DAINA Rizzino

DAINA Rizzino

Uomo d'armi del Pitigliano. Si fece conoscere come abile e coraggioso uomo d'armi. Nel 1500 catturò Ascanio Forza in fuga verso il Ferrarese. Nel 1502, nella giostra di Verona, vinse un palio. Diventò poi conestabile e capo di una condotta militare. Valoroso comandante dell'esercito veneto combattè contro Imperiali, Spagnoli e Francesci dal 1509 al 1515, al comando di 50 balestrieri a cavallo, coi quali aveva compiuto in aprile varie scorrerie nel Lodigiano. Nel 1510 fu forse animatore e capo di una congiura contro i Gonzaga che fallì, per cui venne imprigionato. Nel 1516 comunque, era tra gli animatori della resistenza all'Imperatore, che voleva a tutti i costi prendere Asola per avere sicure vie di rifornimento da Verona e dal Mantovano. Dal 18 al 26 aprile 1516 portò a buon termine le trattative fra Veneti e Imperiali, e i tedeschi incorporati nell'esercito franco-veneto lo acclamarono loro capo e con lui parteciparono poi all'assedio di Verona (1516-1517). Tornato ad Asola vi condusse una vita piuttosto turbolenta per risse e violenze, per le quali venne processato nel 1512. Tornò poi a militare nell'esercito veneto e finì l'anno dopo ucciso da due sicari suoi conterranei, per commissione di Luigi Gonzaga, o, piuttosto, per vendetta, avendogli ucciso Gianfrancesco Turoli, loro congiunto.