PALLAVERI Daniele

PALLAVERI Daniele

(Brescia, 24 marzo 1830 - 20 novembre 1899). Di Giovanni e di Lelia Tempini. Gemello di don Angelo (v.). Appassionatosi agli studi, superò, da autodidatta, in non molti mesi i corsi di ginnasio e di liceo. Nel 1849 combattè sulle barricate nelle Dieci Giornate di Brescia. Visitata giovanissimo la Grecia se ne innamorò talmente che, tornato in Italia, a Venezia, si dedicò con passione allo studio della lingua e delle lettere greche, con l'aiuto del profugo greco Fillipidis, di Giovanni Veludos e del vescovo greco Benedetto Kralievich ai quali, a diciotto anni, dedicò alcuni versi greci in fronte ad una sua traduzione di Socrate. A Venezia conobbe anche Luigi Carrer del quale divenne amico e del quale scrisse. Per mezzo del Carrer entrò in amicizia con il concittadino Camillo Ugoni. Amicizia che allargò poi a Giuseppe Nicolini, Andrea Zambelli, Giulio ed Emilio Tipaldo, il Valaoriti, il Corones ed altri. Sfrattato dalla polizia austriaca, da Venezia, per un articolo pubblicato nell' "Adriatico" a ricordo del Carrer si recò a Padova dove si dedicò soprattutto agli studi di filosofia e dove diede un pubblico esame di greco che lo abilitò ad insegnare nel Ginnasio-Liceo di Capodistria. Ciò gli offrì l'occasione di visitare la Dalmazia, il Montenegro, Vienna, Dresda e Berlino. Dopo tre anni, ritornò a Padova per sostenere nuovi esami che gli concedessero la promozione definitiva all'insegnamento. Per l'occasione presentò due sue memorie: "Quale sia il carattere di Socrate risultante dalle opere di Platone e Senofonte", "Di che importanza sia, per bene conoscere e maneggiare la lingua italiana, lo studio del latino". Nel 1856 fu all'Università di Vienna per udirvi le lezioni del Bonitz per il greco e quelle del Grisar per il latino. Destinato professore titolare di greco al Liceo di Brescia, potè nel 1857 fare un viaggio in Toscana per trattare con l'editore Le Monnier di Firenze la pubblicazione degli scritti del Carrer e di Giuseppe Nicolini. Delle opere del Nicolini egli fu il primo e unico curatore ottocentesco. Entrò in amicizia con Atto Vanucci, Cirillo Monzani, Silvio Capponi e ebbe modo di conoscere Gino Capponi, Montanello, Thouar, Negro e Silvestro Centofanti. Nel 1860 veniva invitato da Domenico Berti ad assumere la direzione del giornale "La Monarchia Nazionale" ma poco tempo dopo per essere entrato in polemica con amministratori pubblici e funzionari ministeriali e per aver denunciato palesi ingiustizie, ebbe la carriera scolastica contrastata, sotto l'accusa di indisciplina. Ma non si arrese e nel 1868 pubblicò a Brescia una dura "Lettera al Ministro della Pubblica istruzione". Finalmente negli anni 80 ottenne la nomina al Liceo di Treviso. Insegnò anche nel Liceo di Savona e fu anche professore onorario dell'Università di Atene e membro onorario del sillogo del Parnaso (Atene). Poeta, teologo, scrittore, pubblicò molte opere. Coltivò anche la poesia ed alcuni suoi carmi e i versi alla "Vittoria" del Museo Romano ebbero successo. Commozione suscitò la poesia dedicata alla figlioletta Rubina mortagli nel 1883 e preposta alla sua traduzione e commento della XIV Olimpica di Pindaro (Savona 1886).


Numerosi i suoi lavori storici, critici ed apprezzate le sue traduzioni specie dal greco.


