GAGGIA Pietro

GAGGIA Pietro

(Verolanuova, 10 marzo 1791- Anversa, Belgio, 13 nov. 1845). Di Giacomo e di Giuseppina Celli. Pseudonimo: Ferrari Pietro. Dopo aver studiato nelle scuole pubbliche entrò nel Seminario di Brescia, dove per la sua intelligenza e carattere fu particolarmente apprezzato dal vescovo G.M. Nava. Ancora chierico fu iscritto dal Rosmini alla Società degli amici. Ordinato sacerdote il 13 sett. 1813 venne dal vescovo mandato, assieme a Francesco e Giambattista Passerini, all'Università di Bologna per completare gli studi in lettere e lingue classiche. Sebbene il Guerrini lo dica laureato in lettere, i documenti bolognesi non confermano la circostanza, mentre un rapporto della polizia sostiene che egli non uscì dall'ambito di un buon grammatico di greco. Tornato comunque a Brescia nel novembre 1815 venne incaricato di insegnare greco agli studenti di liceo e teologia del Seminario. A tale corso si aggiunse anche quello di esegesi biblica e un corso libero di ebraico. Nel 1820 pubblicava un'edizione degli Inni di Callimaco alla quale aggiunse una importante appendice sui principali dialetti greci. Viene considerato come il restauratore dello studio del greco in Seminario. Strinse inoltre amicizia col card. Mezzofanti, lo Schiazzi ed altri. Legato da profonda amicizia con i fratelli Ugoni e loro ospite al Campazzo aderì alla Federazione dei patrioti italiani. Sebbene il suo nome fosse emerso nei processi del 1822-1823 egli era ancora a Verolanuova nel giugno 1823. Rifugiatosi nel 1823 a Lugano vi visse press'a poco un anno sotto lo pseudonimo di Pietro Ferrari. Nel luglio 1824 si trasferì ad Anversa, da dove passò a Lione. Qui visse dando lezioni private e si iscrisse all'Università, dove, secondo il Battistini, avrebbe esercitato l'incarico di ripetitore e avrebbe conquistato il grado di "candidato" in filosofia e lettere mentre i documenti della facoltà si limitano ad attestare sotto la data 3 dic. 1826 che venne proclamato "cum laude" candidato "ad summos aliquando in philosophia honores petere posse" senza accennare ad altri incarichi. Nel 1825 aveva fatto parte dei Comitati di aiuto per gli insorti greci. Con l'Ugoni e il Franzinetti frequentava il Gabinetto di lettere Renier, ove conobbe il gen. Pepe. Il 24 giugno 1827 Gaggia chiedeva la naturalizzazione belga e l'autorizzazione ad insegnare lettere antiche, permesso che gli fu concesso il 26 dello stesso mese, per cui, pur senza aver avuto la nazionalità belga, egli potè entrare come professore nell'Istituto fondato dal francese Ballin in via Laines a Bruxelles. Probabilmente l'instabilità dell'incarico lo convinse presto a fondare un suo istituto di educazione di cui fece domanda al ministro degli interni del Regno dei Paesi Bassi il 19 gennaio 1827, di cui ottenne l'autorizzazione il 23 marzo. Mentre il Luzio e il Cian negano che abbia avuto nell'apertura l'aiuto finanziario degli Arconati, castellani di Gaesbeek, nei pressi di Bruxelles,il Van Nuffel lo ritiene probabile. È certo che gli Arconati gli diedero ospitalità e tutto l'appoggio morale e gli affidarono l'educazione, per vari anni, dell'unico figlio. Altri appoggi comunque il Gaggia dovette avere negli ambienti del protestantesimo al quale si era convertito e in quelli radicali, dopo aver abbandonato da tempo l'abito ecclesiastico. Il Gaggia che durante il soggiorno svizzero aveva avuto l'occasione di studiare i metodi pedagogici del Pestalozzi, cercò di applicarne i postulati d'avanguardia. Il piano di studi approvato dal governo dei Paesi Bassi nel 1829 e nel 1833 prevedeva: un ciclo di studi d'otto anni, che comprendeva