INONDAZIONI

INONDAZIONI

Una delle prime inondazioni ricordate a Brescia è quella del 1222 (secondo il Muratori) dell'anno dopo (secondo il Malvezzi), avvenuta in concomitanza con il terremoto. I fiumi rotti gli argini, abbatterono case a Brescia e dintorni e seminarono molte vittime. Non si hanno più notizie di inondazioni per secoli. I più colpiti furono i bacini dei fiumi Oglio (con il lago d'Iseo) Mella e Chiese. Per quanto riguarda il bacino dell'Oglio e dei suoi affluenti, fra le più disastrose fu quella provocata dal torrente Grigna e poi dall'Oglio nei primi di luglio del 1634 che colpì soprattutto Prestine, Bienno, Berzo, Esine e Niardo. A quanto scrive p. Gregorio le acque "allagarono le campagne, ruinarono le case, distrussero i ponti, i molini, le officine ed altri edifici con danno inestimabile di quei Habitanti". Si contarono cinque vittime a Bienno, ben 26 a Berzo, 17 a Esine. A Prestine il 7 luglio venne distrutta la chiesa parrocchiale e almeno metà delle case. Si contarono 140 morti. Rimase in piedi invece il Santuario della Madonna. Meno disastrosa ma ancora grave fu l'inondazione verificatasi nelle stesse località nel 1637. Gravissimi danni fece a Monno, l'inondazione del torrente Re, altro affluente dell'Oglio nel 1735. Carte circostanziate testimoniano i danni provocati dall'Oglio nella seconda metà del '600 a Barco e nelle zone circostanti. Altra inondazione memorabile fu quella dall'Oglio lungo tutto il suo corso specialmente nella Bassa pianura nel maggio 1772 e il 20 luglio 1775. Legate alle piene dell'Oglio furono le inondazioni provocate dal lago d'Iseo, le cui acque nel 1823 superarono di m. 2,20 il livello normale e nel 1839, di m. 2,04. Inondazioni si ripeterono sulle rive del lago e nella pianura percorsa dal fiume nel novembre 1839, 1868, 1879 (m. 1,75 sul livello del lago), del 16 settembre 1882, del maggio 1885, del 12 settembre 1888 (m. 2,37 sul livello del lago), del 31 ottobre 1889. Tra le più gravi inondazioni nell'ambito del bacino dell'Oglio sono da registrare quelle provocate dai torrenti Re di Artogne e Grigna nel novembre 1906. Sul lago d'Iseo minacciose furono l'inondazione del maggio 1908 e del 6 agosto 1913. Ma la più tremenda fu quella provocata il 20 dicembre 1923 dal crollo della diga del Gleno con la distruzione di agglomerati abitati e con centinaia di vittime (v. Gleno, diga). Il 10 novembre 1927, l'Oglio e il Grigna devastarono la pianura di Esine, il comune di Artogne, inondando Casino Boario, Darfo, Montecchio. Una nuova rotta dell'Oglio ed una eccezionale piena del lago d'Iseo si verificò il 1° novembre 1928. Allagamenti sul Sebino, specie a Clusane si ebbero il 20 settembre 1937. Ebbero risonanze le inondazioni di Palazzolo e di Prestine nel novembre 1966. Soprattutto tremenda fu l'inondazione che colpì tutta la Valcamonica nel novembre 1960, con immensi danni e con vittime. Per quanto riguarda le inondazioni registrate nel bacino del Mella. La prima ricordata è quella del 1 maggio 1527. Gravissima fu quella del 30 maggio 1676 che travolse, ponti ecc, specialmente in alta Valtrompia e che provocò 150.000 scudi di danni alla Valtrompia. Seguì una devastatrice inondazione nel 1727 e in altri anni, distrusse a Roncadelle e altrove strade e case. Gravissima fu l'inondazione provocata dallo stesso fiume e dei suoi affluenti il 31 agosto 1757. Vennero distrutte in Valtrompia 13 fucine. A Collio per gli straripamenti del torrente Bavorgo si fece voto di una festa solenne alla Madonna di