni Cinquanta-Sessanta un gruppetto di giovani: Giorgio Dugnani, i fratelli Luciano, Sergio e Raul Gattinoni, Aldo Guerini e, più tardi, Davide e Susanna Ledizzi; nello sci di fondo Giordano Bailetti, Dino Pelizzari e Sandro Ugo Fumagalli; nel salto Mario Avanzini.
Nel dopoguerra il Calzaturificio "Brixia" di Angelo Alberti, fondato nel 1911 a S. Eufemia della Fonte per produrre scarponi militari e scarpe civili, si specializza nella produzione di scarponi da sci e da montagna. Dal 1983 trasferirà gli impianti nel Veneto.
Nel 1958 erano in funzione a Ponte tre trampolini per il salto: il "Gigante" omologato nel 1957 dalla Federazione Internazionale Sci, il "Medio" o trampolino scuola, sul versante N del Corno d'Aola, rinnovato, unico allora in Europa, con una copertura di materiale plastico per l'utilizzo con ogni tempo, inaugurato il 26 ottobre 1958 con una grande manifestazione internazionale e intitolato poi a Luciano Zampatti; il "Cuccioli", di fronte al Trampolino Medio. Sul "Gigante" nel 1947 il saltatore Bruno Da Col compì un volo fuori gara di 110 m e nel 1958 Giacomo Aimoni ne effettuò in allenamento uno di m 105. Nel 1959 viene costituita a Ponte la Scuola nazionale di sci, riconosciuta dalla FISI, si inaugura la rinnovata seggiovia del Corno d'Aola, si ristruttura l'Angelo e si costruisce al Tonale la sciovia del Serodine. Il 19 settembre 1960 l'alluvione in Val Camonica danneggerà il trampolino in val Sozzine. Nel 1960 a Ponte si organizza la "prima fiaccolata" di discesa notturna dal Corno d'Aola, che diventerà poi classica. Nel 1961, ad opera soprattutto di Giuseppe Torri, nasce la Società Paradiso s.p.a. che realizza la funivia del Paradiso dal passo del Tonale (m 1875) al passo Paradiso (m 2585), sull'orlo inferiore del ghiacciaio di Presena; è inaugurata l'8 settembre 1963. I giganteschi cavi d'acciaio che reggono le cabine sono delle Officine Redaelli di Gardone V.T. Seguono negli anni successivi la sciovia Valletta, e quella del Bleis, entrambe ancora biposto. Seguono, ad opera della SIT, nel 1965 le sciovie Cady e Tre Larici e nel 1968 la Tonalina e l'Alpino.
L'evolversi e il diffondersi dello sci di massa porta alla nascita di nuove stazioni invernali. Nel 1965 è allestita la seggiovia da Temù al monte Calvo, smantellata nel 1987. Nella seconda metà degli anni Sessanta viene proposto al Tonale lo sci estivo sul ghiacciaio del Presena ad oltre 2500 m di quota, reso possibile dalla costruzione di 8 impianti di risalita. Nel 1965 sono stazioni sciistiche abbastanza frequentate il Baradello a S.Pietro di Corteno Golgi, la pittoresca Val Palot, la Pezzeda, S. Colombano e Pezzoro con skilift per principianti. Viene anche predisposto un piccolo skilift per bambini sulla sommità della Maddalena a Brescia. Nel 1965 la Società Attrezzature Turistiche (v.) costruisce in Valdorizzo uno skilift, poi abbandonato, e nel 1967 inizia la costruzione degli impianti del Gaver. Verso la fine degli anni Sessanta nasce, anche per intuito dei fratelli Giudici, sulla distesa di pascoli di Preottone nella bassa Valcamonica, nei comuni di Piancamuno e Artogne, la stazione sciistica di Montecampione. Gli impianti vengono inaugurati il 13 gennaio 1971. Nella zona seguirà nel giro di pochi anni un'intensa urbanizzazione. Nel giugno 1967, per lo sviluppo di Ponte di Legno, nasce a Brescia la "Società Grandi Funivie dell'Adamello spa" per la realizzazione di una funivia che colleghi Valsozzine con Cima Venezia attraverso il ghiacciaio del Pisgana, ma non se ne fa nulla. Nel 1972 la Società Funivia Boario Terme Borno (v.) inizia la costruzione di impianti di risalita nel comprensorio del monte Altissimo.
