GALANTE Bortolo

GALANTE Bortolo

(Brescia, 27 marzo 1803 - Meano di Corzano, 19 luglio 1866). Di Francesco e di Marta Armani. Ufficiale dell'esercito venne coinvolto nel 1849 con il conte Filippo Mazzucchelli nel processo intentato al gen. Ramorino, ritenuto responsabile di mancato adempimento degli ordini impartitigli dal Comando principale e perciò della disfatta di Novara. Maggiore delle truppe lombarde addette al deposito di Moncalvo, sostenne di aver solo avuto, il 21 marzo 1849, dal gen. Ramorino, l'ordine di cercare un battaglione di fanteria per riunirlo alla divisione e venne assolto da ogni addebito. Dopo una giovinezza scioperata, si dedicò con piena abnegazione al bene pubblico. Nel 1855 si distinse fra i più solleciti nell'assistenza ai colerosi, cercando i colpiti dal morbo in ogni angolo della città, caricandoli sulle spalle, adagiandoli nel suo cocchio per trasportarli al Lazzaretto. Per la sua opera filantropica ebbe la medaglia d'oro del Premio Carini.