GIORNALISMO E STAMPA

GIORNALISMO E STAMPA

A parte che potrebbero già essere concepiti come fatti giornalistici le incisioni camune, i diurnali romani, gli avvisi a stampa, le grida, i bandi, ecc. le stesse satire esposte sulla statua Lodoiga di piazza della Loggia, i primi segni di stampa periodica bresciana vera e propria sono da cercare sulla fine dei sec. XVII e specialmente nel sec. XVIII. Le ricerche di Ugo Vaglia hanno appurato che una delle prime di tali pubblicazioni furono gli "Acta novae Philexoticorum naturae et artis Brixiae" ispirato dal p. Francesco Lana all'ed. Giovanni Maria Rizzardi nel 1786, a cura particolare del patrizio bresciano Ermete Francesco Lantana e dedicati al G.F. Gonzaga, duca di Sabbioneta. Oltre agli atti accademici, lezioni, ecc. gli Acta riportavano recensioni e necrologi, compreso quello del p. Lana (Lana a sua volta collaborò dal 1771 al "Giornale veneto dei letterati").


Nel giugno 1764 lo stampatore Giammaria Rizzardi stampava a Brescia il primo numero del "Caffè" il celebre giornale di Pietro Verri. Un giornale nell'accezione moderna del termine fu la "Gazzetta di Brescia" comparsa il 6 luglio 1771 ad iniziativa di Giambattista Bettolini e stampata dalla tipografia fratelli Pasini, cui seguì, il 13 agosto 1774, un altro settimanale col titolo "Notizie Enciclopediche" sempre diretto dal Bettolini e stampato ancora una volta dalla tipografia Pasini e in seguito da G.M. Rizzardi. Attiva la presenza di bresciani nel giornalismo fuori la provincia. Così, ad esempio, Pietro Chiari diresse, nel 1761, succedendo al Gozzi, la "Gazzetta Veneta"; l'ab. G.B. Chiaramonti collaborò dal 1765 a vari giornali letterari.


Un vero lancio del giornalismo bresciano si ebbe durante il periodo rivoluzionario 1796-1799. Ebbe rilievo soprattutto il "Giornale democratico" fondato da Giovanni Labus (26 aprile-22 luglio 1797), trasformatosi con G.M. Febbrari nel "Nuovo giornale democratico" (26 luglio-30 dicembre 1797), ridiventato poi "Giornale democratico" (3 gennaio 1798-17 gennaio 1799). Al Febbrari si dovettero nel 1798 "La frusta democratica" e la "Statura letteraria". Cessato il "Giornale democratico", il Labus si mise subito all'opera per dare vita a un nuovo periodico bisettimanale, "L'Iride", che vide la luce per tredici numeri, dal 24 gennaio al 7 marzo 1799 e quindi, per soli otto numeri, fondò e diresse "Il Circospetto", dal 10 marzo al 4 aprile dello stesso '99. Nel giornalismo si cimentarono anche altri, quali l'ab. Giuseppe Zola, e soprattutto Vittorio Barzoni, che nel 1797 fondò a Venezia "L'Equatore" e in seguito nell'isola di Malta "Il cartaginese" (1804-1805), "Il Giornale politico (1809-1811), e il "Giornale di Malta" (1812-1814).


Nel 1805 usciva "Il Redattore del Mella". Editore e redattore di "Giornale del Dipartimento del Mella" divenuto poi "Giornale della provincia bresciana" fu il celebre tipografo Niccolò Bettoni. Particolare influenza ebbero giornali milanesi come il "Giornale italiano" diretto da Vincenzo Cuoco. Più spento il panorama giornalistico bresciano durante l'occupazione austriaca, contrassegnato dalla comparsa del "Giornale della Provincia di Brescia", di ispirazione governativa, e di cui fu direttore anche il poeta Cesare Arici. Nei primi decenni del sec. XIX, in Inghilterra, i palazzolesi Galignani fondavano alcuni fra i giornali più diffusi del tempo. Abbastanza diffuso "Il Conciliatore" al quale furono legati i bresciani Ugoni, Giacinto Mompiani, Giovita Scalvini, Lechi, ecc. che preparò il clima risorgimentale. Diffusione ebbe nel 1833 "Giovane Italia", mazziniano. In Svizzera negli stessi anni G.B. Passerini collaborava al "Repubblicano della Svizzera" e anche a "Il Tribuno".


