GAGLIARDI Giulio

GAGLIARDI Giulio

(Brescia, 17 sett. 1660 - 26 dic. 1737). Fratello del canonico Paolo. Fu avvocato fiscale. Ebbe ingegno fervido e fu molto attivo. Nel 1723 fece presenti le cause della crisi della seta e dello scarso gettito del dazio. Letterato e appassionato cultore di storia, fu amico di studiosi e letterati fra cui la Baitelli, Apostolo Zeno, che scrive di lui con lode e altri. Raccolse molte notizie biografiche e bibliografiche di letterati che furono di grande utilità ad altri studiosi. Illustrò con una memoria, andata poi smarrita, una iscrizione trovata durante gli scavi delle fondamenta del Duomo nuovo e che egli fece murare nelle mura della Cattedrale riguardante l'acquedotto bresciano. Lasciò i suoi manoscritti ai Padri della Pace dai quali passarono, dopo il 1797, alla Biblioteca Queriniana. Comprendono una "Raccolta" di 11 volumi e una miscellanea di 13 volumi. Di essi pubblica l'indice analitico A. Valentini nei suoi "Scrittori bresciani" (ms. in Biblioteca Queriniana", vol. 24 pp. 51-130). Fra le sue opere di rilievo: "Rime" in diverse raccolte del suo tempo; "Dissertazione sulla lira planet Bresciana", ms. nella Libreria Mazzuchelli in Brescia; "Dissertazione sulla lapide che sta nel fianco del nuovo Duomo, la quale comincia: Divus Augustinus ecc."; "Notizie del Cardinale Gabriello Rangoni di Chiari"; "Vita del cav. Bartolomeo Dotti, premessa alle Rime mss del Dotti"; "Notizie intorno ad un famoso letterato del secolo XVI alle quali si aggiungono alcune Dissertazioni critiche"; "Antiche Memorie Bresciane"; Miscellanee contenenti notizie ed esami di libri. Vite di letterati"; "Breve cronaca climaterica di Brescia 1660-1670". Si crede sua: "Agrippa", tragedia tradotta dal francese (Biblioteca Queriniana E. VII. 11). Fu in corrispondenza con numerosi letterati del tempo fra cui il cremonese Francesco Arisi, il ferrarese Gerolamo Baruffaldi, i veronesi Scipione Maffei e l'ab. Giuseppe Bianchini, il maceratese Domenico Lazzarini, il modenese ab. Lodovico Antonio Muratori, i veneziani Giambattista Recanati e Apostolo Zeno e inoltre con il Vallusi, il Tiepolo, il Gibbon ecc. Nel suo epistolario figurano, inoltre lettere dei bresciani Giulia Baitelli, Bernardino Caffi, Bartolomeo Dotti, ab. Filippo Garbelli, Leonardo Cominelli di Salò ecc.