MACC
MACC (I) dè le ure
"Periodico studentesco. Supplemento dell'Azione Sociale". La prima serie comparve nel febbraio 1953 e durò sino alla primavera del 1955. Uscì a quattro pagine stampate a Milano (Tipografia del Veltro, via Predona 34; direttore Carlo Piernei, Direttori effettivi Amedeo Lombardi e Claudio Schiffo. Redazione Piazza della Vittoria, 10 a Brescia). Il periodico derivava da un ciclostilato "portale" (cosiddetto perchè fissato con quattro puntine da disegno sulla porta della sezione C del ginnasio Arnaldo: 45-47. Poi 48-49 (otto numeri) e, infine, un numero unico nel '50) dal titolo "Il tubo di scarico". Di ispirazione repubblicana e laica era stato promosso dal professor Giuseppe Tramarollo, che raccolti intorno a sè alcuni giovani ex alunni, aveva praticamente fondato, o incoraggiato la nascita, del Circolo studentesco e di cultura Guglielmo Oberdan; il Giornale che del "Tubo di scarico" conservava il taglio goliardico solo in una rubrica a piena pagina "Cronache di sottobanco" sostanzialmente riportava corrispondenze pettegole e ingenue, blandamente critiche provenienti dai vari istituti. Vale però la pena di rilevare che i "Macc dè le ure" pur nascendo dall'Arnaldo, avevano udienza anche presso altre scuole come il Liceo scientifico "Calini", "avversario" tradizionale del classico, e scuole tecniche come il Ballini. Evidentemente esprimeva un tentativo, più o meno conscio, di superare anche certe barriere di classe. Non dimentichiamo che gli "arnaldini" venivano chiamati allora "saponette", termine spregiativo che ne marcava l'atteggiamento qualche volta snob. ("Spazzole" erano chiamati gli studenti del "Calini"). Il periodico era in qualche modo "impegnato". C'era sempre un fondino, "L'ura dei macc", la terza pagina ospitava articoli dello stesso Tramarollo, del federalista, allora molto rispettato e ammirato, Mario Albertini, di giovani un po' più maturi come Pierluigi Borroni, che scriveva di cinema, o Paolo Guarnieri. Tra i collaboratori: Rosa Maria Lancini, Guido Alberini, Mino Ragusini, Bruno Ugolini, Angelo Tartarini, Luci Minghetti. Luciano Mondini teneva, tra le altre cose, una rubrica ("dialoghi-treno"), in qualche modo condotta sull'onda dell'umorismo, allora in voga, di Giovanni Mosca, o dei non sense di Renato Rascel. Chiusa la prima serie nel 1956 uscirono due-tre numeri di una seconda serie con direttori Fabio Manenti e Claudio Barbieri. (Collab. di Luciano Mondini).