OPERE: "L'apologia di Socrate, scritta da Platone. Tradotta ed illustrata per D.P. dottore in filosofia" (Brescia, N. Romiglia, 1853); "L'antica egida" (Firenze, Le Monnier, 1860 e 1867, 40 pp.); "Le opere di Giuseppe Nicolini", raccolte e ordinate da D.P. (Ibidem, 2 voll. 1860-1861 in 8°); "Venezia e l'Oriente, Carme di D.P." (Brescia, Sentinella Bresciana, 1862); "Campoformio. Considerazioni di D.P." (Firenze, Le Monnier, 1864); "Andrea Zambelli" (Brescia, Apollonio 1866); "La morale e lo stato in Platone, ed Aristotele" (Brescia, Tip. Apollonio, 1865); "L'odierna Grecia" (Verona - Brescia, Tip. Apollonio, 1867, 235 pp.); "L'Oriente della Veneta Repubblica. Carme" (Brescia, Tip. della Sentinella Bresciana, 1867, 67 pp.); "Il Ministero della Pubblica Istruzione" (Brescia, Apollonio, 1868, 224 pp.); "Al ministro della Pubblica Istruzione, Lettera" (Brescia, Tip. Apollonio 1868, 77 pp.); "Greta, Sonetti" (Brescia, Tip. Apollonio, 1868, 184 pp.); "L'Istria. L'antica Egida. Carme" (Ibidem, 1869); "Una rimembranza a Luigi Carrer. Carme" (Brescia Apollonio, 1871, 31 pp.); "Luigi Carrer. Ricordo" (Brescia, Tip. F. Apollonio, 1871, 168 pp.); "Il concetto di libertà" (Brescia, Tip. Apollonio, 1872); "La Grecia e l'Italia nella questione del Laurion" (Ibidem, 1872, 136 pp.); "Amalfi" (Ibidem, 1875); "Prelezione ad un corso di letteratura greca" (Ibidem, 1876, 171 pp.); "Un tramonto. Carme" (Brescia, Apollonio, 1872, 1874, 1875, 24 pp.); "Pericle" (Ibidem, 1876, 526 pp.); "L'idea greca. Prelezione a un corso di letteratura greca" (Brescia, Tip. F. Apollonio, 1877, 170 pp.); "Prelezione a un corso di storia della filosofia" (Treviso, Tip. L. Zoppelli, 1879, 200 pp.); "I metafisici" (Ibidem 1879); "Pietro Zambelli" (Treviso, Zoppelli, 1882, 88 pp.); "Un viaggio a Roma. Considerazioni" (Brescia, Apollonio, 1883, 103 pp.); "Note di viaggio ad Ischia" (Ibidem 1883); "Il Critone o Del miglior modo di tradurre Platone" (Mantova, Mondovi, 1884, 57 pp.); "La XIV olimpica di Pindaro. Le Grazie" (Genova, Tip. Bertolotti e Isotta, 1884); "De Hectore et Apolline in Iliade" (Torino, Ermanno Loescher, 1886, 46 pp.); "La Vittoria nel museo di Brescia. Carme" (Pisa, Tip. Francesco Mariotti, 1887, 47 pp.); "La psicologia dei poemi omerici" (Ibidem, 1887); "Giordano Bruno" (Ibidem, 1888); "Ugo Foscolo" (Livorno, Vigo, 1892); "Ugo Foscolo in Brescia" (Venezia, Tip. Longhi e Montanari, 1892, 32 pp.); "Imprecazioni e benedizioni [Versi] .(Venezia, Tip. Longhi e Montanari, 1892, 109 pp.); "Il despotismo d'un partito liberale. Nota" (Ermanno Loescher, 1895, 46 pp.); "Pro tribunali" (Cremona, Tip. Sociale, 1895, VIII - 39 pp.); "Ad una stella [Versi] (Venezia Tip. succ. M. Fontana, 1896, 18 pp.); "Il bilancio di grazia e giustizia. Considerazioni" (Cremona, Tip. Sociale, 1896, 33 pp.); "Tre nuovi carmi. Rimpatrio. Alla mia fanciulla. Ad una stella" (Cremona, Tip. Sociale, 1897, 76 pp.); "Aldo" (Ibidem 1897); "A Giulia. Ricordi" (Cremona, Tip. Sociale, 1898, 122 pp.); "Liriche e satire" vol. I (Milano, Giacomo Pirola, 1912, 212 pp.). Lasciò inediti: "Monti e Foscolo, traduttori d'Omero"; "Demostene o della libertà della Grecia"; "La psicologia del codice penale"; "Varsavia. Versi"; "A Gianna. Versi"; "La Carnagora. Versi" ecc. Ha collaborato a giornali e riviste fra i quali "L'Alba", "La Liguria orientale" ecc.