RAGAZZONI Aldo

RAGAZZONI Aldo

(Brescia, 14 settembre 1914 - 19 dicembre 1979). Di Costantino e di Fedora Zorza. Scrittore, docente, pubblicista. Orfano di guerra dal 1918; alunno dell'Almo Collegio Universitario "Borromeo" di Pavia. Laureatosi a Pavia il 20.8.1936, con tesi premiata col premio dell'Università "Brichetti-Robecchi"; vincitore del concorso a cattedra d'Italiano, Latino, Storia nei Licei 1936/37 (4° graduat. naz.), ha insegnato come titolare sino al 1958 (presso l'Ist. Mag. "Gambara" e dal 1945 nel Liceo Class. "Arnaldo" di cui a lungo fu vicepreside), indi dal 1958 al 1976 è stato preside di ruolo in vari Licei, tra i quali il classico "Virgilio" di Mantova, l'Istituto Magistrale "Gambara" e il Liceo classico "Arnaldo" di Brescia, cui rinunciò nel 1976-77; fondò nel 1960-61 l'Istituto Magistrale di Breno, diretto sino al 1967 contemporaneamente al "Gambara" per decisione ministeriale. Già collaboratore del prof. M. Lenchantin de Gubernatis, preside di Lettere a Pavia, ha presieduto innumerevoli Commissioni esaminatrici nei Concorsi per insegnanti elementari e medi e di maturità in varie città italiane ed ha espletato numerosi incarichi ispettivi in Istituti medi statali e non statali; spesso membro di Commissioni universitarie per i concorsi al Collegio Universitario "Borromeo" di Pavia, dove fu per vari anni vicepresidente dell'Associazione nazionale dei Borromaici.