Col tempo i giovani di orientamento liberale diffusero nel Bresciano e collaborarono al "Politecnico" e alla "Rivista Europea" e specialmente al "Crepuscolo". Un nuovo rilancio giornalistico si ebbe nel 1848 con la "Gazzetta di Brescia" di Giuseppe Gallia, "Pio IX e il Popolo" e "La Vittoria" di orientamento di sinistra e poi ancora "L'Eco immediato dei fogli tedeschi, francesi e delle nuove del Campo d'Italia" (uscito il 27 maggio 1848), la "Rassegna di notizie importantissime" (uscito il 16 luglio 1848), "Il Giornale della guerra" (uscito come supplemento alla "Vittoria", il 5 agosto 1848). A Torino il bresciano Gaetano Bargnani dirigeva intanto, nel 1848-1849 "Democrazia Italiana" e collaborava a "L'Unione". Sempre nel 1848, Gabriele Rosa fondava e dirigeva un giornale con lo stesso titolo "L'Unione". Dopo il ritorno degli austriaci i patrioti diffusero soprattutto "L'Opinione" e la "Concordia" di Torino. Durante le Dieci Giornate uscì "Il Comitato insurrezionale" (uscito il 26 marzo 1849).


Durante il decennio 1849-1859 ebbero diffusione "La Gazzetta provinciale" quasi ufficiale, "Il Cenomano. Giornale patrio" di sentimenti italiani e la "Sferza", fondata da Luigi Mazzoldi, di orientamento austriacante. Dopo la liberazione della Lombardia il 14 giugno 1859 vedeva la luce la "Gazzetta provinciale di Brescia", ispirata da Zanardelli che, nel titolo e nella numerazione si riallacciava ad un giornale del 1848. La sua scomparsa era seguita dalla nascita de' "L'Indicatore bresciano", di uguale ispirazione politica. Nel campo del liberalismo moderato da segnalare il "Diario del popolo" (1860) di brevissima durata e la nascita de "La Sentinella" (1 settembre 1859) che costituisce un po' la continuazione de "L'Alba" scomparsa nell'agosto di quell'anno. Inizialmente trisettimanale diventerà, dal maggio del '60, quotidiano, col nome "La Sentinella Bresciana" e cesserà solo nel dicembre del 1925.


La battaglia dei cattolici temporalisti viene condotta dalle colonne de "L'Osservatore cattolico" (1861-63): promotori don Demetrio Carminati e don Pietro Chiaf. Il giornale, osteggiato e più volte sequestrato, si trasferirà a Milano dove manterrà la testata "L'Osservatore cattolico", raggiungendo grande notorietà sotto la direzione di don Davide Albertario.


L'attivismo del Partito d'azione e l'orientamento sempre più legalitario e monarchico della "Sentinella" spinsero gli esponenti della sinistra repubblicana a fondare una serie di pubblicazioni periodiche come "La Voce del popolo" (1862-63), "L'Eco del popolo / Gazzetta di Brescia" (1867-69), il "Giornale provinciale di Brescia" (1867). Divergenze sempre più profonde all'interno del movimento liberale, fra moderati e progressisti, e la necessità di disporre di un organo autonomo che ne sostenesse l'ascesa, determinarono la nascita, il 1 novembre 1870, di un nuovo quotidiano, "La Provincia di Brescia", che durerà fino al gennaio del 1926.


Pochi anni prima aveva ripreso il via anche la stampa cattolica con "La voce dei giovani" e con "Il giovane cattolico" (1868-69), fondati da Gerolamo Lorenzi e vicini alla Gioventù Cattolica Italiana e alla realtà del movimento cattolico bresciano in formazione. Dopo alcuni tentativi di fondare quotidiani come "Il buon cittadino" (1869), "L'eco del commercio" e "L'Eco di Brescia" (1873), i cattolici bresciani davano vita nell'aprile 1878 a "Il Cittadino di Brescia" che durerà fino al novembre 1926.


