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Frutto esotico ("Actinia viridis") detto anche frutto della salute, proveniente dall'area asiatico-orientale che si estende dall'Himalaya al Giappone; viene coltivato anche nella Nuova Zelanda, negli Stati Uniti e, ultimamente, nell'Europa meridionale. I tralci lunghi e rampicanti si attaccano ai sostegni. La pianta viene dunque coltivata come la vite in pergole o filari. In Italia si diffuse nel Lazio, nel Veneto e in Romagna. Nel Bresciano venne coltivato la prima volta sul lago d'Iseo. Un impianto sperimentale venne fatto nel 1973 da Giuseppe Sterni di Pisogne nella sua azienda, grazie ad un contributo finanziario della Regione Lombardia. L'impianto, costituito da 140 piantine della varietà Bruno e Ayward che occupano circa 2.000 mq. di terreno, venne seguito dai tecnici della Comunità montana. L'attecchimento delle piantine fu considerato ottimo e le potature e le concimazioni non diedero preoccupazioni. Venne poi coltivato a Sulzano. Nel 1983 alcuni agricoltori e lo stesso attore Fabio Testi ne intrapresero la coltivazione alla Madonna della Scoperta e poi sulle colline moreniche del Garda ritenute ambiente ottimo per la coltivazione. In tale anno il più grande produttore si rivelò il vivaista Giovanni Ambrogio di Leno con 350 mila piante. La produzione si estese a Pontevico. È continuata la produzione a Pisogne e, dal 1984 per iniziativa del Centro assistenza tecnico-agraria, anche in altri comuni della Valcamonica. Altre coltivazioni sono state avviate da Dante Barbieri a Berlingo nel 1981.