MORANDO De' Rizzoni Attendolo Bolognini Gian Giacomo
MORANDO De' Rizzoni Attendolo Bolognini Gian Giacomo
(Brescia, 31 dicembre 1855 - Vedano al Lambro di Monza, 22 ottobre 1919). Del conte Alessandro e della contessa Clotilde Bolognini Attendolo. Di famiglia veronese. Conte, avvocato. Giovanissimo, esordì nella vita politica come zanardelliano per passare poi presto al campo moderato e alla collaborazione con i cattolici. Con la legislatura XX marzo 1897 venne eletto deputato nel Collegio di Chiari e vi rimase nelle XXI (1900-1904), XXII (1904-1909), XXIII (1909-1913) e XXIV (1913-1917). Il 10 dicembre 1903 veniva eletto segretario della Camera dei deputati. Alla Camera tenne discorsi sui bilanci dei lavori pubblici, dell'istruzione, dell'industria e commercio, della guerra, delle finanze, di grazia e giustizia, delle ferrovie dello stato, delle poste e telegrafi, delle strade ferrate, sui dazi sulle farine. Avanzò interpellanze sui lavoratori in bottoni di corozo, sull'importazione di bottoni dall'Inghilterra, sul funzionamento delle poste e dei telegrafi, sul banco governativo delle armi da fuoco, sui mercati di Rovato e Palazzolo, sulla pubblica sicurezza a Rovato, sulle stazioni dei carabinieri nel Bresciano, sul caro viveri, ecc. Presentò, inoltre, il disegno di legge sulla ferrovia del Gottardo. Fu consigliere provinciale di Brescia ed ebbe notevole seguito in Franciacorta. Nel 1913 venne nominato senatore del Regno. Si dedicò inoltre ad attività agricole e industriali. Si distinse nella lotta contro la fillossera e per lo sviluppo della viticoltura; diffuse i consorzi contro la grandine, si adoperò alla riforma del catasto e alla legislazione internazionale per l'allevamento ed il commercio del bestiame. Era proprietario di uno stabilimento a Brescia presso la Garzetta. Nel 1908 con Giovanni Mazzotti Biancinelli ed altri fondava la Manifattura di Chiari. Nel 1914 sostenne il maglificio fondato a Trenzano dal parroco del luogo; nel 1915 si adoperò alla riapertura della Tessitura di Castrezzato. Si battè per l'istituzione della terza classe sui treni e contro il dazio sui bottoni. Aveva sposato la contessa Lidia Caprara di Montalba (m. a Brescia il 26 febbraio 1945) che in memoria del marito, diede inizio a Lograto ad una Fondazione per l'assistenza alle famiglie dei caduti e nel palazzo del paese un orfanotrofio per orfani di guerra. Nel palazzo c'è una lapide con questa dedica: «La volontà benefica / del conte Gian Giacomo Morando Bolognini / deputato al parlamento / senatore del regno / destinò questo antico palazzo / nella sua terra prediletta / ai figli dei caduti in guerra / agli orfani dei contadini / perchè amorevolmente assistiti / seguano la feconda via del lavoro / in questa opera di progresso / e di bene sopravviva la memoria / di chi nella nobile anima / comprese i doveri della ricchezza / la sovrumana dolcezza della pietà / nell'anno III di sua morte / 22 ottobre 1922». Sempre a ricordo del marito, la Caprara, nel 1933 destinò il Castello e la proprietà terriera di S. Angelo Lodigiano per creare una stazione di fitotecnica dell'Istituto Nazionale di Genetica e di Cerealicoltura.