PADRI di Sant'Antonio
PADRI di Sant'Antonio
Sacerdoti del clero secolare raccolti in Brescia, nel 1560, da don Angelo Paradisi con intenti di riforma religiosa e di apostolato popolare. Dopo aver tentato di unirsi ai primi gesuiti, consigliato da p. Francesco Cabrini, fondatore dei Padri della Pace, p. Paradisi con atto pubblico dell'11 febbraio 1560, raccolse, nella casa di S. Antonio, già dei Canonici regolari di S. Agostino di S. Antonio di Vienne (poi Cavallerizza di via Cairoli), concessa dall'Ospedale Maggiore, un gruppo di suoi aderenti in una convivenza comunitaria, sull'esempio della regola gesuitica. La piccola comunità si propose l'assistenza spirituale ai malati dell'ospedale, la cura della parrocchia di S. Maria Calchera e la direzione della compagnia della Dottrina cristiana, oltre la quotidiana officiatura della chiesa di S. Antonio. Le pratiche di pietà serali erano aperte anche ai secolari. Fra i primi aderenti vi furono: p. Lodovico Porcellaga (1523-1609), grande benefattore; p. Lodovico Arrivabene da Mantova (1522-88 c.), poi vicario generale a Brescia e a Mantova; p. Giulio Fè (1544-1610); p. Agostino Muzio (1554-75); p. Nicolò Serina (1495-1573); Lattanzio Maffei (1497-1570), padre del celebre scrittore gesuita Gian Pietro; p. G.B. Avogadro (1545-91); Alfonso Agazzari (1547-1602), poi primo rettore del Collegio inglese a Roma; Camillo Porcellaga (m. 1570). Dopo 7 anni di vita contrastata a conclusione di trattative condotte con p. Francesco Adorno, provinciale di Lombardia della Compagnia di Gesù, nel dicembre 1567 la piccola comunità si fuse con questa, avviando la prima residenza dei Gesuiti a Brescia.