PIARDI Andrea
PIARDI Andrea
(Pezzaze, 8 agosto 1889 - Bovegno, 26 maggio 1970). Da ragazzo frequenta la Scuola d'Arte "Moretto", a Brescia, dove è allievo, tra gli altri, del prof. Chimeri, il quale, già durante gli anni della scuola, si avvale spesso della sua collaborazione, specialmente per la decorazione di edifici sacri. Nel 1908 si diploma presso la suddetta scuola, con menzione onorevole. L'anno successivo parte militare e milita nel corpo degli alpini fino al 1911. Terminato il servizio di leva viene inviato sul fronte libico: in Libia avrà occasione di realizzare il ritratto del suo colonnello, Cantore, il futuro generale. Dopo la guerra in Libia, partecipa alla prima guerra mondiale, nel corso della quale rimane ferito due volte. Tornato dalla guerra, riprende la sua attività come decoratore sia di interni che di esterni (tecnica a graffito) soprattutto a Gardone V.T., senza trascurare la pittura di cavalletto: sono di quegli anni numerosi ritratti, specialmente di familiari e paesaggi. Nel 1911 dipinge la tela di S. Giovanni B. nella chiesa omonima di Mondaro di Pezzaze; nel 1922 esegue affreschi nella chiesa di Lodrino; nel 1924 una tela raffigurante S. Filastrio nella sede della Banca Triumplina di S. Filastrio di Tavernole S.M.; nel 1929 affreschi nella sagrestia di Inzino. Negli anni Trenta decora la chiesa del convento delle suore di Bagolino, il coro della chiesa di Bovegno Piano, il Santuario della Stella di Gussago. Con il pittore Greppi restaura numerose pale d'altare, fra cui quella della parrocchiale di Inzino. Nel 1940 eseguiva restauri decorativi alla casa di riposo di Bagolino. Negli anni Cinquanta realizza il S. Antonio della chiesa di Piano in Bovegno. Nella sua produzione pittorica, rivolta prevalentemente a paesaggi della Val Trompia, una parentesi significativa è costituita dalla realizzazione di alcune marine, effettuate durante la sua permanenza a Maratea, in Basilicata, sul finire degli anni Cinquanta, dove si era recato in visita al figlio. Il prof. Mozzoni aveva più volte richiesto la sua collaborazione, anche per importanti lavori in Vaticano, ma la natura schiva e riservata del Piardi gli aveva sempre fatto rifiutare tali offerte. Ha lavorato alla decorazione di case specialmente in Valtrompia. Ha lasciato numerose opere di cavalletto, paesaggi e ritratti. Tra le opere più significative ricordiamo l'affascinante ritratto di Cesira del 1933, la suggestiva Nevicata ad Inzino, dipinta nel 1942, l'Inverno a Bovegno, con le vibrazioni caratteristiche dell'acqua del Mella, sotto lo sfondo delle montagne innevate dell'Alta Valtrompia, illuminate del sole al tramonto, il delicatissimo paesaggio con il ponte del Pilone verso il santuario di San Rocco, pure a Bovegno, il raffinato ritratto di Katy, nipote del pittore, l' illuminismo soffuso del Viatico a Mondaro, vari paesaggi dell'Alta Valtrompia. «Dotato, ha scritto Aldo Cibaldi, di una sensibilità nativa, alla giustezza del rapporto cromatico, lo troviamo sempre teso ad un approfondito registro dei valori di luce e d'ombra, delle riprese ritmiche, delle sonorità trattenute e delle pause di silenzio. Non appare direttamente riducibile ad una particolare tendenza del novecento, ma, lo si sente tuttavia sprovincializzato in quella vaga indeterminatezza di calendari da elegia lombarda. La pittura di Piardi è in verità un fatto di sillabazione sottile, di ascolto profondo dell'uomo e delle cose che rappresenta». Nell'agosto 1989 gli venne dedicata una mostra postuma a Gardone V.T. e Pezzaze.