PIANTA Pietro Antonio
PIANTA Pietro Antonio
Sec. XVIII. Tipografo di Treviso, dove corrispondeva alla Cassa Pubblica l'affitto di solo 260 ducati per il gelosissimo privilegio di Stampator Camerale. Nel 1753 si stabiliva, sempre in figura di stampatore camerale, in Brescia piantando con «tanto dispendio, una nuova casa, torchio e altri utensili necessari alla stamperia». L'affitto fissato dal Provveditore nel 1753 in 400 ducati, nel 1756 saliva a 711 ducati, somma, come egli segnalava in una supplica del 6 febbraio 1761 intesa a chiedere la concessione del privilegio di stampa vita natural durante, «di molto superiore ad ogni altra stamperia camerale di Terra Ferma, non meno che alla Dominante, a riserva di quella di Padova, dalla quale poco si allontana nella corrisponsione dell'affitto». A causa di ciò il Pianta dovrà nel 1763 chiudere o dedicare ad altra attività l'officina. Nel frattempo nel 1756 pubblica in società con Giuseppe Pasini "Statuti e Provisioni dell'Università de' Speziali, Droghieri, Confettieri e Mandolieri della Città di Brescia e suo Distretto" cui seguirono altre stampe pubbliche assieme ad altre opere di impegno e di valore quali le "Opere Volgari" e gli "Annali Genovesi" di Jacopo Bonfadio di cui ottenne dal Doge Francesco Loredano il 30 aprile 1758 il Privilegio che gli assicurava per dieci anni l'esclusiva della stampa e della vendita «tanto nella città di Brescia quanto in qualunque altro luogo dello Stato Veneto a condizione che il libro sia impresso in buona carta, perfetti caratteri, bel margine, e diligenti correzioni». Nel 1758 pubblicava inoltre le "Lettere famigliari" con altri componimenti dello stesso Bonfadio, dedicate all'abate di S. Faustino, Francesco Rota, con antiporta allegorica del veronese Sebastiano Lazari e del bresciano Francesco Zucchi. Dopo le opere del Bonfadio, il Pianta mise sotto i torchi il "Vocabolario BrescianoToscano" (1759), dedicato al Vescovo di Brescia Giovanni Molino; le "Rime di autori bresciani" di Carlo Roncalli; le "Lettere di Paolo Gagliardi" raccolte in due volumi dal Chiaramonti (1763), la "Vita di Pietro Aretino" di G.M. Mazzucchelli. Il Pianta stampò inoltre libri popolari illustrati quali i "Pronostici faceti, piacevoli e morali" col titolo "Il foriere del Reggimento de' Giovanni del buon gusto col Gobbo dalla casella" descritti da Trionfante Biadego ed illustrati da un umile editore e forse incisore Pietro Antonio Maccanelli (v.).