DANTE Augusto

DANTE Augusto

(Brescia, 1857 - Milano, novembre 1908). Trasferitosi nella fanciullezza a Milano, divenne operaio litografo e fu per molti anni impiegato nella tipografia del quotidiano "Il Secolo" di E. Sonzogno. Socio del Consolato operaio milanese, nel 1880 si iscrisse al Circolo Operaio milanese e vi conobbe E. Bignami e O. Gnocchi Viani coi quali collaborò subito strettamente. Nel 1882 partecipò alla formazione della Sezione elettorale del circolo operaio, e alla costituzione dell'Unione operaia radicale. Fin dalla fondazione fece parte del comitato redazionale del "Fascio operaio" espressione della corrente operaista milanese. Nel congresso costitutivo del Partito Operaio Italiano (POI), nella primavera del 1881, entrò a far parte del Comitato centrale del partito per promuovere il quale si batterà con una attiva propaganda negli anni 1884 - 1885 nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Bologna. Nel congresso della Confederazione operaia lombarda tenutosi a Brescia nel gennaio 1885 si pronunciò contro la legislazione operaia proposta dalla legge Berti e, con G. Croce e C. Lazzari, sostenne, come già nel precedente congresso della Confederazione, l'utilità della società di resistenza, contribuendo alla riuscita di una maggioranza operaista. Cassiere del POI, nel II congresso del partito (Mantova, dicembre 1885) lesse la relazione amministrativa e sostenne la mozione di G. Croce a favore della partecipazione alle lotte elettorali. Egli stesso nei primi mesi del 1886 si presentò come candidato del POI alle elezioni politiche a Pavia. Alla sua azione, la polizia attribuiva nel 1886 gli scioperi agricoli del pavese. Nell'aprile 1886 fu delegato del POI al II congresso del Partito socialista rivoluzionario di Romagna tenutosi a Mantova, pronunciandosi contro una fusione dei partiti e sostenendo invece una loro alleanza tattica. Nel giugno 1886 in seguito alla lotta elettorale fra radicali ed operaisti e a vivaci polemiche fra "Il Secolo" e "Il Fascio operaio" veniva licenziato dal "Secolo" di Sonzogno e nello stesso mese, dopo lo scioglimento per decreto prefettizio del POI, venne arrestato assieme a Croce, A. Casati, Lazzari, Fantussi e altri. Nel gennaio 1887 nel processo di Milano al POI, veniva condannato a 2 mesi di carcere e a L. 250 di multa. Da allora scompare dall' attività politica e sindacale.