PIANCOGNO
PIANCOGNO (in dial. Piàcogn)
Comune della Bassa Valcamonica sulla destra del fiume Oglio. Sorge nel fondovalle lungo la statale del Tonale e sulle propaggini della destra dell'Oglio. È a 250 m. di alt., dista da Brescia km. 60. Ha una superficie complessiva di kmq. 12,95, comprende le frazioni di Pian di Borno (dove ha sede il Municipio), Cogno e l'Annunciata. Nel suo territorio sono comprese le parrocchie di Pian di Borno (S. Famiglia e S. Vittore) e Cogno (Annunciazione). La planimetria varia da m. 237 in località Zampagna, a m. 158 del Monte Guccione. La zona pianeggiante rappresenta solo il 19 per cento dell'intera superficie ma, fatta eccezione dell'Annunciata, su essa dal km. 78,30 al km. 82,10 della S.S. n. 42 sono scaglionati la gran maggioranza degli abitanti. Il 10 per cento del territorio è occupato da abitazioni e strade. Ad E confina col comune di Esine, parallelamente alla ferrovia che da Brescia sale a Edolo, a destra del fiume Oglio; a N confina col comune di Ossimo e di Borno, toccando, nel margine estremo occidentale, la piccola frazione di Paline; a S col comune di Angolo ed il comune di Darfo. Questa lunga fascia di terra e roccia viene attraversata da due torrenti che si gettano nell'Oglio: il primo è il torrente Davine, che nasce in località Mine e che attraversa l'abitato di Pian di Borno; il secondo è il torrente Trobiolo, che nasce sull'altipiano bornese e attraversa il centro di Cogno. L'abitato di Cogno si trova a N sempre in zona pianeggiante ma rinchiusa tra ripide pareti rocciose sul versante occidentale e il fiume Oglio a oriente; a S si stende su un'area piana e quasi ampia. L' Annunciata, invece, è situata a NO, a m. 700 di altitudine, in zona quasi impervia, ma panoramica. All'inizio degli anni Ottanta nei pressi dell'Annunciata Gianfausto Rivadossi di Borno rinvenne delle incisioni rupestri datate attorno al III sec. a.C. In una di esse compare la scritta "Vanius" che ricorda l'antica mitologica "Vannia", capitale della Valcamonica nel periodo preistorico. Il toponimo deriva dalla fusione dei nomi delle frazioni più importanti: Piano (con evidente significato di territorio piano del comune di Borno) e Cogno che viene fatto derivare dalla conformazione del territorio da "cuneus" cuneo. Il nome dell' Annunciata deriva dal convento costruito nel sec. XV. Voluto dal beato Amedeo Menez De Sylva, il convento è datato 1463 e ha pregevoli affreschi fra cui la vita di Gesù e la Passione attribuiti alla scuola del Da Cemmo. Località segnate in planimetria I.G.M.: Rocca, Colombera, Brune, Balestrini, Mandolini, Ribalda, Gobbia, Bertelli, Casa Santini.
ABITANTI (PIANCOGNESI): 1.265 nel 1861, 1.280 nel 1871, 1.346 nel 1881, 1.569 nel 1901, 2.338 nel 1911, 2.431 nel 1921, 2.803 nel 1931, 2.952 nel 1936, 3.415 nel 1951, 3.199 nel 1961, 3.164 nel 1971, 3.418 nel 1981, 3.717 nel 1987. Nello stemma, proposto dai ragazzi della scuola media e adottato nel 1992, vengono raffigurati un grappolo d'uva rievocante i vigneti di Lanzato, una ruota per richiamare la realtà industriale e una chiesa che richiama il convento e santuario dell'Annunciata. Il comune è l'ultimo costituito in Valcamonica, grazie al decreto del Presidente della Repubblica del 3 dicembre 1962, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio 1963, che coronava vive aspirazioni degli abitanti durante i secoli. Infatti fin dal 28 luglio 1756 gli abitanti di Piano e di Cogno, allora formati da 40 "fuochi" o casati oltre ai forestieri, per circa 300 abitanti, in vista della distanza, della asprezza dei viaggi, dell'abbandono, delle discriminazioni, delle incomprensioni di cui si ritenevano fatti segno, facevano istanza per essere separati da Borno al fine di regolarsi e dirigersi "separatamente". L'istanza era del resto il risultato di contrasti e dissapori antichi riguardo alla divisione di redditi, all'amministrazione di benefici ecclesiastici, che quelli di Piano ritenevano usurpati da quelli di Borno (v. Piamborno). L'istanza venne da quelli di Borno contrabbandata come operazione di pochi facinorosi capeggiati da certo Carlo Dabeni, trovando accoglienza nelle autorità bresciane. Gli abitanti di Piano e di Cogno ripiegarono nel 1770 sulla richiesta di una transazione che accantonò la richiesta di indipendenza in cambio di alcune concessioni che però non ebbero seguito. Accantonata per due secoli la domanda di separazione tornò alla ribalta negli anni '40 per iniziativa del segretario politico fascista di Cogno, Sperandio Marchesini, che prospettò per il nuovo comune quattro soluzioni: Cogno - Piamborno; Cogno - Ossimo; Cogno - Esine; Cogno - Borno. La prefettura consigliò la prima soluzione, ma le obiezioni di Borno e Ossimo e l'aggravarsi della guerra consigliarono di rimandare il problema a tempi migliori. Della separazione si continuò a parlare nel dopoguerra e i diversi punti di vista si accentuarono quando Pian di Borno e Cogno raggiunsero nel 1955 lo stesso numero di abitanti di Borno provocando dissapori tali da portare allo scioglimento nel 1958 dell'amministrazione comunale. Nominato commissario prefettizio, il dott. Publio Petroccia riprese gli antichi progetti di separazione. Il nuovo comune dopo un necessario periodo di rodaggio avviò la soluzione di gravi problemi rimasti insoluti come i servizi principali (acquedotto, fognature, viabilità). Nello stesso anno della nascita del comune nasceva la Fanfara della Valcamonica, nel 1967 veniva aggiunta una nuova ala alla Casa di riposo Rizzieri. Nel 1969 il nuovo comune allargava i suoi confini includendovi altri 70 mila mq. tra l'Oglio e la ferrovia già appartenenti a Esine. Nel 1969 venne edificato sulla piazza del Municipio il monumento ai caduti dovuto all'ing. Berdini di Breno e allo scultore Mantegari che ha eseguito la statua in bronzo.
