ONDEI Emilio
ONDEI Emilio
(Castiglione delle Stiviere, 25 agosto 1907 - Brescia, 20 marzo 1986). Di Pasino Michele e di Licinia Levori. Nipote di Demetrio Ondei. Alunno del collegio Ghislieri, laureatosi in legge nel 1931 entrò nella magistratura come reggente la pretura di Gardone V.T.. Fu poi per circa quindici anni pretore a Lonato, dove ebbe modo di frequentare la Fondazione da Como dedicandosi, oltretutto, a studi storici ed umanistici. Come ha scritto Luigi Levi Sandri "fu uomo di cultura vastissima e di penetrante capacità critica" di cui era naturalmente dotato ma che aveva man mano affinato e quotidianamente perfezionato nello svolgimento dell'attività. Con grande coraggio e dirittura morale si oppose ad ogni violenza e soperchieria. Fin dall'ottobre del 1943 rifiutò ogni forma di giuramento alla R.S., pubblicando clandestinamente un opuscolo dal titolo: "La difesa del diritti", che creò contrasti. Nel febbraio 1944 prese l'iniziativa di scarcerare la madre di un renitente alla leva, arrestata, scrisse al procuratore generale di Brescia, "fuori di qualsiasi ipotesi di reato e fuori dei casi tassativi ed inestensibili previsti dalla legge di P.S.". E sulla lettera dello stesso procuratore che lo rimproverava annotò "A perpetua infamia!", ribadendo la sua posizione. Convocato nel marzo 1944 a Brescia presso il comando delle S.S., prese decisa posizione così che l'ufficiale che lo interrogò lo congedò con una stretta di mano. In seguito ordinò altre scarcerazioni. Si oppose, dando le dimissioni immediate, al trasferimento, nell'ottobre 1944, alla pretura di Como, provvedimento annullato dal ministro con l'offerta di un posto al tribunale di Mantova. Accettò, ma mantenne con fermezza le sue posizioni opponendosi nel febbraio 1945 alla scarcerazione di tre detenuti chiesta dal "capo della provincia" perchè "delinquenti comuni condannati". Dopo il 25 aprile 1945 prese decisa posizione contro nuovi eccessi commessi dalle nuove forze politiche. Ripreso l'incarico a Lonato, nel 1949 fu nominato consigliere di Corte d'Appello e, dal 1966, promosso presidente di sezione. Sostenne parecchie cause tra le quali quella sulla catastrofe di Superga nella quale era perita, nel 1949, la squadra di calcio del Torino. Sostenne aperte e decise polemiche fra le quali la più clamorosa quella con mons. Paolo Guerrini condannato per diffamazione nei riguardi del duumviro delle Dieci Giornate Carlo Cassola, che poi ebbe rimessa la querela per una dichiarazione da lui sottoscritta. Avendo mons. Guerrini criticato la sentenza ed attaccato il magistrato che aveva sostenuto l'accusa e ribadito le accuse al Cassola, il dr. Ondei intervenne con un opuscolo dal titolo "Le Dieci Giornate di Brescia in tribunale" (Brescia, Apollonio, 1954), esprimendo un severo giudizio sul prelato e rivendicando il peso della presenza mazziniana nell'insurrezione di Brescia. All'episodio Ondei dedicò due articoli sul "Giornale di Brescia", ma anche uno studio in "Giustizia penale" dal titolo "Diffamazione e critica storica" (IV, 1951) ed un volumetto intitolato: "Diritto di libertà. L'arte, la cronaca e la storiografia". Nel 1975, anche perchè deluso della situazione della giustizia in Italia, chiese di andare, dopo 44 anni di servizio, in pensione: vi andò il 3 febbraio col grado di presidente della Corte d'Appello. Ebbe riconoscimenti importanti fra cui il titolo onorario di primo presidente aggiunto della Corte di Cassazione. Continuò a studiare e a pubblicare scritti, collaborando anche a riviste e giornali. Accettò anche la presidenza della commissione di arbitrato nei licenziamenti dei dirigenti industriali. Come ha