PRATO Elisabetta

PRATO Elisabetta

(Brescia, 1496 - luglio 1580). Proveniente da una famiglia di calderai, entrata poi a far parte dell'alta borghesia cittadina, fu esponente della Riforma cattolica a Brescia. Nel 1517 a 21 anni era già sposa a Giovanni Paolo da Prato e abitava nella seconda quadra di S. Giovanni. Nel 1538 era vedova. Secondo ricerche compiute da Tarolli potrebbe essere stata una Bargnani qd. Vincenzo, che compare in polizze d'estimo nel 1548 e nel 1568. Discepola carissima di S. Angela Merici, fu poi sua assistente e poi madre della Compagnia di S. Orsola. Avrebbe, secondo alcuni studiosi, collaborato a stendere con p. Usupino i regolamenti della compagnia. Avendo casa in piazza del Duomo sui terrapieni delle antiche mura romane di fronte al Duomo stesso offrì a S. Angela di stabilirvi un luogo d'incontro per le sue prime discepole in un vasto locale che passò poi sotto il nome di «oratorio di Isabetta Prato». Coadiuvando la contessa Laura Gambara si dedicò a raccogliere dal 1530 convertite e orfane, che più tardi verranno raccolte nel "pio luogo" che si sarebbe chiamato «della Carità». Tali giovani, intanto, vennero ospitate in una casa del conte Leonardo Martinengo dirimpetto al Duomo Nuovo presa all'uopo in affitto e al «Governo» della quale vennero preposte Elisabetta Prato e Damisella de Rossi. Direttrice dell'Orfanotrofio "della Pietà", vi istituì vita comunitaria delle educatrici e tale idea dovette portare nella Compagnia di S. Orsola patrocinando l'uso della cintura ed altre innovazioni più orientate verso regole più vicine alla vita conventuale. Nel 1555 fu nelle elezioni della Compagnia in ballottaggio con Veronica Buzzi e nel 1572 venne eletta madre generale della Compagnia, al cui governo rimase fino alla morte (luglio 1580).