GADOLA o Gadolo Bernardino

GADOLA o Gadolo Bernardino

(Brescia, 1466/1470 - Firenze 1499/1501). Di famiglia povera o modesta potè studiare lettere e filosofia e si laureò "in utroque jure" a Padova. Fattosi monaco camaldolese nel monastero di S. Michele di Murano a Venezia fu maestro dei novizi e in seguito fu priore del monastero veneziano e fece parte dell'Accademia dei Vertunni. Umanista e scrittore ascetico, fu erudito e letterato, esperto in S. Teologia, in S. Scrittura e in Patrologia e fu accademico dei Vertunni. Divenne poi abate del monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze dove tentò una riforma del suo ordine richiamando a nuova disciplina i monasteri di Murano e di Classe. Papa Innocenzo VIII lo chiamò poi a Roma. A Firenze fu presente al tragico martirio di Fra Gerolamo Savonarola "pseudo profeta" e dei suoi compagni il 22 maggio 1498. Fra le molte sue lettere latine inedite, eleganti di classico stile, che si conservano a Venezia, nei due codici 734 e 735 della biblioteca del suo monastero di S. Michele di Murano, si trova quella scritta da Firenze il 24 maggio 1498 ai tre gentiluomini veneziani suoi amici Sebastiano Badoèr (Badoaro). Girolamo Zorzi (Giorgi) e Marcantonio Morosini, nella quale descrive a vivi colori e con imparziale verità il macabro spettacolo del martirio dei tre domenicani, al quale egli stesso si era trovato presente. Il Gadola non fu un simpatizzante per il Savonarola; ammirò in lui il "celeberrimum hac tempestate verbi Dei praeconem" ma lo chiamò "pseudo prophetam", un fanatico esaltato, un po' giocoliere, e ne enumerò gli errori di dottrina e di tattica, non dubitando nemmeno di asserire che l'ardente fustigatore dei vizi del suo tempo era posseduto dal demonio che parlava per la sua bocca: "ac demon, qui haud dubie in eo erat, atque ex ore ipsius auditores afflabat fascinabatque", un giudizio, questo, molto grave e che contrasta la riabilitazione in corso dell'ardente frate ferrarese. Salvò il convento di Classe dalla rovina e riuscì a cacciare dal convento di S. Maria degli Angeli un usurpatore, tale Guidone. Nel 1497 fu il primo editore delle "Opera omnia" di S. Girolamo (Venezia, Gregorio de Gregoris, 1497, tre volumi in f.), curò l'edizione di classici e della Biblia Sacra del Lirano (Nicolò di Lora), (Venezia, Paganino Paganini di Toscolano, 1495) e lasciò inedite "Epistolae multae", una storia di S. Romualdo e del suo Ordine, vari trattati ascetici. Il Rossi gli ascrive anche "La Bembeide", dignissimo di scolture d'oro, come accenna il Partenio nella sua "Orazione de' Bresciani illustri de' suoi tempi" e che viene registrata col titolo. "La Bembeide, Discorso non men che pio che morale, contro Bonifacio Bembo Bresciano" mss. presso Ottavio Rossi. Nell'archivio del monastero di S. Gregorio di Roma esisteva un volume dal titolo "B. Gadoli Brixiensis Epistolae" che incominciava con: "De vita et obitu beati Romualdi" e che si trovava presso lo stesso Ottavio Rossi. A lui, p. Bartolomeo Partenio dedicava nel 1494 la sua traduzione dal greco delle "Storie" di Tucidide. Fu accademico dei Vertumni. Diede grandi esempi di virtù e, in morte, gli furono tributati grandi onori. Criticò aspramente il Bembo per le sue licenziosità, e venne da lui aspramente attaccato. Nel 1495 corresse le opere di Prisciano, grammatico di Cesarea e nel 1497 le opere di S. Girolamo che avrebbe riordinato in volumi. Avrebbe inoltre riordinato e riformato il calendario dell'Ordine suo. Lasciò inediti trattati, epistole, discorsi manoscriti che furono portati a Roma da Gregorio XVI quando divenne papa e sono custoditi nella Biblioteca Vaticana e che vengono catalogati dal Peroni. Pubblicò: "Enneades M. Cocceii" (Venetiis, per Bernardinum et Mathacum Venetos,1488, in fol. Bernardus Gadolus correxit); "Biblia Sacra cum expositione Nicolai de Lyra ec. et cum dedicatione, et emendationibus Bernardini Gadoli Brixiensis" (Venetiis per Paganinum de Paganini, 1495, vol. 6, in fol.); "Priscianus Caesariensis Grammaticus Bernard. Gadolus diligenter correxit" (Venetiis per Philippum Pincium Mantuanum, 1495, in fol. In qua Bernardinus Gadolus diligenter correxit); "Divi Hieronymi Opera. Curavit hanc primam editionem Bernardinus Gadolus" (Venetiis, per Fratres de Gregoris, 1497, voll. III, in fol.); "Epistola Reverendiss. Card. Francisco Picolomineo", a p. 418, nella Biblioteca de' Codici mss. di S. Michele di Murano, opera di Gio. Benedetto Mittarelli (Venetis, ex typ. Fontiana, 1779, fol). Altre opere di lui esistevano nei Codici della Biblioteca suddetta e precisamente il manoscritto:"De vita et obitu S. Romualdi Abbatis, et de initio, successu, et nobilitate ordinis Camaldulensis"; "De fugiendo seculo, et amplianda religione, tractatum I "; "Contra superbiam atque ambitionem lib. I ".