rilevato ancora Luigi Levi Sandri "la grande produzione sia giudiziaria che di varia umanità non impedì all'Ondei di essere presente in altre sempre nobili iniziative. Così quando in occasione del centenario degli storici scontri militari di S. Martino e Solferino, s'incominciò a parlare di un museo che ricordasse la nascita e gli sviluppi della Croce Rossa, Emilio Ondei si dedicò con tanto fervore alla realizzazione, nella sua Castiglione, di tale museo, che la Croce Rossa, ma non solo quella italiana, anche quella belga, gli assegnarono, ciascuna, una medaglia d'oro per i suoi altissimi meriti anche in questo campo". Nel settembre 1989 gli venne dedicata una sala della Fondazione "Ugo da Como" di Lonato, alla quale aveva lasciato la sua biblioteca. Vasta la sua produzione giuridica con opere di ampio respiro. Di esse Luigi Levi Sandri ha ricordato: la prima monografia su «Censura, critica e diffamazione nel nuovo Codice Penale», che risale al 1932; «Il soggetto attivo del reato»; «I diritti di libertà, L'arte la cronaca e la storiografia»; «Le persone fisiche e i diritti della personalità»; «Studi sulla imputazione penale»; «Il matrimonio con effetti civili nella giurisprudenza», nella Raccolta «Giurisprudenza civile e commerciale» che usciva a Padova nel 1971 sotto la direzione di Walter Bigiavi. Innumerevoli le collaborazioni a riviste, tra cui "Giustizia Penale", "Scuola positiva", "Foro italiano", "Giurisprudenza italiana", "Rivista penale", "Rivista di diritto civile", "Foro padano", "Temi" ma anche "Diritto criminale e criminologia" e, naturalmente, le "Corti di Brescia e Venezia" con decine e decine di articoli che, come spesso dicono gli stessi titoli delle riviste sulle quali erano scritti, spaziavano tra i grandi filoni del diritto civile e di quello penale, con richiami alle norme processuali. Ma scrisse anche articoli sulla deontologia professionale forense e sui problemi della giustizia e della magistratura in Italia. Sono sue le voci «legittima difesa» e «premeditazione» dell'Enciclopedia Forense della Vallardi. Inoltre ha collaborato a "Humanitas" a "Brescia Lunedì" e con moltissimi e puntuali articoli al "Giornale di Brescia". Fra le pubblicazioni storico-letterarie e storiche: "La difesa del diritto Anonimo" (1944); "Stato e Partiti nella nuova Italia" (Brescia, Gatti, 1945); "Introduzione al volume «Dalla proposta capitalistica alla proposta umana» di Emanuele Maunier" (Brescia, Gatti, 1947); "Le «dieci Giornate» di Brescia in Tribunale" (Brescia, F. Apollonio e C., 1954); "Giuseppe Zanardelli e un trentennio di storia italiana" (Brescia, Tip. Pavoniana, 1954); "Nel decennale della Repubblica" (Brescia, 1956); "Scelta di poesie e presentazione, anonima, al volume «Natura ed Arte» di Demetrio Ondei" (Milano, Gastaldi, 1956); "Nel decennale della Repubblica. I problemi della Giustizia" (Brescia, 1956, 35 p.); "Le colpe del papa" (da «Il Bruttanome», n. 2, Brescia, 1962); "Commemorazione di Giovanni Chiassi" (Castiglione delle Stiviere, 1966); "Storia di Castiglione delle Stiviere" (Brescia, Queriniana, 1968); (con A. Fappani, T. Goffi) "La polemica divorzista in Italia" (Brescia, Queriniana, 1969); "Introduzione al Carme «Roma in libertatem vindicata» di Demetrio Ondei" (Brescia, La Nuova Cartografica, 1970); "Commemorazione del senatore Ugo da Como" (in Archivio St. Lombardo, serie IX, vol. VIII, 1969); "La dialettica della Resistenza" (in «La Resistenza Bresciana», Brescia, 1972); "Il regime fascista: la magistratura" (in «Fascismo, Antifascismo e Resistenza», Istituto storico della Resistenza bresciana, Brescia, 1976); "Mussolini antifascista" (Brescia, 1976, 42 p.).