La validità della scuola di salto di Ponte di Legno e dello Sci Club Adamello di Pontagna di Temù, realizzata quest'ultima con l'incitamento e la determinazione dello sportivissimo parroco don Gianni Donati, che aveva creato un vivaio di specialisti nelle discipline nordiche, è confermata dai rilevanti risultati dei saltatori (alcuni più volte vincitori del Campionato italiano): Antonio Aimoni, Giacomo Aimoni (Olimpiadi St. Moriz 1964, Grenoble 1968 e partecipazioni in Coppa del Mondo), Luigi Pennacchio (Olimpiadi Cortina 1956, Squaw Valley 1960 e partecipazioni Coppa del Mondo), Albino Bazzana, Marcello Bazzana (Olimpiadi Innsbruck 1976), Lido Tomasi (partecipazione a 3 Olimpiadi, l'ultima a Sarajevo, e alla Coppa del Mondo). Da ricordare Vittorio Fogliaresi di Canè, tragicamente morto durante un raduno preolimpico nel 1960. Nel 1966 si volge l'ultima gara sul Trampolino Gigante di Ponte, vinta da Ohlmeyer con un volo di 110 m. Nel 1972 si rilancia il fuori pista sui ghiacciai con l'elicottero (Eliski).
La definitiva affermazione delle discipline alpine segna un lento declino di fondisti e saltatori. Lo sci diventa attività economica trainante delle nostre Valli che ricevono notevole impulso turistico. Negli anni Settanta vi è il boom dello sci alpino con una grande massa di appassionati turisti sciatori che vuole cimentarsi su piste da discesa sempre più perfezionate e sempre meglio servite da impianti di risalita, sciatori invogliati ed entusiasmati anche dagli stupefacenti risultati della "valanga azzurra", la squadra nazionale italiana di sci alpino. Sempre più diffusa l'organizzazione di settimane bianche nelle scuole. Si organizzano molte gare a livello locale, gare aziendali, sociali, ecc. gare per dame, pionieri e veterani. Nel 1981 il bresciano Alberto Massari è campione del mondo di slalom categoria Veterani. Campione italiano è Giovanni Archetti. Il team Brixia Sci-Super 40, guidato da Alberto Massari, vincerà per 8 volte il titolo italiano di categoria tra il 1988 e il 2000. Il Giornale di Brescia nel 1978 dedica allo sci un'intera pagina, il "giornale della neve", ed indice un concorso grafico settimanale per bambini. Dal 1975 Brixia Sci, Tonolini sport e Giornale di Brescia organizzano al Tonale la "Freccia delle nevi" per giovanissimi. L'esperienza e la tradizione dello Sci Club Ponte di Legno si confermano con l'organizzazione nel 1970 dei campionati nazionali universitari con oltre 350 atleti, nel 1972 con le finali della 13ª edizione dei giochi invernali della gioventù, nel 1973 con i campionati italiani assoluti di prove alpine. Nel settembre 1972 la pista A del Corno d'Aola con opportune modifiche è omologata dalla FIS per gare di discesa cat. A e quella del Paradiso-Tonale, collaudata per slalom gigante cat. A, vedrà qualche edizione di slalom gigante di Coppa Europa. Il 22 dicembre 1975 viene disputata sulle pendici del Corno d'Aola la gara di slalom parallelo della "valanga azzurra", con Thoeni, Gros, De Chiesa ecc. Nel 1979 il Brixia Sci organizza a Ponte il "Campionato Italiano silenziosi", aperto agli stranieri. La sezione di Brescia dell'ANA organizza in Pezzeda dal 1988 il campionato intersezionale di slalom gigante intitolato a p. Ottorino Marcolini. Nel 1982 lo Sci Cai Valtrompia e lo Sci Club Pezzoro, soprattutto per merito di Bruno Contrini, rilanciano la Guglielmo-Pontogna sotto il nome "El Discesù-Memorial Aldo Contrini-Vico Bernardelli", gara libera nazionale di slalom gigante dalla cima del Guglielmo a Pezzoro (1000 m di dislivello, 6 km di discesa, 110 porte), che viene ripetuta con successo nel 1984, nel 1986 e nel 1987, non disputata nel 1983 e '85 per avverse condizioni atmosferiche. La gara fu affiancata nel 1985 e poi sostituita dalla "Rampegada" (v.). Il CSI Valcamonica organizza un circuito provinciale. Nei primi anni Ottanta queste erano le stazioni sciistiche bresciane: Ponte