ORNITOLOGIA

ORNITOLOGIA

Ramo della zoologia che si occupa degli uccelli. Ebbe il suo primo cultore in Italia in U. Aldrovandi che nel 1599 pubblicò un'opera dal titolo "Ornithologia", mentre P. Savi, autore della classica "Ornitologia toscana" (1827-1831), è considerato il fondatore dell'ornitologia italiana. I primi accenni a volatili esistenti nel Bresciano si trovano in una pubblicazione di Eugenio Raimondi dal titolo "Caccie delle fiere armate e disarmate e degli animali quadrupedi, volatili ed acquatici ecc.", stampato a Brescia nel 1621 e a Venezia nel 1630. Accenni agli uccelli bresciani si trovano nei "Curiosi trattenimenti... dei popoli camuni" di p. Gregorio di Valcamonica (1698), nel "Saggio di storia naturale bresciana" di Cristoforo Pilati (1769), nella "Memoria sulla Valcamonica" di Lodovico Capoferri (1808), in opere di autori veronesi e mantovani, fino al primo vero trattato dell'ornitologia nostrana incluso nei "Cenni inediti sull'Ornitologia lombarda" (del 1835) di Paolo Lanfossi che elenca 169 nomi di specie bresciane. Elenchi (161 specie) si trovano poi nel "Saggio di topografia statistico medica della provincia di Brescia" di W. Menis (1837). L'elenco di Giuseppe Balsamo-Crivelli in "Uccelli indigeni finora osservati in Lombardia" (pubblicato in: C. Cattaneo, "Notizie naturali e civili sulla Lombardia" del 1844), ampliava l'elenco del Lanfossi. Ma, oltre a studi parziali, bisogna giungere ai lavori di Eugenio Bettoni (con la "Storia naturale degli uccelli che nidificano in Lombardia" del 1865-1868 e con i "Prodromi della faunistica bresciana" del 1884) per la formulazione di un'ornitologia sempre più compiuta, alla quale concorre certamente anche il lavoro di Tommaso Salvadori che, nel 1872, cura il capitolo sugli "Uccelli", per la "Fauna d'Italia" dell'Editore Vallardi (1871-1874). Solidi contributi all'ornitologia bresciana sono venuti dal "Vocabolario bresciano ornitologico" di Giov.B. Zani del 1880. Argomento quello del vernacolo che verrà ripreso ed ampliato da Giovanni Carini nei suoi "Appunti per un vocabolario ornitologico bresciano", editi nel 1907 dalla Società di Storia Naturale "G. Ragazzoni" dell'Ateneo di Brescia. Allo studio si accompagnavano intanto le collezioni ornitologiche fra le quali importante fu quella di Luigi Erra di Verolanuova, professore all'istituto Peroni di Brescia e da lui presentata all'Esposizione Bresciana del 1857. Si deve allo stesso Erra un "Elenco della ornitofauna bresciana", pubblicato nel 1899 in appendice a "Commentari dell'Ateneo di Brescia", riordinato e accresciuto da Eugenio Bettoni. Notevole sviluppo all'ornitologia non solo bresciana venne dall'Osservatorio ornitologico del Garda (v.), fondato da Antonio Duse nel 1929, che si dedicò soprattutto al fenomeno della migrazione. Il Duse raccolse le sue osservazioni nell' "Avifauna benacense" (Mem. Ateneo di Salò, 1935 e 1936) che venne aggiornata ed ampliata nella riedizione del 1980, curata da Davide Cambi. Con il Duse condivise una viva passione ornitologica il conte Joska Maggi. Pubblicazioni sulla caccia, specie i numerosi articoli di giornale di G.P. Salvini, diedero ulteriore sviluppo alla conoscenza dell'argomento. Il Salvini fu anche autore di contributi scientifici quali, p. es. "L'avifauna nidificante nel Bresciano" (in: "Natura Bresciana", 1965 e 1966). Grossi contributi vennero dalla collezione Gnecchi-Ruscone, donata, unitamente alla preziosa biblioteca ornitologica, al Museo di Scienze naturali di Brescia e esposta nella mostra del luglio 1979. Mostre di ornitologia (o forse meglio di ornitofilia) si susseguono periodicamente nel Bresciano, sia in Città (come p. es. l'esposizione di canarini presso l'ex Cavallerizza, o di uccelli da richiamo in Castello), sia in varie località della Provincia, per lo più in occasione di sagre dedicate alla caccia. Molto attivi, sono, in tal senso, l'Associazione ornitologica "La Leonessa" di Brescia, e il Club ornitologico di Orzinuovi, fondato negli anni Cinquanta, che nel 1988 esponeva in una mostra ben 150 razze diverse di canarini. Gli studi ornitologici bresciani riprendono impulso grazie ai nuovi apporti dei giovani naturalisti del Gruppo Ricerche Avifauna che opera nell'ambito del Museo di Scienze naturali di Brescia. Nel 1973 Pierandrea Brichetti pubblica sulla "Rivista Italiana di Ornitologia" il catalogo ragionato "Gli uccelli del Bresciano"; successivamente, in collaborazione con Davide Cambi, dà alle stampe l' "Atlante degli uccelli nidificanti" e l' "Atlante degli uccelli svernanti" in provincia di Brescia, editi dal Museo come "Monografie di Natura Bresciana", rispettivamente nel 1985 e nel 1990. Parallelamente ad una produzione prettamente scientifica, l'ornitologia bresciana può contare anche su alcune rielaborazioni in chiave didattico-educativa. Allo scopo, Pierandrea Bricchetti riprende i dati pazientemente raccolti in decenni di ricerca e li ripropone all'attenzione dei non addetti ai lavori in agili manuali, sia tramite l'Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca dell'Amministrazione Provinciale di Brescia ("Uccelli del Bresciano. Guida ornitologica dell'avifauna bresciana", nel 1982), sia grazie alla collaborazione fra l'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune e l'Azienda dei Servizi Municipalizzati di Brescia ("Uccelli a Brescia. Guida all'identificazione dell'avifauna urbana", nel 1989). Anche l'editoria privata locale presta attenzione a questa branca della storia naturale; infatti l'Editoriale Ramperto, che già negli anni 1982 e '83 aveva curato la ristampa della "Storia naturale degli uccelli che nidificano in Lombardia" di Eugenio Bettoni (1865-68), nel 1987 dà alle stampe l' "Atlante degli uccelli delle Alpi italiane" di Pierandrea Brichetti e, nel 1990, pubblica l' "Atlante degli uccelli nidificanti in Lombardia (1983-1987)" frutto della "collaborazione appassionata" di ben 150 rilevatori, coordinati da Pierandrea Brichetti (per il Gruppo Ricerche Avifauna del Museo di Scienze naturali di Brescia) e da Mauro Fasola (per il Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Pavia).