quattro "divisioni" o periodi intermedi dal settimo anno d'età dei ragazzi ammessi (non oltre sessanta, di diverse nazionalità e lingue), oltre al direttore-fondatore si alternavano da venti a quaranta docenti, anch'essi di differenti parlate e culture, oltre che di diverse materie, tutti di larga fama e quasi tutti di dignità universitaria. L'apprendimento era impostato non solo sulle principali lingue europee, oltre al francese e all'olandese parlati nel Belgio (e obbligatorie anche fuori delle aule perchè s'imparassero le lingue vive, non solo quelle dei testi e dei manuali letterari), ma anche sulla musica, sul disegno, sulla danza, la scherma, l'equitazione, la ginnastica ecc. Naturalmente non mancavano anche i cicli per le lingue classiche antiche, per le discipline matematiche, fisiche, scientifiche e per le esercitazioni. Di particolare interesse le "divisioni" che gli allievi dovevano percorrere e alle quali erano riservati locali separati: la prima, che copriva un anno e mezzo comprendeva due sezioni di cui una la "Casa olandese e tedesca" accoglieva studenti belgi che dovevano parlare obbligatoriamente l'olandese, l'altra invece comprendeva studenti stranieri che studiavano il tedesco. Tutti studiavano inoltre scrittura, aritmetica, disegno e musica vocale. Il secondo grado, pure di un anno e mezzo raccoglieva alunni di tutte le nazionalità che studiavano il francese. In esso le "ordinarie ricreazioni" erano sostituite con ginnastica, scherma, corsa e passeggiate. I tre anni seguenti gli allievi venivano raccolti nella "casa inglese" dove il programma comprendeva, soprattutto, il latino, il greco, la storia, la geografia, e la logica. Nel terzo anno si aggiungevano la prosodia, l'algebra e la geometria e la danza prendeva il posto della scherma. Coronava il ciclo di studi il quarto grado nella "casa delle belle lettere". Ridotti gli esercizi fisici (cui si aggiungevano l'equitazione e possibilmente il nuoto), gli studi venivano conglobati nella formazione classica e le materie si allargavano alla fisica e alla storia naturale e, per le materie secondarie, all'italiano e allo spagnolo. I castighi corporali erano rigorosamente esclusi, essendo resi inutili dal sistema educativo adottato. Preferenza veniva data alle discussioni aperte. Gli allievi non potevano ricevere che le visite dei genitori, ammessi liberamente nei locali e alle lezioni, le vacanze erano ridotte ad un solo mese durante l'estate. L'Istituto venne aperto in via Berger n. 21 ad Ixelles e non ospitò che allievi provenienti dalla buona borghesia. Venne arricchito di laboratori. Nell'autunno 1832 l'Istituto venne trasferito, in piazza "du Champ de Mars" sempre a Ixelles. Il programma subì qualche modifica con una ripartizione di tre cicli di un anno e mezzo ciascuno e di uno di quattro anni e vennero fatte altre concessioni. Alle materie venne aggiunto l'insegnamento della meccanica, industria e commercio oltre ad esercitazioni di lavoro manuale. Una novità venne costituita da serate settimanali nel corso delle quali gli allievi dopo un concerto venivano interrogati pubblicamente dai membri della commissione di sorveglianza. I professori curarono anche dei manuali scolastici sull'esempio del Gaggia stesso che aveva preparato un metodo per l'insegnamento del greco. Tra i professori sono da segnalare Vincenzo Gioberti, Louis Vincent Raoul, professore all'Università di Gand e poi a quella di Bruxelles, il fisico Joseph Plateau. Anche alcuni ottimi artisti offrirono la loro collaborazione fra cui il Modou e il Lauters per il disegno, il chitarrista du Roi, Zani de Ferranti e