La polemica politica e sociale fece nascere anche una vivace stampa satirico-umoristica con "La Luna" (1876-77 e poi 1885-86), "Farfarello" (1879-1892), "Farfarello Primo" (1883-86), "Il Frustino" (1880-87), "Il Frustone" (1880-81). Negli anni '80 si assiste ad una vivace ripresa di periodici di ispirazione democratica come "Brescia Nuova", "L'Avamposto", "Il Quarto Stato", "Il Proletario", "La Giovine Italia", ecc.


Larga la diffusione nel Bresciano di giornali nazionali come il già ricordato "Osservatore cattolico", "Il Diritto", "Il Secolo" e, più tardi, "Il Corriere della Sera". Scarsa invece la presenza di giornali di estrema sinistra come "L'Anarchia", "La Plebe", "La Farfalla", "Lo Sperimentale" (stampato a Brescia).


Anche la provincia non mancava di farsi sentire con "La Valle Camonica" (1880-81), seguita da "Il Camuno" (1881-84), mentre a Verolanuova nasceva "La Bassa Bresciana" (1883-85) e "Lo Strone" (1889) e in Franciacorta, per opera del conte Ignazio Lana, "L'Eco di Borgonato" (1890).


Assai larga la presenza della stampa devozionale che ebbe la sua espressione più tipica nel periodico "Sorrisi e vagiti di Maria Bambina" e importante la presenza, dal 1888, della rivista "La madre cattolica", fondata da Marietta Bianchini e tuttora esistente col nome di "Madre". Il bisogno dei cattolici di difendere l'insegnamento della religione nelle scuole portò alla fondazione, nel 1892, di "Fede e Scuola" cui seguì una rivista diretta ai maestri e alla loro cultura generale e didattica, "Scuola Italiana Moderna" (v.) anch'essa tuttora esistente. Il movimento cattolico impegnato anche nella elevazione sociale delle classi popolari e nelle battaglie contro il socialismo diede vita nel 1893 al settimanale "La Voce del Popolo" anch'esso esistente. Il socialismo bresciano a sua volta, dopo una fase di incubazione negli anni '80, si presenta sulla scena sociale e politica, nel decennio successivo, con propri organi di stampa come "Il Lavoratore Bresciano" (1894-95) e poi con "Brescia Nuova" (dal 1896) che resterà a lungo il settimanale ufficiale dei socialisti bresciani.


Nell'ultimo decennio del secolo sono ancora da segnalare pubblicazioni di ispirazione repubblicana-democratica come "Brescia Nuova" (1890), "La repubblica" (1890-93), "La Squilla" (1891), "L'Innominata" (1895-98), "Il Fascio" (1899-1903) e due giornali satirici: "El Tramwai" (1893-1916) e "Il Frustino" (1897-99). Numerosi anche i periodici economici e di categoria, come il "Corriere Agricolo-Scientifico-Industriale" (1877), "Brescia Agricola" (1884), "Agricoltura Bresciana" (1890-94), "Gazzetta Agricola Commerciale Bresciana" (1894), "La Famiglia Agricola" (1896), "Gazzetta Commerciale Bresciana" (1896). Da segnalare anche due periodici sportivi: "Il Velocipide" (1894) e "Il Ciclo" (1895).


Nel nuovo secolo vediamo anzitutto l'organo delle Unioni cattoliche del lavoro: "Il lavoratore bresciano" (1901-03), poi "L'Avvenire" (1903-04), repubblicano, "Allarme socialista" (1906), "Lotte del lavoro" (1907-08) dei sindacalisti rivoluzionari, il settimanale "Il Popolo" (1908-15) dei liberali-progressisti, "La Ragione Socialista" dei socialisti riformisti (1912-15), "Il Contadino" del sindacalismo riformista.


In provincia sono da segnalare in questi anni: "Monte Orfano" di Rovato, socialista, "Franciacorta", pure a Rovato, cattolico, "Valcamonica" a Breno, cattolico. Fra i fogli umoristici o satirici di questo periodo, tutti di brevissima durata: "Merlin Cocai", "El Mostasù", "Lodoiga dela Losa", "Eco dei Portici", "Lo Sghignazzo". Ricordiamo infine le riviste illustrate: "Illustrazione Bresciana" (1902-11), "Brixia" (1914-19), "Illustrazione Camuna" (1908-27), un periodico quindicinale illustrato per i fanciulli, "Ore liete" (1907-1915), e due periodici sportivi: "Brescia Sportiva" (1912) e l' "Eco Sportivo" (1914).


