LAMINATOI
LAMINATOI
Impianti per la produzione di ferro tondo per cemento armato che andarono sviluppandosi dopo la II grande guerra. Derivarono dalle numerose vecchie fucine sparse soprattutto nelle valli bresciane che, con primitivi magli idraulici producevano i più svariati attrezzi per l'agricoltura e l'industria, come parti di aratri, picconi, badili, secchi, zappe, ecc. Già nel 1947 esistevano quattro modesti laminatoi (Ferriere Bosio di Sarezzo, Ferretti e Martin di Brescia, Polotti di Lumezzane e Bertoli di Pisogne), ma in brevissimo tempo andarono sviluppandosi utilizzando i salti d'acqua per raffreddare i cilindri e utilizzando come materia greggia le rotaie fuori uso. Vennero usati i più disparati materiali quali i proiettili (dai quali uscirà il tondino col buco), paletti di reticolato, bombe dirompenti, bombe d'aereo tagliate a fette, lamiere di navi fatte a strisce ecc. Per rifornire i laminatoi dell'acciaio necessario vennero via via impiantati forni fusori in varie zone (Darfo, S. Polo, S. Zeno); dal 1956 al 1959 vennero impiantati ben 14 forni elettrici per la produzione dell'acciaio dal rottame. Nel 1958 essi fornivano circa il 50 per cento del fabbisogno nazionale. Negli Anni Sessanta specie nell'ambito della C.E.C.A. si verificarono i primi attriti e le prime difficoltà non ancora superati.