SALERI
SALERI (Giovanni) Angelo
(Cimmo, 27 gennaio 1737 - Brozzo, 29 gennaio 1813). Di Angelo e di Domenica Saleri, di famiglia benestante. Pur impiegato fin da piccolo nella custodia del bestiame, potè imparare a leggere e scrivere. Pio fin dalla prima fanciullezza rivelò presto la vocazione al sacerdozio, studiando con difficoltà ma con tenacia presso una scuola privata, entrando sui sedici anni in Seminario dove ebbe illustri insegnanti ma soprattutto dove entrò in profonda amicizia con Giovanni Battista Bossini, celebre poi a Brescia come "el beat cüradì", amicizia che continuerà sempre viva in seguito; don Saleri ospitò G.B. Bossini a Brozzo nelle vacanze estive. Ordinato sacerdote nel 1761 fu coadiutore a Inzino, dove promosse nel 1762 la costruzione del campanile del Santuario della valle d'Inzino. Con don Bossini compì numerosi pellegrinaggi a santuari mariani. Già parroco a Brozzo provvederà la chiesa plebana di Inzino di un bell'altare a S. Luigi Gonzaga. Nominato il 28 giugno 1777 parroco di Brozzo vi diede esempi di grande pietà, zelo e di grandissima carità verso i poveri e nell'assistenza agli stessi, spendendo del suo largamente e privandosi del necessario. La sua carità divenne eroica nelle continue carestie che accompagnarono la fine della Repubblica Veneta e nei trambusti della rivoluzione giacobina agli inizi della quale Brozzo subì incendi e saccheggi compreso quello della chiesa parrocchiale da parte dei giacobini bresciani e delle truppe francesi ai primi di maggio del 1797. Morì in concetto di santità. Le esequie furono oltremodo solenni. Racconta il cronista Cominazzi che la cera acquistata "a collo" dopo il funerale non era diminuita nemmeno di un'oncia, per cui si gridò al miracolo. Molti altri miracoli gli vennero attribuiti. Al camposanto gli venne eretto un monumento.