Nel primo dopoguerra, mentre rinasce "Brescia Nuova" socialista, che aveva sospeso le pubblicazioni nel 1915, vede la luce l'organo dei combattenti "Il Combattente" e il settimanale fascista "La Fiamma" che nel 1923 cederà il passo al quotidiano "Il Popolo di Brescia". Da segnalare, ancora, due settimanali sportivi: "Sport Bresciano" (1920-1924), e "Vedetta Sportiva" (1921-1921) e il foglio giovanile cattolico "La Fionda", divenuto organo dell'Associazione cattolica degli studenti italiani. Nell'ottobre del 1922 la violenza fascista stronca "Brescia Nuova", nel 1925-26 il regime fascista, ormai padrone di tutto il potere, fa tacere "La Sentinella Bresciana", "La Provincia di Brescia", "Il Cittadino di Brescia", "La Voce del Popolo".


Nel ventennio fascista verranno tollerati soltanto "La Madre Cattolica" e permessa l'uscita, nel 1937, del settimanale diocesano "La Voce Cattolica". Fra i cattolici comunque è abbastanza diffuso il quotidiano milanese "L'Italia" che reca una pagina di cronaca bresciana. Ispirati al regime dominante sono "Il Giornale dei lavoratori" (1927-29), "Brescia Agricola" (1935-39) "Il Piccolo" (1927-30), un giornale per ragazzi, "Pasqualino" (1924-26) che diventerà poi "Pasqualino Balilla" e infine "Il Leoncello". Mentre sopravvivono bollettini parrocchiali e di congregazioni religiose e ne nascono di nuovi, i gruppi rionali fascisti danno vita a propri bollettini con nomi come "In marcia!", "Vincere!", "Eja". Genericamente culturale e di propaganda turistica fu la rivista "Brescia" uscita dal 1928 al 1938 e ripresa poi nel dopoguerra. Epigono della stampa fascista fu il settimanale "Leonessa" uscito nel 1944 mentre "Il Popolo di Brescia" nello stesso periodo era diventato "Brescia Repubblicana".


La Resistenza vide la diffusione clandestina di giornali nazionali come "L'Unità", "Avanti!", "Il Popolo", "Uomo", "Il guerrigliero", ecc. Più vicino all'ambiente bresciano fu "Il Ribelle" che, pur stampato a Milano, contò numerosi collaboratori bresciani.


Il II dopoguerra vide rafforzarsi la stampa di partito. Uscirono il settimanale "La verità" (dal 9 giugno 1945) del PCI; "Brescia Nuova" (29 luglio 1945) del Partito Socialista, "Il Cittadino" del Partito della Democrazia Cristiana e, per qualche tempo, "Voce Socialista" del PSI, "L'ora del Popolo" del Partito d'Azione (2 agosto 1945). Nel dicembre 1945 il PCI appoggiava la nascita del settimanale "Barabba". Di orientamento liberale "Plebiscito" (2 agosto 1945). Nel settembre 1945 il settimanale "Voce Cattolica" riprende la testata di "Voce del Popolo". Tra gli altri nati nel 1945: "L'agricoltore Bresciano", quindicinale dell'associazione, "L'Arici", organo del collegio e degli ex alunni, "Il Bollettino della Camera del Lavoro di Brescia", "Brescia Sportiva", settimanale del lunedì, "Prevenire", foglio di propaganda per l'educazione igienica del popolo, "Vita della Scuola Bresciana", giornale di informazione per gli organizzatori del sindacato provinciale della scuola elementare, "La Voce dei Lavoratori", mensile delle maestranze degli stabilimenti OM.


