PIACENTINI Rinaldo o Rainaldo o Reginaldo

PIACENTINI Rinaldo o Rainaldo o Reginaldo

Sec. XVI. Di Salò. Figlio di Antonio, il cognome venne letto da qualcuno addirittura "Vaini". Data la sua patria di origine è probabile che il Piacentini abbia fatto parte del circolo spirituale di Salò raccolto attorno ai Bertazzolo, agli Scaino e agli Stella sotto il segno del Divino Amore, nel quale probabilmente conobbe anche S. Girolamo Miani. È certo che egli ne seguì le orme. Ordinato sacerdote, nello spirito delle Compagnie del Divino Amore, entrò poi nella Compagnia dei Servi dei Poveri (Somaschi) mettendosi a disposizione della obbedienza e delle opere che vi si svolgevano. Il suo nome è registrato fra i "novizi della Compagnia" in "Acta Congregationis" del 1557 e poi ancora nell'anno 1561. L'anno seguente, 1562, è registrato fra i sacerdoti già membri della Compagnia. Gli Atti del Capitolo dello stesso anno registrano una disposizione riguardo all'opera fondata in Genova da Ettore Vernazza e da sua figlia, cioè l'orfanotrofio di S. Giovanni Battista in cui i Somaschi operarono fin dal 1540. Nel 1562, probabilmente dopo aver esaminato una proposta di p. Piacentini che risiedeva in Genova a proposito degli Esposti di Genova, si decideva che gli si dessero tutti gli aiuti possibili. L'anno 1566 partecipò al Capitolo della Compagnia convocato nell'orfanotrofio di Trivulzio vicino a Milano. Quando la Compagnia fu elevata da Pio V a Ordine religioso, con bolla del 6 dicembre 1568, p. Rinaldo Piacentini da Salò si aggregò formalmente all'Ordine, e fu tra i primi sei religiosi che emisero la professione religiosa di voti solenni il 28 aprile 1569 in S. Martino di Milano in mano di mons. Gambara, vescovo di Tortona delegato pontificio. P. Piacentini diresse per vari anni l'orfanotrofio di Genova a cui diede l'impostazione secondo i principi educativi della Congregazione a cui apparteneva. Il 14 agosto 1567 a nome del p. Generale Scotti, in qualità di Procuratore, stipulò un contratto con i protettori dell'orfanotrofio per ottenere formale ingresso della Congregazione, come tale, nell'Ospedale dei Poveri Figli Orfani "ad usum regimen et administrationem perpetuam" dove è descritta la forma di governo e di istruzione data dal Rettore Piacentini agli orfani. Quando il Senato eresse l'orfanotrofio in Ente morale il 22 aprile 1580, restringendo il campo di azione dei Somaschi e prendendo l'istituto sotto la sua "speciale protezione", i Somaschi furono sostituiti dai Preti Secolari. Per potersi assicurare su questo punto, onde poter continuare il loro ministero nell'orfanotrofio i Somaschi, tramite p. Piacentini, accettarono il governo della Parrocchia della Maddalena, il cui fabbricato con le casette annesse venne loro concesso con bolla pontificia, del luglio 1576, dietro sollecitazione dell'Arcivescovo. I Teatini che sono religiosamente fratelli dei Somaschi, e che stavano alla Maddalena, cedettero loro la detta Chiesa come "Congregatio ad curam orphanorum deputata", ed essi si ritirarono in S. Siro. Il 5 ottobre 1576 p. Rinaldo Piacentini a nome del p. Generale prese formale possesso della Chiesa e della Canonica, e subito ne cominciò la ricostruzione sia dell'uno come dell'altro, dando inizio ad un lavoro che durerà quasi un secolo. P. Piacentini fu il primo Preposito della Casa della Maddalena di Genova e nel medesimo tempo assisteva spiritualmente anche gli orfani dell'istituto di S. Giovanni Battista. Era stato eletto Definitore del Capitolo Generale nell'anno 1572 e riconfermato nell'anno 1573 nel Capitolo Generale che si tenne in S. Giovanni Battista di Genova. Il suo nome è registrato per l'ultima volta tra i Definitori del Capitolo Generale nel 1579. Morì, forse, poco dopo e con la sua morte forse cessò anche la presenza dei Somaschi nell'orfanotrofio.