QUARANTA
QUARANTA (De Quarantis)
Vengono ritenuti originari di Quinzanello e figurano nel "Libro d'oro" con un Toninus de Quarantis "dictus Bonello". Si erano resi benemeriti della patria «in tempore dirae obsidionis» del 1438 per la parte presa da un Quarantino Quaranta alla difesa della città contro i Visconti. «Messer Francesco Quaranta - riferisce il Nassino - hebbe lo palio d'oro al tempo che la Rezina de Cipri vene in Bressa, che fo de l'anno 1497, et fo tolto a lui la mità del ditto palio guadignato in piaza a la giustra, et visto questo tolse l'altra mità et la tachò a la cova del cavallo, et la tirava dreto, et visto questo fo bandito de terre et lochi veneti, et lui andò a Rodi, et per li boni deportamenti fo fatto Cavalier de Rodi, et poi col tempo fo liberato». Un nipote di Francesco, Annibale (n. nel 1500) fu "homo d'arme" del principe Camillo Orsini. Un Giovanni Battista Quaranta di Quinzanello, chiamato il Cieco fu fornaciaio in Roma nel sec. XVI. Sposato nel 1556 con una bresciana Flora detta Fiorina de Alpinis, si trovò in gravi difficoltà economiche per cui si erano mossi in suo favore la moglie e alcuni bresciani. La famiglia che nel '600 aveva ancora qualche bene in Quinzanello era già estinta prima del 1684. Ebbe come stemma «Partito: di rosso e d'argento, con una X e una L maiuscole dell'uno sull'altro». Una famiglia Quaranta si diffuse a Visano e a Calvisano nella quale si distinsero farmacisti (come Angelo, Ettore (v.), avvocati come Giuseppe Clemente (17 agosto 1875 - 14 luglio 1929) che affrontò un viaggio in America per trattarvi una vertenza, Giuseppe (n. 17 agosto 1875 decorato al merito di guerra nella I guerra mondiale), Virginia insegnante per 40 anni.