Giovanni Gatti marito di de Gamond, per la musica, Sacrè per la danza. Nel 1834 l'Istituto passò sotto la direzione di un triumvirato composto da Gaggia, dall'ingegnere Pietro Bosso e da Pietro Oliviero. Ciò segnò una "diminutio capitis" del fondatore ma non compromise il successo della scuola. Nello stesso anno si adoperò con altri alla fondazione a Bruxelles di una Università libera. Nel 1835 sottoscriveva con Gioberti, Bosso, Olivero, Panigada e Voarno un manifesto per un Comitato di sussidi agli esuli. All'inizio dell'anno scolastico 1838-1839 il Gaggia riprese il controllo completo dell'istituto che condusse tra difficoltà e contrasti fino alla morte. Egli dovette affrontare le contrarietà dell'ambiente cattolico che non cessò anche quando il suo spirito acerbamente critico contro la Chiesa cattolica, si attenuò per l'influenza che ebbe su di lui il Gioberti che nell'Istituto insegnò dal 1835 al 1845. Nel carteggio del Gioberti col Massari e col Pinelli vi sono frequenti accenni a Gaggia e alle peripezie del suo collegio. Verso il 1842 quando era Nunzio apostolico a Bruxelles mons. Gioacchino Pecci (il futuro Leone XIII), le ostilità contro l'Istituto Gaggia si accentuarono in modo da far temere una sua chiusura. Ebbe allievi anche dall'Inghilterra, dalla Spagna, dal Messico, dagli Stati Uniti. Non poche personalità ebbero nel suo collegio la qualificata formazione come l'astronomo Ernest Quetelet e gli ambasciatori Beyens et Solvyns. Oltre che contrasti il Gaggia ebbe anche vivi riconoscimenti. Il 20 agosto 1837 l'Università di Bruxelles istituì per lui un corso di pedagogia che però durò un solo anno. L'attività intrapresa gli diede anche tranquillità economica tanto che potè dedicarsi anche ad attività di tipo agricolo- industriale come la costruzione a Zoersel (dove aveva anche una dozzina d'ettari di terra) di una fabbrica di fecola di patate e l'acquisto di circa cento ettari con case, a Halle e a Bracht, dove si proponeva di installare una fabbrica di pasta all'italiana. Tali attività portarono in passivo il suo bilancio patrimoniale. In effetti egli si era ingolfato in una speculazione utile e positiva, la bonifica dei terreni della Campine, che però avrebbe richiesto lungo lavoro e vasti capitali, ma peggiorarono le sue condizioni economiche tanto che alla sua morte, un grave passivo aggrava le sue proprietà, costringendo la famiglia a dover contare sull'aiuto degli amici e degli ex allievi. Il 31 dicembre 1834 aveva sposato a Ixelles, Desidèe Josèphe Andrè (Dampremy, 20 sett. 1808 - Bruxelles 14 maggio 1850), dalla quale aveva avuto un figlio, Alessandro (Bruxelles, 31 sett. 1834 - Ixelles, 4 apr. 1849) e che lo rese padre di una figlia, Ortensia (Ixelles, 14 apr. 1836 - Bruxelles, 14 dic. 1860). Morì ad Anversa per apoplessia, probabilmente durante una passeggiata sui bastioni della città. Il suo corpo fu trovato ore dopo per caso da alcuni passanti per cui gli venne fatta l'autopsia. Sulla sua tomba venne posta l'iscrizione "A/ Pietro Gaggia/ ses élèves reconnaissants/ Il naquit à Verola Nuova/ près de Brescia le 10 mars 1791/ et mourut à Anvers le 13 novembre 1845". La direzione dell'Istituto venne assunta dal prof. Picard, docente di diritto civile all'Università di Bruxelles, ma venne chiuso definitivamente nel 1846, dopo che Panigada, professore del collegio e amministratore dei beni della famiglia Arconati ebbe alienato l'edificio a pagamento degli interessi e dei danni subiti. Pubblicò: "Inni di Callimaco Cirenese secondo l'edizione Ernestina 1761 colle regole ragionate sui dialetti greci". (Brescia, Venturini e compagno, 1820, in 8°).