Il 1946 vede un vero pullulare di testate, le più varie e le più diversamente orientate: da "Concordia Sociale" edito dalla Sezione bresciana dell'Uomo Qualunque ad "Azione Democratica", del Partito d'Azione di Brescia Cremona Mantova, a "Ordine Nuovo" di "opposizione integrale" diretto da Guglielmo Zatti, al "Picchio" del Fronte della Gioventù", a "Progresso Liberale", a "Ricostruzione", a "Il Risveglio". Organo della Federazione provinciale Coltivatori diretti è "Il Coltivatore Bresciano" che ancora esiste. Di orientamento DC sono i periferici "Il Popolo del Benaco", "Valtrompia d'Avanguardia", "La Valcamonica", ecc. Locali e "indipendenti" sono "Cordata" di S. Vigilio, "La Franciacorta" di Rovato, la "Gazzetta di Chiari", "Scintille" di Montichiari, "Settimana Palazzolese", "Voci Valsabbine", "Bottega del Barbiere" di Remedello.


Di prestigio e allargate a tutta l'area nazionale sono le riviste "Humanitas" dell'editrice Morcelliana e "Educazione" dell'editrice La Scuola. Il 1946 elenca ancora: "L'Artigiano", rassegna mensile dell'associazione; gli "Atti della Deputazione Provinciale" poi "Atti del Consiglio Provinciale", il "Bollettino della Confederterra", "la Campana della Valle", bollettino mensile delle parrocchie camune pubblicato a Cividate, "In Corde Jesu", periodico mensile della santa crociata, il "Notiziario degli Enti Locali Bresciani", "Notizie" dell'Enal, l'edizione bresciana de "Il Popolo", e "Scienza e Lavoro", "Parla" dell'Istituto Pavoni, "Radio centro" della Gioventù di Azione Cattolica. Il 1946 segna un risveglio letterario con "Punta", "Adamo", "Carta Penna e Calamaio" e nell'ambito politico con il socialdemocratico "Brescia Socialista". Altre pubblicazioni sono "Mondo Unito", "Lavoro e Vita", "Brescia Sport", "Bollettino di Fabbrica" della S. Eustacchio.


Il 1948 allinea, tra la stampa politica, "Brescia Fedele", monarchico, "Il Giornale dell'Oglio" della D.C. di Palazzolo; in quello sportivo "Tifo" e "Calcio Azzurro", in quello umoristico il "Nuovo Rompiscatole", e più vari "Albo Tricolore", "Solidarietà".


In questi anni non mancano tentativi di stampa quotidiana, per lo più d'intonazione liberale come: "Brescia Lunedì" (1946), "Brescia Notizie" (1948), "Il Fronte Democratico" (aprile luglio 1948), "Il Corriere di Brescia" (1949). Dal 1949 le testate si assottigliano per numero. Tra quelle politiche si susseguono "Il Cittadino di Chiari" (1949), "Il Cittadino di Desenzano" (1950), "Il Cidneo" (1951), "Il Settimanale di Brescia" (1952), "Sole Nascente" (1953), "Avanguardia Nazionale" (1954), "La Voce di Brescia" (1957), "Riscossa" (1961), "La Bandiera" (1959), "La Provincia di Brescia", "La Fiamma" (1969), "La Città", (1965). Indipendente dai partiti ma impegnata "La Resistenza" (1952). Femminili: "Donne Bresciane" (1945-1946), "L'altra Brescia" (1973), "Spazio Altro" (1978), "L'Eco".


Più che alla stampa ufficiale di partito, gli orientamenti e le polemiche politico-amministrative sono state sempre più affidate alla stampa di corrente, per la DC, e di sezione per quella del PCI e PSI. Per le pubblicazioni di corrente della DC si possono ricordare: "Provincia Democratica", (1961), "Brescia Viva", (1961), "Presenza Democratica" (1977), "Rinnovamento popolare" (1978). Per quanto riguarda la stampa dei partiti specie di sinistra, una fioritura di numeri unici politici o di periodici di breve durata si verificò nel 1968-1970.


Nel campo della stampa quotidiana, nonostante alcuni citati tentativi, "Il Giornale di Brescia", uscito nell'aprile 1945, rimase incontrastato, fino alla fondazione del quotidiano "Bresciaoggi" uscito nell'aprile 1974 e, dopo il ritiro dei maggiori finanziatori, divenuto di proprietà di una Cooperativa di giornalisti e tipografi col nome di "Bresciaoggi nuovo". Da ricordare la presenza a Brescia di quotidiani con pagine bresciane come "Il Popolo", "L'Italia", "La Notte", ecc. Tra le testate sportive si contano: "Voce Sport" (1956), "Settesport" (1957).