Tizio , chiamata festa della Madonna del Bavorgo. Ebbe vasti echi, anche di segno patriottico, l'innondazione del Mella del 14 agosto 1850 in Valtrompia e a Brescia. Nello spazio di tre ore distrusse ponti, strade, officine, case specie a Bovegno, Pezzoro Pezzaze, Lavone e Tavernole, colpendo circa 60 comuni compreso Brescia, specialmente Borgo S. Giovanni, in cui le acque salirono ad oltre un metro. Tutta Italia e specie il Piemonte e il Lombardo-Veneto aiutò i danneggiati con uno slancio sui si diede significato patriottico. Altre inondazioni il Mella provocò nel 1862 e il 16 settembre 1882. Questa seminò gravissimi danni, fra altri luoghi a Collio dove le acque stagnarono per lunghi giorni. Si verificarono inondazioni nel maggio 1908. Piene del Mella si ebbero nel 1930, il 20 settembre 1937 (con 3 vittime a Brozzo). Tra le ultime inondazioni nel bacino del Mella è da registrare quella del maggio 1981 che isolò Collio e altre zone, travolgendo ponti e strade. Più antiche sono le inondazioni avvenute nel bacino del fiume Chiese. Devastatrice fu quella che a Gavardo, il 18 giugno 1412 "gettò a terra molte case". Gli affluenti del Chiese, Degnone e Glerone, travolsero a Forno d'Ono officine, molini, case e la chiesa. Gravi furono le inondazioni provocate dal fiume nel 1775, 1777, e specialmente nel 1778, nel settembre 1882. Devastazioni provocarono gli affluenti del Chiese a Navono. Seguirono inondazioni nel maggio 1908, il 3 ottobre 1914, il 13 settembre 1939, del 26-28 settembre 1981 con danni di parecchi miliardi. Nel quadro delle inondazioni alcune furono circoscritte a qualche plaga come quella "spaventevole" che colpì l'11 maggio 1684 Verolanuova per lo straripamento del fiume Strone. L'acqua superò addirittura il portone del castello. Sempre a Verolanuova, ancor più grave fu l'inondazione del 13 agosto 1689 quando lo stesso Strone "desolò case; spiantò dalle sue radici le fucine sotto le arche, rovinò botteghe, sfiancò muraglie ecc». Gravi furono le inondazioni che colpirono quartieri occidentali di Brescia il 29 giugno 1875, e nel settembre 1881. Sempre lo Strone ed altre seriole, il 25 settembre 1920, allagarono Verolanuova, Verolavecchia, e Quinzano provocando il crollo di 25 case e rendendone inabitabili altre 50, travolgendo ponti e distruggendo intere plaghe. Danni enormi vennero registrati da inondazioni nella valle di Lumezzane, il 4 luglio 1929. Circoscritta alla città e specialmente a Corso Vittorio Emanuele. Torrenti e canali gonfi di acqua inondarono l'8 maggio la periferia cittadina e specialmente Porta Trento e S. Polo Corso Vittorio Emanuele, piazzale Roma via Corsica colpì l'alluvione dell'8 luglio 1940. Altrettanto circoscritte furono quelle di Castelmella nel novembre 1966 e di S. Eufemia della fonte nel settembre 1983. Altre inondazioni locali si verificarono in Valtenesi, Castenedolo e Bagnolo M. il 4 settembre 1931; Calcinato, Calcinatello e Ponte S. Marco il 18 novembre 1935. Altre inondazioni investirono vastissime piaghe e quasi tutta la terra bresciana. Tale quella del 1867, che provocò danni specie nelle campagne. Generali furono le inondazioni del settembre 1888 e dell'ottobre 1889 che seminarono danni in quasi tutti i centri della provincia; l'inondazione del 26 maggio 1926 che colpì, soprattutto, la bassa Valcamonica, la Valsabbia vaste zone della pianura (e specialmente Palazzolo, Montichiari, Carpenedolo, Visano, Ponte S. Marco, Acquafredda ecc.). Quasi distrutta fu la valletta di Civine sopra Gussago.