DANZE

DANZE (o balli) popolari

Antichissime anche nel Bresciano le danze, come dimostrano i graffiti camuni. Ma è impossibile ricostruire una storia documentata della danza bresciana. Solo si conoscono perché tramandate da lunghi tempi alcune danze per lo più folcloristiche che ebbero larga diffusione nel Bresciano e che si notano ancora qua e là, specie durante feste patronali, sponsali, ecc. Fra le più popolari fu "la furlana" consistente in tre coppie che giravano su se stesse, e si scambiavano poi la compagna facendo piccole evoluzioni ed esibizioni personali, mentre la parte strumentale era sostenuta da una chitarra e da un clarinetto. Tale danza fu notata da G. Bignami nel 1948 ad Ono S. Pietro, durante una festa battesimale del figlio di un mandriano benestante. La "furlana" è stata molto diffusa specie nelle valli. Molto nota quella che comincia "Somm ignìcc da Bagulì coi caai...". Ancora in voga anche la "girometta" canzone-ballo antichissima e tanto diffusa che precisarne il luogo d'origine è assai arduo. Si è notato che nella girometta alcune coppie danzavano per proprio conto, tanto da avere la sensazione che le movenze fossero non proprio strettamente rituali di girometta, ma più che altro di fantasia di ogni singola coppia, pur tenendo il ritmo e la metrica della girometta.


In Val Caffaro, i "bagòs" danzano loro caratteristici balli quali: l'"ariosa", e anche "polesane" accompagnate con il ritmico battere delle mani e cadenzate con gli "sgalber" (zoccoli di legno), il tutto con una piccola orchestrina paesana. La danza "ariosa" si esegue solo in questa valle dove è nata; la musica eseguita dal complesso strumentale consiste in un motivo di danza di sedici battute a ritmo allegro - di solito in sei ottavi - che viene ripetuto molte volte, ma ad ogni ritornello, o ripresa, cambiano le figurazioni del ballo.


Un esempio di "polesana" si è notato a Vione (1938) e il Bignami crede che forse sia uno dei pochi esempi di questo genere nella nostra provincia. La "polesana" è un saggio caratteristico e completo di canzone a ballo: unica del suo genere, la polesana mostra due riprese del balletto a metà ed a fine della canzone reale, in tonalità differenti, ed ha lo stesso ritmo della furlana. Anche nei dintorni di Capo di Ponte la polesana era nota fin dal 1893. Infine resistono in qualche località, specie nelle valli, delle danze antichissime popolari, che si osservano specialmente durante certe occasioni (sponsali, battesimi, ecc.) dove anche le persone non più giovani, in quei momenti di sana allegria, rievocano balli dei loro tempi. Eccone alcune: la "monfrina" (che ha la stessa figurazione ritmica della furlana, cioè sei ottavi a misura composta con movimento gaio e vivace), la "polca", danza di origine boema a ritmo binario e movimento animato, si balla a due tempi ma il passo si scompone in quattro movimento; il "galop", è inutile la descrizione tanto era comune e ancora oggi non del tutto scomparso. Infine la "mazurca", proveniente dalla provincia di Masuria (Polonia) dove era popolare fin dal quindicesimo secolo; è a movimento ternario e vivace. I ballerini quando eseguivano la mazurca ne accentuavano il ritmo battendo per terra il tallone, ma quando essa divenne danza di società - al principio del XIX secolo - fu semplificata ed il passo fu di sei tempi nello spazio di sei misure.