GIOSTRE

GIOSTRE

Gare fra cavalieri che armati di lancia, si lanciano gli uni contro gli altri coll'asta broccata di ferro a tre punte, cercando di scavallare disarcionare l'avversario. Di altro genere la giostra dell'anello consistente nell'infilare l'asta nell'anello appeso ad un palo: il cavaliere doveva percorrere al galoppo una parte della piazza per entrare in un corridoio in fondo al quale vi era l'anello appeso alla corda. Ad ogni giro l'anello veniva sostituito con uno più piccolo, rendendo molto arduo il riuscire ad infilarlo con l'asta. I cavalieri portavano una mascherina cosi da rimanere anonimi fino al momento della premiazione. Come nel palio di Siena, cavalieri e cavalli si facevano benedire in chiesa prima della gara e avevano duelli di ogni sorta, come combattimenti ad armi pari, moresche, a corpo a corpo, con daghe spuntate, astiludi, finti assalti a castelli eretti provvisoriamente. Inventate a quanto sembra dai mori vennero adottate poi dagli Spagnoli e passarono successivamente in Francia dove vennero proibite nel 1559.


Sembra che a Brescia siano state importate nel sec. XIV. Si fanno salire a circa otto-dieci le giostre bresciane vere e proprie, e precisamente sotto le seguenti date.


Giostra tenuta a Brescia nel febbraio 1766 (Antonio Brognoli)


1473: Vi concorsero tutti i giovani nobili e la giostra ebbe come premio un ricchissimo panno d'argento, vinto da Lodovico Martinengo, che ne cedette parte a Francesco Quaranta. Altro panno d'oro venne proposto da Berardo Martinengo e fu vinto da Luigi Avogadro.


1479. In occasione della visita di Caterina Cornaro, regina di Cipro, il 10 settembre venne data in suo onore una giostra alla quale parteciparono nobili bresciani, veronesi, milanesi e veneziani.


1506. Vennero messi in palio 25 braccia di velluto cremisi.


1508: fu vinta dal conte Ercole Sora.


2 ottobre 1530: Giorgio e Scipione Martinengo giostrarono contro altri sette giostratori.


1531: organizzata per l'arrivo di Alessandro de' Medici.


24 febbraio 1538: per le nozze del conte Lorenzo Caprioli con una Averoldi.


4 febbraio 1543: per l'arrivo di Eleonora Gonzaga moglie del conte Girolamo Martinengo.


Febbraio 1545: giocata sul prato.


10 luglio 1547: giostra all'anello.


5 febbraio 1548: giostra all'anello.


14 febbraio 1548: giocata in piazza del Duomo per accogliere Camillo Martinengo.


20-22 maggio 1548: durata tre giorni, ebbe luogo in Mercato Nuovo, per l'ingresso del provveditore veneto Stefano Tiepolo. Scesero a giostrare con spada e lancia Lodovico e Francesco Martinengo, Caprioli, Averoldi, Calini, e Teseo Porcellaga. Giudici furono i principi Federico e Rodolfo Gonzaga, furono regine della festa Isabella e Lucrezia Gonzaga che donarono ai vincitori guanti profumati. Vinsero le diverse tornate G.B. Gavard e Nicola .


Altre giostre vennero giocate il 9 febbraio 1550 tra Giambattista Gavardo e Marcantonio Calini. Il 22 giugno 1554 in onore del nuovo doge M. Francesco Venieri. 1608 venne celebrata in versi e prosa da Ignazio Albano. 5 marzo 1628: in piazza Duomo vinta da Palazzo Palazzi. Una delle ultime fu tenuta il 3 febbraio 1766 in piazza Vecchia che, ridotta ad arena, straripò di spettatori. Nelle corse riportava il primo premio il nobile Andrea Fe; il secondo il nobile Camillo Poncarali.