di Legno-Tonale (da 1258 a 3013 m, 23 piste, 31 impianti) ; Temù-Monte Calvo (da 1150 a 2280 m, 5 piste, 3 impianti); S. Pietro Aprica di Corteno Golgi (da 1175 a 2045 m, 8 piste, 6 impianti); Collio-Pezzeda e Passo del Maniva (da 850 a 1900 m, 10 piste, 18 impianti); S. Colombano, Piani di Vaghezza, Montecampione (da 1200 a 1950 m, 22 piste., 13 impianti), Gaver di Bagolino (da 1500 a 2100 m, 6 piste, 5 impianti), Borno-Altissimo (da 900 a 1780 m, 9 piste, 6 impianti), Val Palot (3 piste, 2 impianti). In declino da anni la Pontogna e Pezzoro che, tra i primi paesi a dotarsi di impianti di risalita, non è stato poi in grado di svilupparli e migliorarli. Fra le società bresciane che primeggiano alla fine degli anni Settanta per attività giovanile, agonistica e organizzativa vi è la O.S.NOI Sarezzo, seguita dallo S.C.Darfo, S.C.Collio, S.C. Ponte di Legno. È un fiorire di Sci Club anche nella provincia, che si aggiungono a quelli già attivi da anni: Desenzano (1965), Maderno e Breno (1971), Caino e Padenghe (1976), Rovato (1977), Pol.Vighenzi di Padenghe e Ski Team 79 di Rezzato (1979), Carcina, Nave, Toscolano, Cevo (1986), Franciacorta (1987), Valsabbia (1993, a Bagolino), Valtenesi (1993) che raccoglie gli appassionati di 7 comuni, varie sottosezioni del Cai di Brescia, ecc. Capoluogo e provincia nel 1983 avevano 94 Sci Club affiliati alla Fisi.
Nel 1981 viene inaugurato il nuovo complesso di seggiovie Ponte-Valbione-Valbione-Casola, è resa più accessibile la pista "nera" del Paradiso e viene allestita la pista del Pegrà che collega con gli sci il Tonale a Ponte. In Val Trompia, nell'inverno 1980-81, viene inaugurata la nuova sciovia "Mattina" all'Alpe Pezzeda e vengono potenziati gli impianti in Pezzeda e al Maniva dalla "Spa Tre Valli", società formata dagli enti pubblici con capofila le tre comunità montane della Val Trompia, Camonica e Sabbia. All'inizio degli anni Novanta vi sono progetti di rilancio della Val Trompia con la realizzazione di una funivia che colleghi Pezzoro alla Pontogna ed un reticolato di skilift ai piedi del Guglielmo. Annate di scarse precipitazioni nevose o addirittura senza neve rischiano di mettere in ginocchio l'economia dei paesi che traggono le loro maggiori risorse dal turismo invernale. Per assicurarsi la neve al di là dei capricci del tempo nel 1982 a Ponte la SIT predispone il primo impianto per la produzione artificiale di neve. Via via tutte le stazioni invernali si dotano di impianti di innevamento programmato. Tutto questo movimento e questo fervore di iniziative si sono concretizzati nel settore agonistico con l'espressione nello sci alpino di atleti bresciani di altissimo livello. Partecipano con la nazionale italiana a più edizioni della Coppa del Mondo: lo slalomista Ivano Edalini di Collio, vincitore in Coppa a Campiglio, poi tecnico federale, allenatore della squadra nazionale B nel 2000; il discesista Alberto Ghidoni, di Collio, campione italiano assoluto di discesa libera nel 1985, con numerose partecipazioni in Coppa e dal 1995 allenatore responsabile di discesa libera e super G della nazionale italiana; lo slalomista Giglio Tomasi, campione italiano assoluto 1987 e con partecipazioni in Coppa; il discesista Luca Cattaneo, di Pontagna, campione italiano di discesa libera 1996 ed ora in Coppa del mondo; e poi Florindo Tomasi, discesista, Christian Pedretti, Nicoletta Merighetti, Elena Tagliabue, che gareggia in coppa Europa, Elena Bresciani. Tra le giovanissime "promesse" le sorelle Fanchini, Elena, Nadia, Sabrina. Il camuno Pietro Albertelli realizza negli anni Settanta grandi imprese nel KL (kilometro lanciato) conquistando anche il titolo di campione del mondo. Nello sci disabili emergono: Piera Loda del G.S. Brixia, campionessa italiana 2001 in gigante, slalom, Super G, e Gigi Bertanza, campione italiano Super G nel 2001 e con ottime prestazioni anche in Coppa Europa.
