MOZZONI Giuseppe

MOZZONI Giuseppe

(Gardone V.T., 7 giugno 1887 - Brescia, 7 settembre 1978). Di Valentino e di Margherita Botti, fratello maggiore del pittore Battista (Tita). Frequentante le scuole elementari a Gardone, trasferitosi nel 1898 con la famiglia a Corna di Darfo, frequentò dal 1899 la scuola professionale di Lovere. Dopo alcune visite alla Pinacoteca Tadini decise «d'essere pittore» e nel 1902 eseguì il primo quadretto ad olio che custodirà per tutta la vita. Incoraggiato dal pittore Luigi Lombardi nel 1904 si trasferì a Brescia, ospite della zia Domenica. Aiutò «un pittore e scultore di decorazioni» e frequentò i corsi serali della Scuola Moretto sotto la guida di Carlo Chimeri ed Arturo Castelli e nel 1905 conseguì la medaglia d'oro del Premio Lorandi. Nel 1906 per poter frequentare l'Accademia di Brera, entrò a Milano nella bottega di un decoratore, che gli permise di guadagnare 10 lire al giorno e di aiutare anche la famiglia. A Brera frequentò i corsi serali di anatomia e quelli pomeridiani di nudo, conseguendo l'abilitazione all'insegnamento che gli consentì, nel 1910, di ritornare a Brescia e di intraprendere l'attività didattica nella scuola Moretto, che continuerà fino al 1940.E di quell'anno l'apprezzato ritratto di «Nonna Camilla». Nel 1911 opera con Vittorio Trainini nel padiglione bresciano dell'Esposizione di Roma per il 50° dell'Unità d'Italia. Approfitta del soggiorno romano per frequentare la scuola di nudo di Aristide Sartorio. Nello stesso anno dipinge in case private ed edifici pubblici di Avio (Trento). Nel 1912 dipinge nella chiesa di Pavone Mella dove, scoperto dal Cresseri, diviene suo discepolo e poi suo collaboratore. Eseguì poi affreschi nel santuario del Rio Secco di Capovalle. Nel maggio 1916 partecipò all'esposizione della Società Arte in famiglia e alla Mostra d'arte pro assistenza civile, nel 1919 era alla esposizione degli artisti bresciani. Durante l'anno preparò i progetti per la decorazione del sottoportico del palazzo della Loggia e dipinse il «Cristo dei lavoratori». Poi le mostre si moltiplicarono: nell'inverno 1920-1921 partecipò alla I Esposizione del paesaggio italiano a Villa Alba di Gardone R., nel maggio 1923 in Castello a Brescia. Nel luglio 1924 alla Bottega d'Arte, nel 1926 nella personale, alla Bottega d'arte e ad Arte in famiglia. Nel 1927 partecipò (con «La presa del Corno di Cavento») al I Premio Regina Margherita a Roma; nell'aprile 1928 era presente alla I Triennale d'arte bresciana, nel novembre alla Mostra della famiglia bresciana a Milano, nel dicembre tenne una personale alla «Galleria Campana». Nel 1934, e nel 1936 fu presente alla mostra sindacale provinciale. Nel secondo dopoguerra riprese la partecipazione a mostre: nell'ottobre 1945 alla I mostra degli artisti bresciani, e ad altre. Nel giugno 1959 espose nella personale alla Galleria S. Chiara. Nel novembre 1964 partecipò al Premio per la caccia alla A.A.B.; nel novembre 1967, compiendo gli 80 anni, tenne una personale alla A.A.B., che ripeté nel novembre 1972, mentre nel dicembre dell'anno seguente il comune di Gardone V.T. gli dedicò una retrospettiva. Nel settembre 1975 espose alla Galleria S. Gaspare con il gruppo dei pittori bresciani degli anni 1880-1890. Nel 1977 ricevette dal Comune di Villanuova il premio in occasione della IV mostra locale di pittura. Dopo le prime esperienze come affreschista a Pavone M. e a Capovalle nel 1912-1913, nel dopoguerra moltiplicò tale attività dipingendo a Gardone V.T. nel 1923, la Cappella dei Caduti. Nel 1925 in diversi edifici di Genova con il Cresseri, nel 1927 nel santuario della B.V. delle lacrime di Treviglio, ancora col Cresseri, e nella cappella di Villa Pace (S. Giovanni Crisostomo e altri santi), nel 1928 a Quinzano d'Oglio (due medaglioni) nel 1930 nei palazzi Sorlini, Cazzago e del Credito Agrario Bresciano, nella chiesa di S. Giuseppe di Siniggi (ME), nella Villa Boni di Gardone V.T., nella cappella Secchi Villa del cimitero di Visano, nella chiesa delle Suore della carità di Sopraponte; nel 1936 nella chiesa di Cristo Re a Brescia, nel 1937 nel palazzo comunale di Gardone V.T., nel 1940 nel Collegio Bonsignori di Remedello, nel 1942 nel Santuario di Vallio, nel 1943 nelle cantine Berardi di Prevalle, nel 1945 nel Palazzo Togni a Brescia, nel 1949 nella chiesa parrocchiale di Bezzecca, nel 1950 nella chiesa di Castrezzato, nel 1953 nelle Trafileria Gnutti, nel 1954 nella chiesa di S. Carlo a Muscoline e ancora a Ospitaletto (Villa Sorlini), Isorella, Rovato ecc. Fu inoltre scultore apprezzato. Sua la cartolina dell'Anno Santo del 1930 e le rievocazioni degli avvenimenti risorgimentali del 1849 e 1859. Ricercati i ritratti del Mozzoni quali quelli di «Nonna Camilla (1910), del comm. «Ottorino Villa» della «Signora Villa», e poi il co. «Fenaroli», i pittori «Tedoldi» e «Lucini», «Giulio Greppi», «Giulia Guidetti Togni», bambina. E gli autoritratti, accanto ai visi dei familiari.


Cicli opere ad olio e a tempera dedicò al Risorgimento bresciano fra cui Patrioti in difesa della Torre del Popolo, Donne alle barricate, Zuavi alla fontana di piazza Loggia, Lo zuavo e il bersagliere, Tito Speri sulle barricate, Zuavi in Via Torre d'Ercole, Barricate a porta Venezia, Soldati austriaci davanti all'Ospedale fermati dalle Ancelle della Carità, Padre Maurizio Malvestiti sale al Castello, Omaggio ai combattenti delle X Giornate, il singolare, Passaggio da Brescia della ruota di Enrico Toti. Di trepida soavità il dipinto «Riposo in Egitto», del 1928, che, affermatosi in concorso nazionale meritò d'essere esposto in America. È uno dei più alti esiti delle opere sacre che sono racchiusi in piccoli dipinti quali: Nell'orto del Getzemani, Sacra famiglia, Esaltazione della Natività... Molti i paesaggi. Oltre che monumenti ed angoli di Brescia, paesaggi di Vallio, del lago di Garda e Iseo, Montirone, Capovalle, Nervi e delle Dolomiti, dei dintorni di Firenze, Roma e Genova. Numerose le nature morte (fiori, cacciagione, suppellettili ecc.). Fra i suoi discepoli si distinsero Di Prata, Greppi, Tedoldi, Ghelfi ecc. Dopo la morte, nel dicembre 1978 il Comune di Concesio offrì alla vedova la medaglia d'oro per benemerenza artistica, mentre nel 1988 ebbe vivo successo la mostra dedicatagli all'ex Monte di Pietà a Brescia. Nel luglio 1990 gli venne dedicato un tratto che unisce via Carlo Cattaneo a piazzetta Legnano.