Dal 1973 al 1978 vennero realizzati l'acquedotto comunale, la rete fognaria, la nuova scuola materna; venne compiuta l'acquisizione del Convitto Olcese per trasformarlo in asilo e scuole elementari, si provvide all'ampliamento dei tre cimiteri, inoltre venne costruita una malga in località "Mine". Seguirono negli anni '80 la costruzione delle scuole medie e di complessi edilizi economico-popolari. Nel 1983 venne avviata la realizzazione di impianti sportivi, fra i quali una grande palestra in località Vezzolini, interessanti altri quindici comuni. Avviato nel 1988 il palazzetto dello sport non venne tuttavia realizzato completamente. Nel 1987 veniva avviata la costruzione di una zona industriale capace di cinque capannoni. Impegnativa anche la soluzione della viabilità. Nel 1990 veniva avviato il problema del centro storico e migliorata la strada per l'Annunciata. Nel 1991 veniva presa in considerazione la proposta di creare una base eliportuale destinata all'atterraggio e al decollo di apparecchi antincendio. Nel 1994 nasceva la Pro Loco. Tra le iniziative di successo la Sagra di Montagna, la Sagra del vino e del formaggio (1985), la Fiera dei fiori (dal 1992) e la Fiera di Piancogno (dal 1992) dedicata all'agricoltura, al florovivaismo e all'artigianato camuno, e infine la Festa delle mele (1993). Nel 1995 veniva aperta la "strada del beato" in onore del B. Innocenzo da Berzo, da Cogno al Santuario dell' Annunciata. Lungo tale strada in località Piana di Pirla è in fase di realizzazione l' «Oasi del Beato», con panchine e gioco d'acqua ed un mosaico di due mq., composto di oltre 100.000 tessere di migliaia di tonalità di colore, raffigurante il Beato Innocenzo in grandezza naturale.
Piancogno ha dal 1986 una scuola per le Unità cinofile di soccorso; efficiente è anche il gruppo della Protezione Civile. Attive le Unioni Sportive di Piamborno e di Cogno con due giovani squadre di calcio, e lo Sci club Valcamonica fondato nel 1964. Nel 1984 veniva iniziata una scuola di addestramento al tennis per bambini, mentre nel 1991 veniva istituito il "Torneo Valcamonica" di tennis. Nel 1984 fece la sua comparsa l'ippica grazie al Circolo camuno amici del cavallo (CICAC) con campo ostacoli, cross e prove. Nel 1992 nasceva la Polisportiva per handicappati promossa dal Panathlon Club Valcamonica, dalla Polisportiva di Cividate e dall'A.N.F.F.A.S. Ancora attive le associazioni di pescatori.
PATRONI: per Pian Borno, San Vittore (8 maggio); per Cogno, San Filippo Neri (26 maggio); per l'Annunciata, il Perdon d'Assisi (2 agosto).
ECONOMIA: mentre Cogno con il Cotonificio Olcese diventò sempre più il polo industriale del comune di Piancogno anche oltre la crisi e la scomparsa dell'importante impresa, Pian di Borno, rimase fino agli anni '60 prevalentemente agricolo. Negli anni '60 e specialmente negli anni '70 fiorì l'edilizia relativa a strutture industriali ed artigianali e tale fatto ridusse l'agricoltura ad una seconda occupazione destinata a soddisfare il fabbisogno familiare. L'agricoltura sempre più ridotta sopravvive nella zona S per la fertilità del suolo e la possibilità di meccanizzazione. È qui attiva una stalla moderna collegata con il caseificio di Capodiponte, una cooperativa costituitasi nel 1981. Abbandonata è invece la viticoltura, vanto di Piancogno fino a qualche decennio fa e scomparsa l'azienda vinicola in località Lanzato che negli anni passati imbottigliava 500 mila bottiglie l'anno. Molti vigneti sono stati tagliati e sostituiti con la messa a dimora di pini e abeti. Il mercato a Piancogno si tiene il 15 e il 30 di ogni mese.