Si allineano, specie dal 1951 in poi, testate giovanili e studentesche fra cui "La sveglia" (1951), "I macc de le ure" (1951), "Il Molo" (1951), "Realtà Giovanile" (1955), "La Lanterna" (1955), "El Sior Gerolamo" (1959), "Tribuna Studentesca" (1967), "Brescia Giovani" (1976). Periodici economici: "Voce Economica", "L'informatore Economico" (1946), "Il Nuovo Commercio" (1947), "Bollettino d'informazioni della Camera di Commercio" (1960), "Notiziario Cooperativo" (1949), "L'Unione Cooperativa" (1959), "AIB Notizie" (1976), "Notiziario dell'Associazione Commercianti" (1976), "Notiziario per l'iniziativa privata" (1967), "Proprietà Edilizia" (1969), "Cooperazione Bresciana" (1974), "Giornale dell'artigianato" (1965), "Notiziario Economico Bresciano" (1975).


Numerosi i periodici di varia informazione locale (politica, economica, sociale, culturale, turistica, ecc.) quali: "Zic-Zac" (1953), "La Valtenesi" (1958), "L'Eco di Brescia" (1960), "Biesse" (1961), "Gente Camuna" (1962), "Valle Sabbia" (1962), "La Valle" (1963), "Corriere della Valle" (1965), "Il Garda" (1965), "Il Corriere del Garda" (1966), "Tribuna Bresciana" (1966), "Il Corriere Bresciano" (1967), "Provincia di Brescia" (1969), "Il Brescia" (1969), "Vita Bresciana" (1972), "Garda Notizie" (1974), "Partecipazione", "Ospitaletto Bresciano", "Valcamonica" (1976), "La Comunità di Valle Trompia" (1977), ecc. Più specificatamente turistiche sono: "Ospitalità", "Rassegna dell'Ente Provinciale del Turismo", ecc.


Combattentistici i periodici: "Il Combattente" (1953), "Ocio a la pena" (1961), "Ghere gheghez-ghez" (1976), ecc. Alle "Acli bresciane" (1951), succede nel 1959 "Battaglie Sociali" ancora in vita. Sempre più fitta la selva dei periodici sindacali anche di categoria e di fabbrica quali "Notiziario di Fabbrica" (1954), "Impegno Sindacale" (1960), "Il Maestro Bresciano" (1960), "Bassa Bresciana" (1960), "Unità di classe" (1969), "La Cascina Bresciana" (1960), "La Voce Contadina" (1964), "L'Azione Contadina" (1962), "Unità e Lotta" (1973), "Impegno unitario" (1973), "Federazione CGIL-CISL-UIL", ecc.


Numerosi i notiziari di fabbrica fra i quali: "Maniche a Vento" (1950), "OM Sirena", "La Voce democratica dell'OM", "Contatore", "Notiziario Breda" (1955), "Franchi, quaderni delle quattro stagioni" (1956), poi "Quaderno Franchi", "Santeustacchio Cronache" (1965), "Voi e Noi" (1963). Alle diverse professioni o categorie sono dedicati: "Notiziario del geometra bresciano" (1965), "Notiziario del Foro Bresciano" (1967), "Il Geometra Bresciano" (1975), "Brescia Farmaceutica" (1970), "Zootecnica moderna" (1970), "Notiziario Artigiano", "L'Artigiano".


Più vario l'ambito delle pubblicazioni intitolate: "Rotary Club di Brescia", (1952), "Bollettino del FIMF", "La Goccia" (1966), "Caccia Bresciana", "L'Apicoltura Bresciana", "Adamello", "Risveglio Alpino". Numerosi nel II dopoguerra i periodici didattici a vario ambito come: "Scuola e vita" (1945), "Educazione" (1946), "Orizzonti Educativi" (1949), "Cinedidattica" (1950), "Animazione ed espressione" (1963), "Cantiere" (1953), "Tempo Sereno" (1963), "Rivista del catechismo", "Aggiornamenti catechistici" (1964), "Scuola e Didattica" (1965), "Didattica delle Scienze" (1965), "Le nostre scuole materne oggi" (1968), "Didattica del disegno" (1970), "Religione e Scuola" (1975), "Brescia Scuola e Vita".


