QUARENA Giovanni
QUARENA Giovanni
(Gavardo, 14 gennaio 1852 - 19 gennaio 1926). Figlio di Girolamo, possidente, distintosi nella conduzione della cosa pubblica, risultando il secondo eletto per numero di voti alle prime elezioni amministrative svoltesi a Gavardo nel gennaio 1860 e nominato, poi, primo assessore dal neo-insediato Consiglio comunale. Laureatosi in ingegneria civile e industriale al Politecnico di Zurigo lavora nei primi tempi in Svizzera e si specializza fra i primi in elettrotecnica. Assunto come funzionario dell'Ufficio tecnico provinciale di Brescia è subito attivo nello sviluppo dei trasporti nella provincia di Brescia. Nel 1887 disegna la linea tranviaria Tormini-Salò, nel novembre 1903 presenta una relazione per la ferrovia Brescia-Rezzato-Vestone-Trento. L'anno seguente è tra i protagonisti del riscatto della ferrovia Rezzato-Vobarno. Ma è considerato soprattutto fra i più attivi promotori dell'energia elettrica in provincia di Brescia. Nel 1892 costruiva in località Banale, con le acque del Barbarano la prima officina elettrica della provincia di Brescia. Nel 1894 fondò con capitale locale la Società di Gavardo per l'illuminazione elettrica con centrale a Muscoline. Nel 1899 costruiva nella forra del fiume Toscolano la stazione di Covoli. I vari impianti costruiti dalla Soc. Elettr. Salò-Gardone Riviera vengono, su sua iniziativa, collegati nel 1899 dal più lungo trasporto di energia elettrica che esistesse al momento in Italia. Altro impianto costruisce a Bagolino. Inoltre è tra i promotori e presidente del Consorzio degli utenti industriali del fiume Chiese, presidente della Fabbrica Concimi di Viadana (Bs). Promuove inoltre la Cooperativa telefonica del Garda che fu la prima rete telefonica della provincia dà impulso alla realizzazione delle strade Cunettone-Tormini e Salò-Tormini e alla tramvia Cunettone-Tormini. Nel 1906 realizza l'impianto d'acqua potabile di Livemmo. Nel frattempo è impegnato in campo civile e politico. Nel 1883 è tra i fondatori e poi presidente dell'asilo infantile; è tra i promotori della Società del Tiro a segno (gennaio 1894); della Cassa Cooperativa di prestiti; della Banca Cooperativa; nel 1900 dell'associazione agricola "La Quadra" di Gavardo per promuovere lo sviluppo dell'agricoltura locale. Consigliere comunale di Gavardo dal dicembre 1885 ne è poi assessore e sindaco, inoltre consigliere ed assessore provinciale zanardelliano, in politica nell'ottobre 1892 contrappone la sua candidatura a quella di Pompeo Molmenti nel Collegio di Salò e vince il 6 novembre le elezioni con 3.499 voti contro i 2.848 di Molmenti. Eletto deputato rimane in Parlamento per tutta la XIII Legislatura e viene sconfitto poi nel 1895 da Pompeo Molmenti. In Parlamento presenta interpellanze e interrogazioni sull'alpeggio, sul passaggio del bestiame nel Trentino, sulla stazione e la fonte "Boiola" di Desenzano, sulle "correnti elettriche a scopo di illuminazione". Nel 1919 è membro della presidenza dei Comuni bresciani. Nel 1920-1922 è sindaco supplente e nel 1925 vicepresidente del Credito Agrario Bresciano. È inoltre membro della Commissione del Consorzio antifilosserico bresciano (1920-1925) e membro di molte altre commissioni. A lungo, come s'è detto, consigliere comunale di Gavardo e poi sindaco nell'agosto 1924 venne eletto sindaco anche di Bedizzole, dimettendosi per l'impossibilità di reggere le due amministrazioni, e accostandosi alla fine al fascismo. Con testamento in data 17 dicembre 1925 registrato dal notaio F. Zane di Salò, oltre a vari legati fra i quali cospicuo quello all'Asilo Infantile di Gavardo che a lui per ciò ora si intitola, istituì una Fondazione a cui dispose di un lascito del valore di Lire 1.019.621 costituito da terreni e case siti in Bedizzole allo scopo di istituire coi redditi relativi, delle borse di studio in favore di giovani bisognosi e meritevoli di Gavardo e Bedizzole. La Fondazione che a lui si intitola venne eretta in Ente Morale con R.D. in data 31 maggio 1928. Nel gennaio 1930 gli veniva dedicato nel cimitero di Gavardo un monumento costruito con marmi della ditta Lombardi e con un busto in bronzo di Giovanni Ester realizzato dalla fonderia Perani di Brescia. A Gavardo gli veniva inoltre dedicata la via principale del paese (già delle Fratte).