LAMBERTI

LAMBERTI

Circa le origini dei Lamberti di Brescia vi sono diverse ipotesi. Il cronista Nassino li fa derivare da Orzinuovi prendendo casa a nord e a ovest del Convento di S. Caterina, accanto agli Averoldi e ai Fenaroli. Il Valentini invece li dice oriundi da Bologna e probabilmente stanziatisi a Brescia nel sec. XIII. In effetti le memorie storiche ricordano che Brescia ebbe come podestà negli anni 1201, 1223, 1226 e 1256 dei Lamberti di Bologna, per cui si può credere, annota ancora il Valentini che qualcuno di essi "vi prendesse stabile dimora e vi facesse famiglia come confermano le schede d'estimo e gli Statuta Collegii Medicorum Brixiale". Statuti e matricola ricordano nel secolo XV Lambertino (padre) e probabile capostipite, Bartolomeo (figlio) e nel sec. XVI Tomaso (nipote abiatico dei precedenti) e Prospero (figlio del notaio Stefano più noto come intagliatore). I Lamberti furono ammessi alla nobiltà bresciana nel sec. XV e il libro d'oro della nobiltà elenca nella quadra prima di S. Faustino, nel 1434 e nel 1442 un Pietro "de Urceis"), nel 1459 gli eredi di Bartolomeo fisico e Pietro, nel 1475, Pietro Lamberti. Nello stesso anno Tomaso qd. Bartolomeo è elencato nella quarta quadra di S. Giovanni. Seguono poi altri Lamberti per cui si può partire da Lambertino medico (sec. XV) che ebbe due figli: Pietro, notaio (da cui discesero Stefano, notaio 1482-1538, Prospero), e Bartolomeo (medico, nel 1457) che ebbe due figli Giovanni (da cui nacquero Girolamo, medico e Bernardino) e Tomaso, medico, che ebbe Vincenzo (da cui Giovanni B.) e Lambertino. Mentre non sappiamo nulla del presunto capostipite Lambertino, abbiamo invece memoria di suo figlio Bartolomeo, pure medico ricordato da una iscrizione tombale nel chiostro di S. Domenico per l'eloquenza e per la competenza medica, dal pronipote Girolamo (v.) fondatore del collegio Lambertino di Padova, Tommaso (v.). I Lamberti furono assai ricchi e distinti e i due medici Bartolomeo e Tommaso ebbero il titolo personale di conte e cavaliere. Ma la famiglia era già in decadenza sulla fine del sec. XVI e poco dopo si estinse, forse in povere condizioni economiche, dato che annota P. Guerrini, già nel 1601 la famiglia non aveva più nessun rappresentante nella Commissione amministratrice del Collegio Lambertino, il quale subì - come tutte le istituzioni pie - le vicende dei tempi, fu unito al Collegio di S. Marco, fu soppresso dalla Rivoluzione, fu in parte rivendicato, e ora sussiste come pensione universitaria di uno studente bresciano povero, col nome di «legato Lamberti», scampolo quasi insignificante di una pia e benemerita istituzione di beneficenza scolastica superiore. Stemma: «Troncato di rosso e d'argento: nel primo al leone d'argento nascente dalla partizione, nel secondo, al «tau» o T, di rosso».