In campo religioso, si è andato accentuando il fenomeno dei bollettini parrocchiali come "Lo Spirito", "L'Alternativa" (Parrocchia di S. Stefano in Brescia), "I Ronchi" (S. Francesco di Paola), "El Carobe" (Esine), "L'Eco di Breno", "Squilli" (Manerbio), "Notiziario Rudianese, "La Famiglia parrocchiale di S. Agata", "Fra campanili e ciminiere" (Gardone V.T.), "La Voce di Borno", "La Voce del Pastore" (Cividate), "La Badia" (Leno), "Voce Amica" (Bagnolo), "Bollettino della mia parrocchia" (Gambara), "Il Duomo" (Salò), "Bollettino parrocchiale di Rovato", "Campane" (Capriolo), "La famiglia parrocchiale di Gargnano", "La Voce di Niardo", "Vita Nostra" (Corna), "Alle Falde della Bagozza" (Valle di Lozio), "L'Onda del Sebino" (Pisogne), "L'Eco di Bienno", "La campana di Darfo", "Aria di casa nostra" (S. Vigilio), "La Pieve di Edolo Mù", "Nave nostra", "L'Eco di Travagliato", "L'Angelo" (Chiari), ecc.


Lo stesso discorso si può fare delle Congregazioni religiose, dei Santuari. Abbiamo, fra gli altri, "Lavoro e vita" (Sacra Famiglia di Nazareth), "Vita" (Pavoniana), "Penetrazione santificatrice" (Istituto secolare Figlie di S. Angela), "Lettere in Famiglia" (Istituto Pro Familia), "Bollettino del Terz'Ordine Francescano", "Bollettino di S. Gaetano", "L'Ancella della Carità", "Il Sorriso di Maria", "La Madonna delle Grazie", "La Madonna della Neve", "La Famiglia di Padre Piamarta", "Piccolo Raggio"' (Dorotee), "Lettera dall'Eremo", "Chiesa viva".


Di più vasto ambito diocesano: "La Rivista della Diocesi", "Sacra Tempora" (1946), "Opera S.S. Faustino e Giovita per le vocazioni religiose" (1951), "Il Seminario" (1952), "Vita perché" (1974), "Il Seminario" (1980). Significativa la presenza della stampa missionaria fra cui "Le Missioni del Comboni" (1945), "Piccolo Missionario" (1948), "Insieme" (1970), "Kiremba" (1967), "Sertao", ecc.


Numerose le riviste culturali da "Alloro" (1922-1923), a "Humanitas" (1946), "Punta" (1947), "Adamo" (1947), "Drammaturgia" (1954), "Il Bruttanome" (1962), "Lingua e civiltà", "Paideia", "Annali di Cà Foscari". Nell'ambito delle scienze religiose: "Concilium" (1965), "Rivista internazionale del dialogo" (1968), "Dialogo", "Bibbia e Oriente", "Studi Biblici", ecc. Di impronta pastorale: "Rivista di pastorale liturgia" (1963), "La Famiglia" (1966), "Evangelizzare" (1969), "Servizio della Parola" (1969), "Musica e assemblea" (1974), "SPAS", "IDOC", ecc.


Di argomento bresciano: "Commentari dell'Ateneo di Brescia", "Memorie storiche della Diocesi di Brescia", "Brixia Sacra", "Memorie illustri di Palazzolo", "Brescia ieri" (1974), "L'Ogliolo" (1975), "El Sedas", "Brescia Arte", "Quaderni Camuni" (1978), "Studi Bresciani", "Periferia", "Memorie dell'Ateneo di Salò", "Memorie Bresciane" (1981), "Memorie della Valtenesi", "Giornale della Loggetta", "La Resistenza Bresciana".


Di vario argomento: "Numismatica", "L'Organo". Alle scienze in genere e a quelle naturali in specie "Clima e Salute" (1954), "Tempo e Clima" (1963), "L'Annuario della Specola Cidnea" (1968), "Astrofisma" (1965), "Natura Bresciana" (1965), "Selezione Veterinaria" (1960).