Tra le iniziative di rilievo degli anni Novanta vi è la "Coppa delle Alpi" detta il "Gigantissimo", trittico di prove a partecipazione straniera, organizzata da Ponte di Legno con Foppolo e Madesimo e soprattutto la "Settimana dello sci bresciano-Memorial Amati" organizzata a Borno dal 1990, con tutte le specialità e per sciatori di ogni età, che è attualmente la più importante manifestazione dello sci bresciano. Nel 1996, ad iniziativa della Regione Lombardia si svolgono corsi di specializzazione per maestri di sci, con istruttore il maestro scelto Francesco Gheza, per l'insegnamento dello sci ai disabili e vengono istituiti a Ponte di Legno corsi speciali di sci per handicappati; a Montecampione si disputa la II edizione della gara di "Essere bambino", associazione che si occupa dei piccoli sieropositivi. Si affermano nuove discipline con gli sci come lo skistyle (sci spettacolare), il carving.
Tra i dirigenti bresciani del mondo dello sci: Bruno Amati, che fu dirigente del Comitato Alpi Centrali responsabile del salto; Rino Torcoli, di Lumezzane, fondatore dell'O.S. Noi Sarezzo (v. Sci Club), per un ventennio nel mondo dirigenziale dello sci nazionale e responsabile tecnico delle squadre femminili del Comitato Alpi Centrali nel 1972; il figlio Giancarlo nel 1988 allenava la squadra nazionale "probabili"; Francesco Gheza, rappresentante e coordinatore dei maestri di sci nella FISI; Franco Zecchini (S.C. KL Gussago), Luciano Belotti (S.C. Borno), Rino Torcoli (S.C. Collio) e Dario Bazzolini (Club 90 Montecampione) dal gennaio 2001 fanno parte del Consiglio del Comitato Alpi Centrali della FISI. Il giornalista bresciano d'adozione Mino Pezzi (v.), appassionato sciatore e autore di gustose cronache sciatorie, fu più volte campione italiano di fondo fra i giornalisti. Nel luglio 1999 a Temù è stata allestita una mostra sugli "Alpini skiatori nella Grande Guerra sull'Adamello".
Nel 2000 lo sci è tra le discipline sportive più praticate nel Bresciano. Il comprensorio sciistico della provincia è dotato di 74 impianti di risalita (1 funivia, 28 seggiovie, 44 skilift, di cui 10 tra baby e manovie, e 1 slittinovia, impianti in buona parte recentemente rinnovati e ampliata la portata/ora) per complessivi 260 km di piste da discesa e 45 km da tracciati del fondo. Tutte le stazioni sono dotate di impianti di innevamento artificiale. Circa 500 le persone impegnate di cui 250 maestri di sci tra stabili e saltuari, appartenenti a 7 scuole.
Stazioni sciistiche:
PONTE DI LEGNO-TONALE-PRESENA - gestita dal Consorzio Adamello Ski (raggruppa 4 società: Sit, Sinval (bresciane), Carosello e Paradiso (trentine), ha 80 km di piste di sci alpino, 29 impianti di risalita, capacità di trasporto di 32.000 persone/ ora;
BORNO - gestita dalla Società Funivia Boario Terme-Borno spa (29 km di piste sci alpino, 8 impianti, 8000 persone/ora);
MONTECAMPIONE - gestita dalla Alpiaz spa (80 km di piste sci alpino, 14 impianti, 18.000 persone/ora);
COLLIO (Alpe Pezzeda) - gestita da Idritalia (20 km di piste sci alpino, 6 impianti; nel 2000 sono stati chiusi tutti gli impianti);
MANIVA - gestita da Maniva srl (20 km piste sci alpino, 7 impianti);
GAVER e VALLE DORIZZO - gestite da S.A.T., Società Attrezzature Turistiche (25 km di piste sci alpino, 7 impianti);
VAL PALOT-PASSABOCCHE, (2 impianti);
CORTENO GOLGI - gestita da Scais (1 skilift a S.Pietro di Corteno Golgi utilizzato dagli ospiti di una colonia del posto).
Pontedilegno-Tonale-Presena e Montecampione sono i 4/5 del movimento sciistico bresciano. Nel 1996 nel bresciano vi erano 85 società sciistiche affiliate alla FISI di cui 14 in Brescia e 71 in provincia, con 2350 agonisti, 4444 amatori, 815 dirigenti per un totale di 7609 persone.
