GABO Aurunculeius P. Acilius Severus

GABO Aurunculeius P. Acilius Severus

Probabilmente figlio di Gabo Aurunculeius Valerianus. È ricordato in iscrizioni romane come "vir clarissimus" cioé come senatore. Fu "juridicus" del distretto giudiziario transpadano e, come Nonio Arrio Paolino Aper, deve avere avuto questo incarico non prima del principato di Marco Aurelio, in quanto ebbe il proconsolato (designato, per Cipro) dopo l'incarico di "juridicus" e quindi dopo essere cessato da tale ufficio, come promozione che gli permise di salire fra i senatori di rango consolare. Secondo l'Albertini, la seconda parte del nome sembra metterlo in relazione con famiglia già altrimenti nota, appartenente al gruppo altolocato di Brescia, i Minicii: la moglie di Minicio Macrino pare fosse una Acilia, in ogni caso il figlio, senatore pretorio dell'epoca traianea, era Minicio Aciliano. Non è da escludersi pure una parentela con un Acilius Severus ricordato negli atti degli Arvali fra i "paggi" di discendenza curule paterna e materna ammessi a collaborare a quel culto, benché non vi sia nessuna prova. È molto probabile che la carica di "juridicus" dei transpadani, fosse passata dalle mani di un bresciano a quelle di un altro in un ristretto periodo, cioé che lo scambio sia avvenuto fra Nonio Arrio Paolino Aper e L. Gabo Aurunculeio, senza che sia possibile precisare l'ordine di precedenza. Il nipote di questo Gabo, L. Valerio Marcellino, non è altrimenti noto che come "eques".