QUAI
QUAI (büs, büsa, buco del)
Caverna in località Covelo d'Iseo, poco distante dalla strada Iseo-Pilzone. Si trova ai piedi di una rupe sulla quale G. Rosa scrisse di aver trovato frammenti di laterizi romani e di altra epoca; vi venne individuata anche una rocca degli Oldofredi. G. Rosa fa derivare il nome dal greco "quar" grotta, dalla quale anche qual = conca per cui "qual". Quai e Covelo sono due voci indicanti sempre una caverna. Ad essa accenna fra Fulgenzio Rinaldi nei suoi "Monumenti historiali di Iseo" accennando a quella "protuberanza di monte, che già eminente si scorge sopra quella meravigliosa caverna detta del Quaglio". Frequentata fin dagli albori della speleologia, solo il 2 luglio 1953 tuttavia alcuni giovani riuscirono a penetrare al di là del secondo sifone e ad esplorare una galleria di 200 metri interrotta da un riempimento di sabbia e ghiaia. In seguito vennero scoperti altri tre sifoni oltre i quali si sviluppava un chilometro di gallerie talvolta spettacolari, come nella zona cosiddetta del Quadrivio, ricca di concrezioni a velo e a medusa. Dal Quadrivio si dipartono alcune gallerie. In una di esse (alta 5 m., larga dai 7 ai 12 m.) scorre il torrente del Quai. Si raggiunge poi una galleria superiore ed altri antri e cunicoli. Le morfologie presenti nella grotta sono tra le più diverse e meritano un accurato rilevamento di dettaglio.. si passa dai plastici di argilla, alle stalagmiti, dalla sabbia e fango, dalle forme di erosione più diverse alle vaschette con cristalli di calcite, alle concrezioni candide assai rare nel territorio bresciano. La popolazione del luogo raccontava dell'esistenza di costruzioni antiche e voleva che la Busa comunicasse inoltre con la Valtrompia. Inoltre una tradizione locale vuole che vi si radunassero i primi cristiani per sfuggire alle persecuzioni dei pagani. Nel 1874 G. Rosa attestava che l'inglese Forsyth Mayor e l'italiano Spreafico vi avevano trovato "frammenti di stoviglie grossolane ed ossa spezzate per estrarne le midolla". Saggi di scavo compiuti nel 1885 e in altri tempi portarono alla luce materiali ceramici, metallici ed ossei relativi ad insediamento databile tra il Bronzo medio e la seconda età del Ferro; ed anche materiali d'epoca altomedievale, conservati presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia. Materiali ceramici riferibili all'età del Bronzo (conservati nello stesso Museo) vennero rinvenuti in saggi di scavo esperiti nel 1968-1970 in grotte sotto il Buco del Quai. Nel 1974 venne lanciata l'idea di creare un parco. Iniziative per la valorizzazione vennero sollecitate dal 1976 dall'Azienda di soggiorno di Iseo. Nel 1977 sopra la Buca, che venne anche battezzata per le sue caratteristiche "Piccola Grignetta", il CAI di Brescia aprì una palestra di roccia particolarmente frequentata. Dal 1990 si tiene ogni anno una manifestazione di tecnica alpinistica e speleologica organizzata dalla Sottosezione del CAI di Iseo. Dal 1995 vi si tiene il Trofeo Zanardini di arrampicata sportiva.