DANDOLO Vincenzo

DANDOLO Vincenzo

(Venezia, 16 ottobre 1759 - Varese, 2 dicembre 1819). Chimico, laureatosi a Padova, fondò a Venezia un'officina farmaceutica e si dedicò alla diffusione delle teorie di Lavoisier, di Berthollet, Van Mons, di cui tradusse le opere. Giacobino, nel 1797 fu membro della municipalità provvisoria veneziana. Il trattato di Campoformio lo costrinse all'esilio. Il 2 novembre 1797 passava per Brescia per rifugiarsi nella Repubblica Cisalpina e poi in Francia. Ritornato in Italia, si stabilì in un suo podere a Varese, dove rimase fino al 1805 quando venne nominato Provveditore generale in Dalmazia. Richiamato nel 1809, venne nominato senatore e conte. Napoleone I scriveva di conoscere due soli uomini superiori in Italia: Dandolo e Melzi. Nel 1813 venne inviato nelle Marche a reprimere moti insurrezionali. Ritiratosi di nuovo a Varese si dedicò agli studi di economia rurale e all'agricoltura, svolgendo particolari ricerche sulla bachicoltura e sull'allevamento del bestiame. Ebbe intensi rapporti con Brescia e i Bresciani e specialmente con Gaetano Bargnani. Sposò Marianna Grossi (Varese, 1781 - Adro, 6 giugno 1855).