Ha collaborato come pubblicista, soprattutto quale critico letterario, teatrale, ecc. dal 1937 al Popolo di Brescia (pagina del Guf), dal 1946 a molti quotidiani e periodici italiani e stranieri e a riviste (tra cui "L'Italia", "Quaderni di Umanismo Cristiano" e "Annali del Borromeo" diretti da Cesare Angelini; "Problemi di Pedagogia", Roma; "Scuola Italiana moderna", Brescia; "Il dramma", Torino; "Cooperazione" Lugano; ecc.). È stato collaboratore fisso dal 1950 del "Giornale di Brescia" per rubriche scolastiche, linguistiche ("Il bel parlar gentile", "Lingua morta, lingua viva", apparse per vent'anni sul Giornale di Brescia), storiche, ecc. con firma, sigla A.R. e vari pseudonimi (Aristarco, Magister, Inspector, Quintiliano, Il cruscaio, Il Paleografo, ecc.), usati anche nei giornali e periodici di molte città (Cremona, Bergamo, Mantova, Como, Varese, Pavia, Verona, Trento, Piacenza, Novara, Bari, Cagliari, Genova, Palermo, ecc.). Membro di Commissioni nazionali per gli studi sulla riforma degli Istituti superiori (ramo classico) a Milano e a Roma (1960-62), è stato relatore in "tavole rotonde" sui problemi scolastici indette dal "Corriere della sera" e in convegni nazionali dell'Opera Montessori, nonché in convegni su "Scuola e teatro" presso il Centro Didattico nazionale di Firenze. Vicepresidente dal 1978 del "Rotary Club internazionale" di Brescia, dal 1954 rappresentandovi la categoria "Critica teatrale e letteraria", ha tenuto a Brescia e in altre città molte relazioni, collaborando spesso con articoli di critica storica, filologica, ecc. alla rivista nazionale "Realtà nuova" e dirigendo dal 1958 il periodico del Club locale. Ha tenuto molte conferenze su invito di vari Enti culturali (a Brescia presso l'Ateneo, la "Dante Alighieri", l'Università Popolare) anche in sedi universitarie: si citano, ad esempio, la celebrazione ufficiale di Cesare Angelini a Pavia nel '78 per l'inaugurazione d'una lapide al grande scrittore, la rievocazione di Arnaldo da Brescia all'Ateneo nell'8° centenario della morte, ibidem la celebrazione del Foscolo nel 2° centenario della nascita e la conferenza su Gozzano e i Crepuscolari, nel quarantennale della morte del poeta, per il "Circolo di Cultura" di Brescia (nel quale fu membro del Consiglio di Presidenza dal 1948 al 1958). Fu fondatore del "Teatro Goliardico" di Brescia e regista, coadiuvato da Nella Berther, negli anni Cinquanta, dirigendo, tra l'altro, in "Prima assoluta nazionale" la commedia di I. Calvino "Così ce ne andremo" ("Sociale" di Brescia, 1950) e coregista, con M. Marioli, del Teatro sperimentale "Martinengo Villagana" di Brescia (1947-1950), nonché direttore di spettacoli classici (Plauto "La gomena", Terenzio "I due fratelli", regia di M. Mezzadri) nel "Teatro della Loggetta" a Brescia e a Pavia nel Collegio universitario "Ghislieri". Nel 1945 e nel '46 aveva diretto, collaborando ai testi e alle partiture musicali, riviste politiche-satiriche di Compagnie goliardiche in vari centri del Bresciano e di altre province fondate con intenti culturali e di rianimazione teatrica. Ha fatto parte della "Resistenza", ha militato tra i "Volontari della Libertà" e ha collaborato nelle pubblicazioni del CEDOC. È stato membro degli Atenei di Bergamo e di Brescia (nel Consiglio di Presidenza). È stato appassionato collezionista d'auto d'epoca partecipando anche a raduni e alla Mille Miglia storica. Già consulente della Società Editrice "La Scuola" per gli scrittori della Latinità e della Casa Editrice "Petrini" di Torino per la Collezione dei Classici latini, è stato socio dell'Associazione italiana di Cultura Classica (AICC). Autore di decine di volumi, si ricordano in particolare: Antologie di tutte le opere di Orazio Flacco (Paravia, Torino), di Livio, di Sallustio, di Virgilio (di cui anche il II libro dell'Eneide integrale), di Ovidio, di Cesare, di Cicerone, di Quintiliano, dei prosatori del Periodo argenteo, degli Scrittori Cristiani, di Tacito, di Seneca, di Lucrezio, di Catullo, degli Elegiaci, di Marziale, degli Umanisti italiani, dei Commediografi Plauto e Terenzio ("Aulularia" e "Adelphoe" integrali), oltre al XXX libro delle Storie di Livio, al "Pensiero politico di Cicerone" e a Grammatiche e Sintassi della lingua latina. Ha collaborato all'"Enciclopedia dello Spettacolo" di Silvio d'Amico (Roma) e ha diretto e pubblicato "Numeri unici" del liceo classico "Virgilio" di Mantova e dell'Istituto Magistrale "V. Gambara" di Brescia, nonché saggi su "Foscolo drammaturgo" (Commentari dell'Ateneo di Brescia), "La scienza etimologica" ("Realtà nuova", Milano), "I luoghi musicali bresciani" (Grafoediz.), "Il sistema Montessori e la Chiesa" (Roma), "Problemi della nuova scuola" (Mantova), ecc. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: "Arnaldo da Brescia nella tradizione storica" (Brescia, V. Gatti, 1937, pp. 175, in 8°), opera pubblicata sotto gli auspici dell'Ateneo di Brescia, Premio "Robecchi-Bricchetti", 1936, della Regia Università di Pavia; "Il libro XXX delle storie di Tito Livio" (Brescia, La Scuola, 1947, II ed. 1963); "Satirae et epistulae" di Orazio (Torino, Paravia, 1949); "Grammatica latina per la scuola media" (Brescia, La Scuola, 1950-51, scritta con M. Lenchantin de Gubernatis, in più edizioni); "Somnium Scipionis" di Cicerone (Torino, Paravia, 1951); "Sintassi latina" (Brescia, La Scuola, 1952, in più edizioni); "Otia laeta" (Brescia, La Scuola, 1955, scritto con Lenchantin de Gubernatis); "Humanitas ac doctrina", "Res Quiritium", "Splendida aetas", "Res Maiorum" antologie per gli istituti superiori; "Optimum rei publicae genus" antologia ciceronica del pensiero politico (Torino, Paravia, 1960); "Arma virumque", antologia dell'Eneide di Virgilio (Torino, ed. Petrini, tip. Bona, 1967); "Alea jacta", antologia delle opere di Giulio Cesare (Torino, ed. Petrini, tip. Bona, 1968); "Fabulosum carmen", antologia delle Metamorfosi di Ovidio (Torino, ed. Petrini, tip. Bona, 1968); "Latinum eloquium" (Brescia, La Scuola, 1968); Sallustii Flores" (Torino, Petrini, 1968); "Agmina et carmina", antologia di Cesare, Catullo, Tibullo, Properzio, Ovidio e Marziale (Torino, G.B. Petrini, 1969); "Ingenia et artes", antologia di prosatori latini (Torino, Petrini, 1969); "Institutiones oratoriae loci selecti" (Ed. La Scuola, 1969, II ed. 1971); "Maiorum eloquium" (Brescia, ed. La Scuola, 1974, scritto con Angelo Bellini). Tra i suoi scritti: "La riforma della scuola: un'araba fenice", Rotary Club di Brescia, bollettino 1-2, II° semestre 1970, pp. 10-11. "Ricordo di don Stefano Pebejani" in "Antifascismo, resistenza e clero bresciano", Brescia, Centro di documentazione, 1985. "Foscolo drammaturgo", nei "Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1978. Presso la famiglia sono conservate alcune poesie inedite.