GAFFURRÒ Francesco

GAFFURRÒ Francesco (o Gaforio Franchini)

Di Orzinuovi. Religioso domenicano, secondo il Codagli, che lo dice musicista famoso. Il Fétis registra un Gaforio o Gaforio Franchino, in lat. Gafurius, ma questi è nativo di Lodi, e non pare dello stesso ceppo, essendo scritto anche in differente modo. Fra le sue opere stampate a Brescia abbiamo alcune edizioni della sua opera "Practica musicae" e precisamente " Musicae utriusque cantus practica excellentiss. Franchini Gafori Laudensis libris quatuor modulatissima".In fine: Impressa Brixiae opera et impensa Angeli Britannici, anno salutis millesimo quadringentesimo nonagesimo septimo, nono Kalend. octobris, in fol.. Lettere rotonde con la musica intercalata nel testo con 4 ff. preliminari per il titolo, pel registro, per l'indice e per la Dedica a Don Lodovico Sfortia Duc. Mediol. ll verso della quarta carta finisce col "Carmen Lucini Conagi". Successivamente: "Practica musicae utriusque cantus excellentiss. Franchini Gaffori Laudensi quatuor libris modulatissima". In fine: Brixiae impressa per Bernardinum Misintam de Papia. Sumptu et impensa Angeli Britannici. Anno Salutis MDIX, Idibus sextilibus, in fol. con la musica intercalata nel testo. Bella edizione in caratteri rotondi, stampata pagina per pagina sopra quello del 1497 sopra descritta: col medesimo titolo sul primo fol. in carattere gotico. La terza ediz. bresciana è del 1508: "Practica musicae utriusque cantus excellentiss. Franchini Gaffori Laudensis quatuor libris modulatissime. In fine: Impressa Brixiae opera et impensa Angeli Britannici, anno salutis MDVIII, die ultimo mai, in fol.. La prima pagina contiene il titolo in carattere gotico grande su quattro righe, segue la tavola dei quattro libri e la dedica, al medesimo Lodovico Sforza, la quale finisce col "Carmen Lucini Conagi". Il primo libro occupa 22 carte segnate d-CIII, gli altri tre libri occupano 86 carte segnate A-LIII; tutti quaterni, meno l'ultimo che è terno; l'ultima è una carta bianca. Le note musicali sono intercalate nel testo ed incise nel legno. Presso la Queriniana esiste quella del 1497 e del 1508. Il Codagli lo ha ritenuto Bresciano, forse per le diverse edizioni della sua opera eseguite in Brescia.