MADRE

MADRE

Rivista fondata il 1° maggio 1888 con il titolo "La Madre Cattolica". Periodico Mensile in 8° di 16 p. Col numero di Gennaio 1891 diventò "Periodico Mensile di letture istruttive e morali". Nel 1902 era "Giornale mensile per le madri cristiane". Nel 1909 assume il sottotitolo di "Periodico mensile per le madri cristiane (con supplemento per le giovani operaie). Con il marzo 1922 era semplicemente "La Madre Cattolica". Con il gennaio 1927 diventava "Periodico mensile per le Madri Cristiane" . Nel giugno 1928 tornava ad essere semplicemente "La Madre Cattolica". Nel 1933 diventava "Giornale Mensile educativo religioso per le spose e le madri cristiane, benedetto più volte da S. Santità raccomandato da Cardinali e Vescovi". Nel gennaio 1934 tornava ad essere "Periodico mensile per le madri cristiane", nel gennaio 1944 era semplicemente "La Madre". Nell'aprile 1946 assumeva il sottotitolo "Rivista Mensile per le mamme". Poi tornava a perdere ogni sottotitolo, mentre nel gennaio 1957 prendeva come sottotitolo "Quindicinale per le spose e le mamme". Dall' 1 novembre 1960 diventava semplicemente "Madre - la rivista per le spose e le mamme" e dal gennaio 1962 solo "Madre". La rivista venne fondata dalla maestra Marietta Bianchini, con l'appoggio di suor Elisa Piotti e la garanzia economica di mons. Luigi Arcioni, prevosto della Cattedrale di Brescia, garanzia che non venne mai utilizzata. Fu dapprima l'espressione della Congregazione delle Madri Cristiane, che si andava propagando in città e in diocesi. Nel titolo era una eco di altro periodico mensile, "La Madre Cristiana" fondato dal conte Giovanni Acquaderni a Bologna nel 1866. Francamente cattolico quanto a principi "morale educativo, mirando a istruire, incoraggiare, confortare la donna nell'adempimento dell'alta sua missione di sposa e di madre". Dal 1901 tuttavia diede sempre più ampio spazio ai problemi della condizione femminile e della società. Con la morte avvenuta il 6 febbraio 1914 di Marietta Bianchini, la direzione passò alla figlia maestra Angela mentre gerente responsabile diventava, fino al 1924 il fratello Pietro Bianchini, che lasciò dal 1924 al 1926 tale ruolo alla sorella Angela. Annichilita davanti al desolante spettacolo delle distruzioni prodotte dalle squadre fasciste nella sede e nella tipografia di Palazzo S. Paolo nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1926, e colpita da gravissima malattia, Angela Bianchini moriva l'8 dicembre e la rivista passava nelle mani di don Giuseppe Tedeschi e di p. Paolo Caresana, che affidarono la direzione alla prof. Adele Fasser Gabelloni, mentre la redazione della rivista graverà in pratica per decenni su don Peppino Tedeschi che ne acquistava dalla famiglia Bianchini anche la testata. Sotto la direzione di don Tedeschi la rivista ebbe sempre più vasta diffusione. Le copie da 2 mila circa nel 1926 salirono a 20 mila nel 1940 e a 100 mila nel 1960. Dal gennaio 1927 la rivista veniva pubblicata dalla Tipografia Morcelliana, passando poi alla "Scuola Editrice" aumentando le pagine da 16 a 32 e poi a 48 pagine, arricchendosi di rubriche e di qualificate collaborazioni, cambiando spesso veste tipografica fino a comparire con copertine a colori. Alla morte della prof. Gabelloni Fasser nel 1948 la direzione veniva assunta da Vittoria De Toni Trebeschi che ebbe poi condirettore la milanese dott. Adele Cappelli Vegnini. Con l'1 Novembre 1960 don Tedeschi cedeva la testata a don Mario Pasini che sviluppò ancor più la rivista. Nel novembre 1961 lo staff direzionale veniva composto dai direttori don Peppino Tedeschi e don Andrea Spada di Bergamo, dal direttore editoriale don Mario Pasini e dal direttore responsabile Vittoria De Toni Trebeschi. Nel 1961 la rivista usciva in rotocalco sempre più ricca di collaborazioni e di rubriche. Nel 1977 la rivista si rinnovava ulteriormente in quattro settori di interessi quali la famiglia, i problemi femminili, la vita politica, sociale, il mondo cattolico. La rivista si arricchiva anche di sempre nuove iniziative quali un consultorio familiare (1977) diretto dall'avv. Sandro Palamenghi; un bollettino "Madre Fraternità" (1977) per coordinare le attività assistenziali e benefiche promosse dalla rivista e inoltre: "Vita Bresciana". Nel settembre 1986 la rivista cambiava proprietà passando da don Mario Pasini alla Società Edizioni Madre s.r.l. composta per il 65 per cento dall'Alpa (Associazione laiche piccole apostole), espressione della curia vescovile, e il resto dal "Messaggero di S. Antonio" di Padova. A presidente della Società venne chiamato l'avv. Cesare Trebeschi. La direzione passava a sua volta dalla signora De Toni Trebeschi ad Angelo Onger e la rivista trasferiva la sede in via Bassiche.