SCUOLE DI SCI. Le scuole di sci anche per diverse specialità si diffusero soprattutto negli anni Trenta. Nell'estate del 1932 la sezione del CAI di Brescia aprì la Scuola Estiva di sci "Adamello" (o della Lobbia Alta), con corsi tenuti secondo il sistema Artberg e con sede al Rifugio "Ai Caduti dell'Adamello" alla Lobbia Alta, a quota 3040, che trovò subito grande accoglienza anche in campo nazionale. I corsi vennero affidati dapprima al tedesco Kielberg, poi dal luglio 1933 al tirolese Hans Falkner e, in seguito, a Giovanni Faustinelli. La scuola ha cessato l'attività nel 1986-87 per il ritirarsi del ghiacciaio e soprattutto per lo smantellamento della teleferica, utilizzata anche per trasportare bagagli e sci, che collegava il rifugio Bedole al rifugio alla Lobbia.
Al Maniva nel dicembre 1933 iniziava alla Capanna Maniva corsi di sci il celebre sciatore e allenatore federale Leo Gasperl e, come è stato scritto, "vi si intrattenne a lungo, infondendo nei giovani bresciani gli elementi di quella nuova tecnica che tanta strada doveva fare". All'inizio della stagione invernale 1934-'35 venne costruito il "Baracchino Dasdana", prezioso riparo per un po' di riposo nelle giornate più fredde.
Anche la "Ugolini" iniziò in quegli anni una scuola di sci che ebbe notevole sviluppo. Scuole di sci sorsero via via in tutte le stazioni sciistiche.
Nel 2000 nel Bresciano vi sono 7 scuole di sci, con circa 250 maestri tra stabili e saltuari:
BORNO: fondata nel 1974 ad iniziativa di Pietro Magnolini e Sandro Federici della Scuola di sci Pontedilegno-Tonale. Ha un organico di 15 maestri e 10 collaboratori stagionali ed è diretta da Guglielmo Arici di Borno. CASTELLACCIO: avviata nel 1994 a Ponte di Legno, con sede in viale Venezia, è diretta da Oder Tagliabue. MONTECAMPIONE: nata con la stazione invernale (fine anni Sessanta - inizio anni Settanta), i primi maestri provenivano dalle vicine valli bergamasche. Ora è scuola italiana di sci, ha un organico di cento maestri (è la più grossa della Lombardia) ed è diretta da Mimmo Zanini di Iseo. Ha sede: a quota 1200 ad Alpiaz-Montecampione in via Plan 78; a quota 1800 al condominio Le Baite. Dalla scuola sono usciti atleti come i fratelli Sergio, Norman, Thomas e Giancarlo Bergamelli.
PONTE DI LEGNO - TONALE: aperta nel 1937, è la prima scuola nazionale di sci. Venne organizzata dallo Sci Club Pontedilegno con il patronato dello S.C.Milano. Ebbe come direttore il maestro Stefano Sertorelli, valtellinese, ed espresse atleti come Giacinto e Pierino Sertorelli, Luciano Zampatti, Andrea Bezzi, Silvio Cenini. Chiusa durante la guerra, venne riaperta nel 1946 ed ebbe tra i maestri FISI Fedele Cresseri, Silvio Cenini, Piero Pennacchio, Amelio Zampatti e soprattutto Giovanni Faustinelli, la migliore e più famosa guida alpina dell'Adamello. Attualmente è SCUOLA ITALIANA DI SCI E SNOWBOARD, ha un organico di 60 maestri ed è diretta da Adriano Cattaneo. Ha sede a Pontedilegno in Corso Milano 6 , al Tonale in via Case Sparse, e sede estiva al ghiacciaio Presena.
TONALE-PRESENA: fondata negli anni Ottanta, ha sede in via Nazionale al Passo del Tonale, è Scuola italiana di sci e snowboard, ha un organico di 40 maestri ed è diretta da Mario Panizza.
TREVALLI-COLLIO: aperta nel 1980, ha sede al Maniva, ha un organico di circa 50 maestri ed è diretta dal 1995 da Edoardo Lazzari di Bovegno.
TREVALLI-GAVER: aperta nel 1972 al Gaver, dal 1998 si chiama SCUOLA SCI GAVER. Ha sede in località Camprass. È diretta da Pier Luigi Carminati. Le tre scuole di Pontedilegno-Tonale sono aperte tutto l'anno potendo praticare lo sci estivo sul ghiacciaio del Presena.
Per le scuole di sci di fondo e sci alpinismo, v. Sci di fondo; Sci alpinismo.